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La certificazione medico agonistica … l’incubo per alcuni, ma tutela per tutti !

 Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Non badiamo molto alla nostra incolumità pensando che a noi non potrà mi accadere… eppure ogni anno si registrano eventi tristi. Non voglio portare sfiga a chi mi sta leggendo, ma semplicemente farvi riflettere su alcune dinamiche riguardanti questo obbligo per chi fa gare a livello agonistico, e non farebbe male neanche al resto della popolazione così detta sedentaria !

Ogni anno ci dobbiamo presentare dal medico specializzato in medicina dello sport per sottoporci alla così detta “visita medico sportiva per l’attività agonistica”. Che ansia quando sei in quella sala d’attesa ! Il cuore batte più forte del solito, la pressione sale più del dovuto, nonostante non sia la prima volta, nonostante i modi gentili del medico, che sorride quando nota il tuo volto teso e preoccupato. Ma quando viene firmato quel maledetto foglietto, che vale tutta la stagione agonistica, tutti i parametri rientrano nella normalità, anzi, quasi ci si sente dei super-eroi rispetto al resto del mondo  !

Questo è quello che generalmente accade soprattutto per gli atleti un po’ più datati, che affrontano questa visita con preoccupazione, come se tutta la vita si dovesse concentrarsi in quel momento. Eppure, tutto ciò ha un perché, tutto ciò serve per la nostra tutela.

Aldilà dell’obbligo, occorre ricordare che ogni anno di attività agonistica, va monitorata regolarmente con delle semplici indagini diagnostiche, che dovrebbero evidenziare eventuali patologie, alcune risolvibili con un semplice cambio rotta degli stili di vita, mentre altre con trattamenti farmacologici.

Fortunatamente, almeno in Italia, la tendenza dei medici, è quella di non negare tale certificazione nel limite del possibile, per non inibire un attività oramai conclamata efficace per un lungo elenco di motivi.

Ad oggi, grazie alle strumentazioni moderne, si possono eseguire approfondimenti importanti non troppo invasivi, che sicuramente potranno tranquillizzare.

La certificazione medica agonistica deve essere sempre interpretata come tutela per noi stessi e non come il solito obbligo imposto per farci spendere soldi, anzi in certi casi la vedo leggermente superficiale, un esame ematico per valutare dei valori mirati, sarebbero più opportuni. Non pensiate che essendo atleti, possiamo permetterci qualsiasi cosa, anzi proprio per questo motivo dovremmo avere un occhio di maggior riguardo, soprattutto per chi pratica trailrunning nel quale chiediamo molto al nostro fisico.

E’ pur vero che in alcuni paesi europei tale obbligo non esiste, che la responsabilità ricade completamente su chi partecipa alle manifestazioni, scaricando ogni responsabilità degli organizzatori, ma onestamente non la trovo una cosa molto corretta. In molti casi, tale visita, ha salvato la vita a molte persone che ignoravano di avere delle patologie per via dell’assenza di sintomi.

Sperando di avervi liberato leggermente dalla pressione della visita agonistica, vivete tale momento come cura per voi stessi, e quei fantomatici 15/30 minuti passateli come cura della vostra persona, e non disperate se non andrà bene, esistono molti rimedi medici per un successivo rilascio, è interesse anche dei medici mettervi in condizione di praticare sport anche agonistico.

Mi raccomando, controllate sempre la scadenza, non fatevi trovare impreparati …

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