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Il Gran Trail del Rensen, tra aquile e balene.

Si corre su sentieri protetti da guglie rocciose che svettano verso il cielo come torrioni di un antico castello.

Si scalano versanti brulli ed assolati, dove pini marittimi e radi cespugli di erica sopravvivono aggrappati al terreno in una continua lotta contro la forza di gravità. Si saltano ruscelli che affiorano all’improvviso dalle rocce e rapidi si precipitano verso mare. Ci si addentra in boschi rigogliosi, accarezzati dai deboli raggi di sole che filtrano tra le dense fronde di faggi e castagni, vecchi custodi di questi luoghi ricchi di storia e cultura. Si corre a 1200 metri di altitudine su praterie montane a pochi chilometri dalla costa. In alto aquile e bianconi, in lontananza il mare, il promontorio di Portofino e all’orizzonte la Corsica. Un percorso di 60 km con salite verticali e discese impervie per un dislivello positivo di 4.000 m. Questo è il Grand Rensen! Sicuramente non un Trail per tutti, ma ricco di paesaggi suggestivi e panorami mozzafiato, quelli di uno dei parchi naturali più famoso della Liguria, il Parco del Beigua.

Un balcone sospeso a pochi chilometri dal mare. Questa è sicuramente una delle immagini più diffuse del Parco del Beigua. È infatti in quest’area, tra Voltri e Varazze, che lo spartiacque appenninico raggiunge la sua minima distanza dal mare, solo 9 km. Un altopiano che corre parallelo alla costa ad un altitudine di 1200 metri collegando le principali vette dei monti Reixia (1.182 m) , Beigua (1.287  m), Rama (1.150 m), Argentea (1.086 m) e Bric Del Dente (1.109 m). Dalla cima lo sguardo spazia da Portofino a Varazze e nelle giornate limpide, all’orizzonte, è possibile avvistare la sagoma della Corsica affiorare dal mare.

Ma ciò che rende unico il Parco del Beigua è sicuramente la particolarità delle sue rocce, le ofioliti o “rocce verdi”, e la loro storia. Un racconto che parla di un mare antico, della nascita di catene montuose e di ere glaciali. In gran parte costituite da serpentiniti, queste rocce metamorfiche, si sono formate su fondali di un oceano, ormai scomparso, che 200 milioni di anni fa occupava l’aria tra Liguria e Piemonte, per poi giungere in superficie sotto le violenti forze compressive che hanno portato alla formazione della catena Alpina. In seguito, nel quaternario, le glaciazioni hanno impresso evidenti segni sul territorio. Lungo tutto il crinale Beigua-Faiallo sono presenti, ammassati ai piedi dei versanti, caratteristici fiumi di pietre provenienti dalla disgregazione di antiche montagne, mentre lungo la costa tra Varazze e Cogoleto le variazioni del livello del mare hanno modellato terrazzamenti marini.

Queste peculiarità geologiche, nonché le caratteristiche morfologiche della zona hanno valso al Parco del Beigua il riconoscimento di Geoparco, inserito tra i 59 della rete europea patrocinata dell’ UNESCO.

La natura delle rocce affioranti, la morfologia e le condizioni climatiche influenzano notevolmente la vegetazione del Parco. Si passa dai pendii rocciosi e aridi parzialmente coperti da macchia mediterranea e da rade foreste a Pino Marittimo dei versanti meridionali, alla fitta copertura boscosa di faggi, roveri e castagni, dei versanti settentrionali più umidi.

Tutti questi aspetti rendono il Parco del Beigua un territorio vario in cui ambienti completamente diversi si susseguono nel raggio di pochi chilometri. Un vero e proprio paradiso per i trail runner. Un ambiente unico, con dislivelli notevoli e discese tecniche, un percorso mai banale, dove dietro ogni curva, infondo ad ogni discesa e in cima ad ogni salita, non sai mai quello che ti aspetta.

Se hai voglia di conoscere di più su questo territorio, sulle sue valenze naturalistiche e culturali, se vuoi organizzare un escursione o un Trail Autogestito, puoi consultare il sito ufficiale www.parcodelbeigua.it. Qui inoltre sono proposte varie iniziative, dalle visite naturalistiche ai percorsi culturali e se sei un amante del terzo tempo, visite enogastronomiche alla scoperta dei sapori locali, quali la formaggetta di stella e i rinomati amaretti di Sassello, che ti consiglio di assaggiare. Infondo, dopo tutto.. non si vive di solo Trail!!!!

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