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Eco-sostenibilità del trailrunning

 Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Quanti buoni propositi dietro questo altisonante titolo… tutti a vantarci del fatto che un trailer ha nel proprio DNA la questione dell’eco-sostenibilità !

Molte sono state le campagne di sensibilizzazione in questa direzione… ma siamo proprio sicuri che questo sia applicato in tutte le situazioni?

Capita spesso sui social di trovare notizie di persone che raccolgono sui sentieri i rifiuti abbandonati dai concorrenti durante la gara. E già, pare proprio che molte volte si registra questa triste abitudine un pò dappertutto.

Mi sono fatto una personale idea su questo fenomeno, che resta sempre difficile d’accettare. Ci sono molte variabili che possono concorrere nella pratica del “getto il mio rifiuto”.

Il movimento del trailrunning attira molti atleti che provengono da altre discipline di endurance, come la corsa su strada, il triathlon, il ciclismo su strada e l’atletica leggera in generale, dove le manifestazioni prevedono un rapido recupero dei rifiuti lungo i tracciati gara. Fin qui tutto ok … è l’organizzazione che predispone la pulizia, concedendo la possibilità agli atleti di abbandonare i bicchieri, gli involucri dei gel o barrette dove capita. Purtroppo questa abitudine è difficile da estirpare quando questi atleti si approcciano su sentiero, con la conseguente semina dei rifiuti. Non voglio dipingerli come dei maleducati, ma sono proprio le suddette discipline che impongono tempistiche serrate e non danno il modo di gettare i rifiuti nei contenitori.

Ovviamente non tutti gli atleti disperdono i propri rifiuti lungo il sentiero, anche perché gli organizzatori delle manifestazioni trail martellano parecchio su questo aspetto. Eppure qualche residuo rimane sempre.

La concentrazione maggiore avviene qualche centinaia di metri dopo i ristori. Qui l’organizzatore dovrebbe mettere in atto tutte quelle procedure di buonsenso per limitare al massimo questa usanza; per esempio:

  • non distribuire bottigliette d’acqua
  • non distribuire succhi di frutta o energy drink in contenitori in tetrapak o alluminio
  • non mettere a disposizione bicchieri (anche se biodegradabili)
  • non distribuire barrette o altri alimenti confezionati
  • non distribuire tovagliolini di carta

Il ristoro dovrebbe essere organizzato in modo di permettere al concorrente di soffermarsi consumare a piacimento senza trasportarsi appresso qualsiasi cosa che debba essere necessariamente abbandonata. Facendo un po’ l’estremista, anche la frutta dovrebbe essere consumata sul posto, ma non perché tale rifiuto non sia degradabile, ma per far si che l’atleta si abitui alle regole di eco-sostenibilità del trail. Quindi possibili soluzioni:

  • distribuire alimenti già scartati
  • distribuire acqua o altre bevande nei contenitori dei concorrenti (borracce o eco-tazze)
  • distribuire frutta già sbucciata o sgusciata oppure consumabile sul posto
  • prevedere la raccolta dei rifiuti prodotti dai concorrenti
  • oltre il ristoro (100/200 mt) prevedere contenitori di raccolta rifiuti

Sperando di sensibilizzare gli atleti che corrono on trail in qualsiasi situazione (allenamento o gara), qui di seguito riporto un breve elenco delle tempistiche di degrado in ambiente naturale, se abbandonati o non raccolti dagli organizzatori:

  • alluminio per bibite dai 10 ai 100 anni
  • torsolo di mela 3 mesi
  • bottiglia di plastica dai 100 ai 1000 anni
  • bicchieri di plastica dai 100 ai 1000 anni
  • tovaglioli di carta circa 3 mesi
  • contenitori succhi frutta o latte circa un anno
  • bottiglia in vetro circa 400 anni
  • (fonte Lega Ambiente)

La lista potrebbe essere molto più lunga, ma già così si ha un idea che certi comportamenti possano lasciare traccia di se per moltissimi anni a seguire all’evento. Aggiungerei anche che possono essere anche un potenziale pericolo per gli animali che potrebbero ingerire o rimanere intrappolati…riflettiamoci su !

Pare logico contribuire nel contenere l’impatto ambientale delle gare di trailrunning, dopo tutto è proprio insito nella dinamica della disciplina nel ricercare contesti naturali intonsi, e se tali non potranno più essere, allora il tutto perderà senso e ci ritroveremo a concorrere con una situazione similari alle altre discipline sportive.

I ruoli sono ben distinti fra organizzatori e partecipanti, ma un unico punto d’incontro, cioè il sentiero. Se entrambi i soggetti concorressero nel contrastare questa cattiva abitudine, rimarrebbe tutto più semplice .

Vorrei ricordare a tutti voi, che spesso le manifestazioni trail si sviluppano in Parchi Naturali protetti, quindi maggiormente si dovrà tenere presente questa riflessione. Certamente vale anche per aree verdi non etichettate, in conclusione… RISPETTO PER LA NATURA A 360° !

Spero di non essere stato tropo noioso e ripetitivo, ma ogni tanto ricordarlo non fa mai male… buon trail a tutti !

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