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Differenze di grip tra un tacchetto unidirezionale e uno multidirezionale

Scopriamo la diversità dei tacchetti, quei tasselli, di forme e dimensioni differenti, posizionati nelle suole delle nostre scarpe da trailrunning, in particolare quelle che ci consentono di affrontare i terreni allentati e con tanto fango.

foto 1

Foto 1

Nella foto (1)  vediamo una suola con un tacchetto unidirezionale. Questo tipo di tacchetto è formato da due facce, (qualcuno potrebbe vedercene quattro, ma sarebbe una forzatura.  Per quanto mi riguarda, e con un po’ di ironia, affermerei che le altre due sarebbero comunque facce inespressive).

Rivolgiamo quindi l’attenzione alle due facce che ritengo le uniche da prendere in considerazione.

Nel movimento, quando una di queste sarà attiva, l’altra sarà sempre passiva. In particolare:

  • Se all’avampiede l’avremo attiva, sarà in presa durante l’avanzamento in trazione, tutto ciò, ovviamente, si verificherà maggiormente in salita.
  • Mentre al contrario, al tallone, quella attiva l’avremo in presa durante l’avanzamento della scarpa in discesa, e ovviamente durante la frenata.

In sintesi, in una scarpa con dei tacchetti di queste caratteristiche, mancherà per forza un grip laterale efficiente.

foto 2

Foto 2

Mentre la suola nella foto (2), possiede un tacchetto multidirezionale con quattro facce, tutte quattro molto espressive e ognuna di queste è attiva in ogni istante, contemporaneamente ad ogni nostro passo. Questo secondo tipo di tacchetto, è ottimo per terreni ricchi di fango, o terreni grassi (molto allentati), dove si ha spesso perdita di presa laterale, e quindi di direzione, e soprattutto nei traversi in montagna, dove la scarpa tende a perdere aderenza con l’esterno della suola, scivolando quindi verso l’interno, e di conseguenza verso valle.

L’osservazione più importante da fare comunque, è che, mentre la suola nella foto (1), con quel tipo di tacchetto, non potrà mai avere un grip a 360°, ma bensì di volta in volta in un una direzione o nell’altra, seguendo  il nostro diverso appoggio sul terreno. E siccome in discesa, anche se dovessimo “andarci di tallone” per sfruttare efficacemente la disposizione e le caratteristiche dei tacchetti, successivamente l’avampiede dovremmo pur sempre appoggiarlo, qui ci troveremmo in difficoltà.

Mentre con la suola raffigurata nella foto (2), l’inconveniente non potrebbe succedere, con il tallone prima e con l’avampiede successivamente, avremmo sempre un grip ideale.

foto 3 di 3

foto 3

In quest’altra foto (3) invece, abbiamo una suola con un tacchetto, sempre multidirezionale, ma con tre facce, disposti in maniera che definirei “anarchica”.

Il vantaggio di avere questa forma geometrica triangolare è conferirgli una maggiore penetrazione nel terreno, rispetto ad uno di forma quadrata.

 

Inoltre per non incorrere nello stesso problema di grip riscontrabile nella suola con i tacchetti unidirezionali, questi sono posti in maniera differente l’uno dall’altro, pur trovandosi nello stesso settore della suola, o addirittura alternati sulla stessa linea.

In conclusione quindi affermiamo che il tacchetto, sia che abbia 3 o 4 facce, sarà pronto ad essere attivo, simultaneamente in tutte quattro le direzioni possibili, e tutta la suola avrà un grip efficiente in ogni frangente dell’azione, facendo fronte, ad ogni imprevisto che il nostro appoggio potrebbe incontrare:

  • trazione in avanti e in salita, evitando nel contempo un eventuale scivolamento all’indietro.
  • presa in frenata e in discesa, evitando allo stesso tempo che l’avampiede scivoli in avanti.
  • evitando inoltre una perdita di presa laterale, e di conseguenza lo scivolamento, verso l’esterno o verso l’interno.

Come dire, la scarpa è anche i suoi tacchetti, ma anche la distanza tra di loro e le loro  dimensioni sono importanti… ma questa è un’altra storia …

Le fotografie presenti su questa pagina sono pubblicate solo a scopo illustrativo.

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