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Il Tor pronto al decollo: curiosità e novità

Il conto alla rovescia per il Tor des Geants® edizione 2015, che partirà dal centro di Courmayeur domenica 13 settembre per “farvi ritorno” sabato 19 settembre, con l’arrivo degli ultimi concorrenti (i top runner saranno però al traguardo già mercoledì 16) che sfrutteranno così tutte le 150 ore messe a disposizione dal regolamento.

Già in questi giorni di agosto i 330 chilometri che circumnavigano la Valle d’Aosta a quote spesso superiori ai 2000 metri e che costituiscono l’intero tracciato del Tor, letteralmente brulicano di atleti intenzionati a rifinire proprio sul terreno di gara la loro lunga e scrupolosa preparazione. Come del resto è d’obbligo per partecipare a quella che, senza possibilità di smentita, viene considerata la gara di corsa in montagna più dura del mondo e, con altrettanta certezza, la più affascinante. Perché consente confronti agonistici ma anche sfide con se stessi e l’immersione assoluta in una natura che suscita sempre forti emozioni.

Il Tor, quest’anno alla sua sesta edizione, richiede passione, impegno, sacrificio, consapevolezza, ai quali nessuno sembra sottrarsi, anzi. Oltre 2000 le iscrizioni pervenute alla VDA Trailers, la collaudata Società organizzatrice, ma solo 700 gli ammessi alla partenza, per sorteggio. Un numero necessariamente ridotto per garantire a tutti la migliore assistenza e sicurezza, giorno e notte. Grazie al contributo determinante di oltre 2000 volontari, dei gestori dei rifugi, dei 34 Comuni attraversati e della Regione.

Al via ci saranno i rappresentanti di 54 Paesi. La formazione più folta è quella italiana, naturalmente, seguita da quella francese. Ma sorprendente è la partecipazione di molti concorrenti – una sessantina in tutto – provenienti dall’Oriente, ovvero da Cina, Hong Kong, Singapore, Malesia e Giappone. Quest’ultimo metterà in campo anche una nutrita troupe televisiva e giornalistica per realizzare un lungo film per conto della NHK, la televisione nazionale giapponese.

Ci sono poi rappresentanze singole come quella, davvero particolare, dei Territori Palestinesi. Portacolori sarà Stephanie Case, runner d’origine canadese, professionalmente impegnata per le organizzazioni umanitarie e per questo residente nella Striscia di Gaza, e spesso sul podio di importanti gare internazionali. Non è da escludere dunque un suo ruolo di protagonista anche lungo le vie del Tor.

Intanto si stanno oliando gli ultimi ingranaggi della complessa macchina organizzativa, il cui maggiore impegno è riservato a garantire, come sempre, la massima sicurezza dei concorrenti. Sarà aumentata la task force delle guide alpine, dei Forestali e delle forze dell’ordine sui tracciati, sarà potenziato il servizio di assistenza alle basi-vita e degli ispettori addetti al controllo del materiale che ogni concorrente dovrà obbligatoriamente portare con se per affrontare i prevedibili cambiamenti climatici.

Novità anche per far seguire al meglio la gara a chi rimane a casa, con servizi giornalistici da uno studio attrezzato sulla linea del traguardo, condotti in diretta dall’eclettico Silvano Gadin, con filmati ‘”di giornata” e un alternarsi continuo di ospiti. Infine, per festeggiare l’arrivo, ma anche per consolarsi da un eventuale ritiro, i concorrenti possono approfittare di una doppia Magnum di Torrette Superieur, grande rosso valdostano prodotto dalla storica Cantina des Onze Communes con la speciale etichetta Tor e in soli 330 esemplari numerati. Tanti quanti sono i chilometri di gara.

Comunicato da redazione stampa Tor des Geants

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