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Fratture da stress (sovraccarico funzionale)


Di cosa si tratta?

Si tratta di lesioni che si osservano abbastanza di frequente nei reparti di traumatologia dello sport.
La maggior parte di esse colpisce le strutture ossee dell’arto inferiore e si manifestano soprattutto negli atleti che praticano la corsa.

Il continuo impatto con il terreno causa uno stress meccanico reiterato sulla struttura microtrabecolare dell’osso. A lungo andare, un piccolo numero di queste microtrabecole cede, accrescendo lo stress su quelle adiacenti; successivamente, questo piccolo processo coinvolge la maggior parte dell’osso con conseguente comparsa del dolore durante l’esercizio fisico. L’insorgenza del dolore può essere improvvisa, ma spesso vi è una storia di 2-3 settimane di dolore intermittente che si manifesta durante l’esercizio fisico e diventa progressivamente più intenso.

I metatarsali, la fibula e la tibia sono interessati più di frequente.

Non è raro che tali lesioni siano bilaterali.

Le fratture da stress si realizzano soprattutto quando si è soliti correre su superfici dure piuttosto che su piani di appoggio morbidi, esse si determinano, di solito, dopo 2-3 settimane dall’inizio dell’attività sportiva o dall’incremento dell’allenamento specifico con aumento della distanza percorsa quotidianamente. L’osso non è in grado di sopportare sforzi meccanici intensi fino all’età di 20 anni circa, tanto che al di sotto di questa età, le fratture da sovraccarico insorgono con un periodo di latenza molto inferiore.

Le donne con bassi livelli estrogeni, presentano un certo grado di osteoporosi e sono più esposte alle fratture da stress ma è anche un fenomeno frequente da trovare nelle donne giovani sottoposte ad allenamenti particolarmente duri.

Le fratture da stress si verificano più facilmente in ossa sottoposte a sovraccarichi meccanici svantaggiosi, dovuti, per esempio, a soprappeso od anomalie strutturali, situazioni in cui si realizza un’inadeguata distribuzione degli stress meccanici.

La diagnostica di una microfrattura, soprattutto nelle prime 3-4 settimane da cui è incorso il dolore, non è semplice, anzi ad un esame radiografico spesso non si riscontrano anomalie. Meglio invece utilizzare la risonanza magnetica nucleare, la Tac oppure la scintigrafia ossea per avere il quadro reale della situazione ossea.
raggi x fratturaDi solito, il dolore non è presente a riposo, ma insorge correndo o saltellando sul posto. E’ presente una dolorabilità ossea localizzata, anche se l’osso sottoposto a carichi può non fare male. Può esservi un ispessimento palpabile rappresentato dal callo osseo, sempre che il processo sia di una certa durata. Una frattura da stress recente o piccola può non essere evidente, ma di solito, dopo 10 giorni circa, si forma una quantità sufficiente di callo osseo tale da renderla manifesta.
La maggior parte delle fratture da stress guarisce con il solo riposo: 3 settimane circa per un metatarso, 6 settimane circa per la fibula, 8-10 settimane per la tibia.

Particolarmente utile, al fine di accelerare i processi di riconsolidamento della linea di frattura è la magnetoterapia

Come prevenire una frattura da stress?

Nel nostro Studio, specializzato nella valutazione posturale per gli atleti, abbiamo seguito svariati casi di fratture da stress. La nostra
clientela si divide tra giocatori di pallacanestro professionisti, runners, trail runners, calciatori…

Di solito il nostro protocollo prevede:

– Nei casi più compromessi: collaborazioni con medici specialisti.

Esame podometrico– Esame baropodometrico statico e dinamico e stabilometria mediante sistema MAS (che spiegheremo tra poco).

– Calco del piede 3d con sistema cadcam.

– Progettazione e realizzazione di plantari su misura di diverse densità da 30 a 50 shore, inserimento dell’elastomero vibro-assorbente Noene nei punti maggiormente evidenziati dal computer al fine di ridurre gli shock dell’impatto del piede in corsa al terreno  e sostegni delle parti anatomiche del piede più sollecitate.

– Scegliere e consigliare quindi all’utente finale la giusta calzatura.

Personalmente, trovo limitante la classificazione delle scarpe da running in A1-A2-A3-A4-A5-A7.

Il piede normalmente effettua una sorta di rotazione (pronazione), o forse è meglio dire appoggio trasversale, appoggio/contatto del tallone sulla parte esterna, appoggio della pianta, appoggio/spinta con la parte interna dell’avampiede, (alluce).

Bisogna però sottolineare che, ogni persona è a sé stante e che ognuno di noi è asimmetrico a livello muscolo-simmetrico.

Talvolta, alcuni soggetti dovrebbero correre con una calzatura di tipo A1 a destra ed una A5 a sinistra.

Non essendo possibile acquistare calzature spaiate, consiglio di utilizzare calzature neutre, sostituendo il plantare standard all’interno con uno personalizzato realizzato in cadcam, progettato e realizzato da una figura professionale competente e qualificata.


Studio CastellaniChe cos’è il sistema di valutazione del passo MAS:

M.A.S. sistema di valutazione statica e dinamica del passo. Il sistema di misure per analisi del passo permette di valutare la distribuzione delle forze\pressioni in fase statica, mentre cammini o corri con o senza scarpe.Una piastra di sensori ad alta sensibilità invia i dati tramite una porta USB ad un computer esterno per la valutazione e la visione di tutti i parametri in tempo reale.

Visualizza:

  •  MOMENTI DEI PASSI
  •  FUNZIONALITA’ DEI PIEDI
  •  POSTURA
  •  CARATTERISTICHE DEL ROLLIO
  •  BILANCIAMENTO DEL CORPO
  •   Video Modulo:

con il sistema di telemetria DEGLI ARTI INFERIORI è possibile ottenere varie foto dell’utente durante la valutazione. Questo permette di esaminare la funzionalità dei muscoli, inoltre, il sistema permette anche una visualizzazione 3D e la registrazione dei video in camminata e in corsa.

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