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Corri al cinema

Il running non si fa solo sulle piste o tra gli alberi del parco sotto casa: la corsa è protagonista anche sul grande schermo, dove gli attori si trasformano in veri i propri atleti.

Questo articolo, suddiviso in due parti,  vorrei riservarlo alla corsa messa in rapporto ad alcuni film ad essa dedicati. L’essenza stessa della corsa che si svolge fuori dai percorsi si presta maggiormente come spunto per essere la base di film grazie proprio agli spazi aperti, ai paesaggi e ai diversi panorami e scenari che richiamano un’ elevata partecipazione di pubblico sfruttata con più o meno abilità da registi di tutto il mondo. In questo senso, la maggior parte dei film racconta storie di gente comune che nella corsa troverà il modo per cambiare la propria vita. Correre per loro sarà un viaggio personale: ad ogni passo i protagonisti affronteranno se stessi, i loro limiti, raggiungeranno obbiettivi che mai avrebbero immaginato e sognato di realizzare. Vi propongo alcune pellicole di film girati in tutto il mondo, uscendo  dagli schemi della monocultura americana che solitamente domina il cinema, in modo da conoscere anche culture di  paesi diversi attraverso i personaggi e le loro esperienze.

Tengo a sottolineare che la scelta dei film,  dove ho apprezzato sia il valore cinematografico che i meriti sportivi, è puramente personale.

The loneliness of the long distance runner (1962). UK 

lonelinessoflongdistanceUn giovane ribelle di nome Collin, operaio di Nottingham (UK), entra in riformatorio dopo che viene sorpreso a rubare dei soldi in una panetteria. All’ inizio, la sua permanenza nel carcere è difficile, ma  il direttore nota che Colin ha una naturale capacità: corre benissimo le lunghe distanze, ed essendo stato lui stesso in gioventù un corridore, vede la possibilità, tramite le qualità del ragazzo, di ottenere una rivincita personale. Battere in una gara di 5 miglia  la vicina scuola pubblica, frequentata da studenti privilegiati provenienti da famiglie bene, sarebbe per il direttore la dimostrazione al mondo intero della validità del suo programma di riabilitazione in grado di correggere e trasformare i suoi giovani detenuti. Così, sotto la sua ala, il ragazzo inizia ad allenarsi all’aperto, assaporando un senso di libertà correndo fuori dalle recinzioni di filo spinato. Lo spettatore viene catturato da questo giovane corridore, entrando a far parte del suo viaggio e con un ritmo costante, si viene trasportati, attraverso dei flashback, a conoscere il passato dei protagonisti e a capire come l’atletica servirà per migliorare la vita di Collin: una vita difficile, fatta di grandi delusioni, sia familiari, sia  verso le istituzioni da  cui il ragazzo scappa. La corsa diventa la sua salvezza che lo porterà a  fermarsi a pochi metri dal traguardo in quella gara che lo vede comodamente avvantaggiato e con una vittoria sicura. Difronte ad una serie di immagini stridenti che gli percorrono la mente come lampi, sulla sua vita, sull’abbandono, sulla disperazione verso un futuro incerto, Colin si arresta, rimane al suo posto, immobile e la sua corsa è vista come gesto di sfida verso tutto questo, come un ultimo atto di libertà.

Running (1979). Canada

RunningMichael Andropolis, è un uomo infelice, ormai alla soglia dei 34 anni, vive nella speranza di prendere parte alla maratona dei Giochi Olimpici di Montreal nel 1976. Il sogno è costato all’atleta la disoccupazione, la separazione dall’amata moglie Janet, le umiliazioni della figlia maggiorenne André. Solo la piccola Susan, in bicicletta, fa compagnia al padre che si allena. Dopo alterne vicende, Michael riesce ad entrare nella squadra olimpica, si trasferisce a Boston con l’allenatore e prosegue negli allenamenti confortato dall’arrivo della ex moglie. Ma nel corso della competizione, solo al comando, Michael cade e si rompe una costola. A lungo a terra per il dolore, trova la forza di rialzarsi e di concludere la faticosa gara quando ormai, nello stadio, si sono già effettuate anche le premiazioni, ma la folla lo accoglie in delirio. E’ interessante notare come Michael non riesca a trovare un modo per risollevare la sua vita, se non nella corsa che diventa uno strumento essenziale per la sopravvivenza. In questo film canadese lo sport, o comunque la passione della corsa, è il riscatto, è la  missione che mette a repentaglio e in secondo piano tutto il resto. Una pellicola semplice, per chi non ha pretese.

Endurance (1999).

endurance2Questa volta parliamo di una co-produzione tedesco-britannico-americana. Uscendo dalle sue radici in Etiopia, Haile Gebrselassie ha perseguito il suo sogno olimpico e ha continuato a vincere l’oro alle Olimpiadi del 1996. Questa è la sua storia commovente e meravigliosa fatta di forza e determinazione portandolo ad essere uno dei  migliori fondisti di tutti i tempi! Endurance si concentra sulla vita di Haile Gebrselassie, un grande maratoneta, recentemente nominato il corridore più prolifico di tutti i tempi dalla rivista Runners World. E’ un film che ci presenta la giovinezza di Haile, offrendo un approfondimento a quelli di noi che hanno meno familiarità con le sfide di atleti di umili origini che hanno inseguito il loro sogno con tutte le forze. La realizzazione di Endurance mescola i suoni  africani  alle immagini reali quotidiane delle fatiche di un lavoro pesante nella fattoria di famiglia, mostrando gli sforzi necessari da parte di tutti i membri, che seminano i campi asciutti, aridi, camminano per ore per raccogliere l’acqua, un duro lavoro che non finisce fino a quando il sole non tramonta. E ‘stato davvero difficile immaginare i sacrifici e l’impegno necessari al giovane Haile per continuare a correre  dopo aver speso ogni energia nell’estenuante vita di ogni giorno.
Il film culmina con la performance della medaglia d’oro dei  10.000 che “Geb” ha disputato alle Olimpiadi di Atlanta. La velocità con la quale ha accelerato nell’ultimo giro è ben nota a chi ama la corsa. Dopo aver visto la sua vita prima di questo evento olimpico, la vittoria di questo atleta è un’esperienza emozionante, anche per chi non si dedica a questo sport. In Endurance c’è tempo per tutto, per seguire i suoi allenamenti, per incontrare la sua famiglia, per vivere insieme a loro le  massacranti condizioni di vita del loro Paese, l’Etiopia, ed è evidente dalle crude immagini  che l’atletica diventerà il veicolo di fuga per il bene di Haile.

TO BE CONTINUED…

 

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