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La giusta scarpa per il trailrunning

 Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Nazionale di Trail Running Presidente Ergus Trail Team ASD

Lo so … abbiamo affrontato questo argomento centinaia di volte, ma sembra che non basti mai ! Rinfrescarlo servirà anche a fare un piccolo aggiornamento rispetto alle uscite dei nuovi prodotti e delle “nuove” ricerche,  sperando di non omettere qualche elemento, in questo caso mi aiuterete voi ad integrarlo.

Abbiamo a disposizione un incredibile scelta di calzature, tutte utilissime per fare trail in sicurezza e, visto il sempre crescente numero di atleti che si accingono a partecipare alle gare, magari trovare nel web articoli che trattino questo argomento, di sicuro farà piacere a molti.

Andiamo con ordine, per affrontare una gara o un allenamento di trailrunning bisognerebbe rendersi subito conto che il contesto in qui si sviluppa non è la strada e  non è sufficiente indossare un paio di comuni scarpe da running, la differenza prevalentemente sta tutta qui. Una buona calzatura può risolvere la maggior parte delle possibili variabili.

Affrontare per me oggi questo argomento non è più così semplice perché da circa un paio di anni ho abbracciato la “filosofia” (se così si può chiamare) del Natural Running o semplicemente del running, che  ha condizionato moltissimo la scelta sugli acquisti, in questo conteso cercherò di essere il più imparziale possibile.

Partiamo dal presupposto che ai nostri piedi poco servono delle calzature molto strutturate in quanto conservano tutto quello che madre natura ci ha voluto donare, cioè un capolavoro di elasticità ed ammortizzamento di cui nessuna scarpa è dotata. Oggi sappiamo benissimo che hanno perso molte della loro funzionalità causata dall’utilizzo intensivo di calzature non adatte e di conseguenza dovremmo proteggerli, sopratutto on trail.

L’importante che vi rendiate conto che non siamo alla ricerca di una scarpa anti-infortunistica, ma di un supporto di protezione per i nostri piedi, quindi cercherò di far passare il messaggio che la scarpa deve proteggere ma in alcun modo modificare la loro naturale mobilità e morfologia.

Qui di seguito alcuni aspetti di cui tener conto come guida per gli acquisti:

LA SUOLA: qui le aziende investono molto su mescole,  intagli  e tacchettature. Dovremmo dimenticarci del vecchio scarpone da montagna super tacchettato e pesantissimo, che stancava le nostre gambe e non permetteva alle nostre articolazioni inferiori di effettuare movimenti naturali. Quindi liberando finalmente la caviglia, permettendogli di avere una maggiore agilità nei movimenti e mantenendo parzialmente la tacchettatura originale, che permetta un rapido scarico dell’eventuale fango accumulato ed  una maggiore presa, si sono sviluppate delle calzature da trail di buon livello. Con l’esperienza non mi trovo pienamente d’accordo nell’utilizzare una calzatura troppo grippante, che pur vero permette una maggiore presa ma riduce di molto la superficie di aderenza su rocce bagnate  o sentieri particolarmente “lisi” dai molti passaggi. Personalmente prediligo suole che abbiano una tacchettatura appena accentuata che  permetta di aderire con tutta la superficie della scarpa al terreno, mi da più sicurezza. Dopo averle provate tutte, questa è la scelta che vorrei consigliarvi . Ovviamente non esiste ancora oggi una calzatura che garantisca la massima aderenza e sicurezza, una dote innata da equilibrista aiuterà i più predisposti.

LA TOMAIA,  sarà assolutamente inutile acquistare una scarpa “bassa” in gore -tex, in quanto l’acqua che non entrerà dalla tomaia, entrerà dal collarino per  poi ristagnare all’interno ! Se la tomaia è traspirante sarà sicuramente meglio, perchè permetterà una veloce eliminazione dell’acqua ed avrà una migliore traspirabilità e conseguentemente una rapida asciugatura anche della calza. Non abbiate timore che i vostri teneri piedi possano prendere freddo, perchè un piede in salute e in piena attività fisica si scalda parecchio e termoregola anche tutto il resto del corpo. Quando sentirete freddo ai piedi è perchè non si stanno muovendo a sufficienza o li avete completamente zuppi ! Quindi traspirazione, ed una giusta calza potrebbero essere una scelta oculata.

ALLOGGIAMENTO DEL PIEDE:  tenente conto che il piede deve godere della massima libertà nel muoversi, ricercate  calzature che abbiano spazio sufficiente per permettere alle dita dei piedi di muoversi anche per una questione circolatoria. Se riuscirete a reperirle, vi accorgerete fin dal primo utilizzo che le vostre gambe risulteranno un pò meno stanche e indolenzite. Questo è grazie alla libertà del piede che permetterà un migliore ritorno venoso. Quindi le calzature che hanno la “punta” che strizzano le dita o che fascino stringano troppo il piede,  non saranno adatte anche se esteticamente invogliano molto all’acquisto.

DropDROP ZERO: una scarpa troppo sbilanciata in avanti non solo vi farà assumere una postura scorretta, ma avrete anche un appoggio scorretto in fase di atterraggio, questo col tempo potrebbe procurarvi fastidiosi dolori dovuti a possibili infiammazioni. In commercio, fortunatamente si incominciano a vedere calzature con questo tipo di livvelamento, la differenza fra la parte anteriore e posteriore dovrà risultare pari a zero.

 

Arcata plantareAMMORTIZZAMENTO: quante volte ho sentito ripetere: “la scarpa più è ammortizzata meglio è” ! Parzialmente è vero, in quanto se si applicano schemi motori non esattamente adatti alla corsa, pare logico proteggere tutte quelle parti che andranno ad impattare col terreno in maniera decisa. Ricordatevi che durante la corsa, per l’effetto gravitazionale, il nostro peso corporeo si amplifica di molto e se non si adatta un tecnica di corsa corretta il famoso ammortizzamento diventerà indispensabile! Adesso vi aspetterete il consiglio supremo della migliore marca per risolvere definitivamente tale problema. Beh osservate i vostri piedi e vi accorgerete che l’ammortizzamento vi è stato “donato” da quando siete nati!

SOLETTE: generalmente quelle già inserite nella scarpa non hanno nessun elemento correttivo, meglio così aggiungo io, ma se siete maniaci di questo supporto cercatelo almeno che non impedisca il naturale movimento del piede. Un piede sano non ha bisogno di nessuna correzione…la supinazione è il naturale movimento del piede nella fase di atterraggio e non va corretto, come pure la pronazione. Diffidate da chi vi dirà, in una situazione di assoluta normalità, che avrete bisogno di supporti sotto l’arcata plantare! E’ sempre meglio rivolgersi ad un medico competente che conosca molto bene la bio – meccanica del piede.

ALLACCIATURA: ne abbiamo viste di tutti i colori e tipi, a circuito anti slacciatura, ma la classica stringa, allacciata nel modo corretto è sempre la soluzione migliore. Ovviamente non occorre stringerla fino al blocco della circolazione venosa, tanto un allentamento della allacciatura è facilmente percepibile e non fa perdere una grande quantità di tempo in gara, soprattutto se si tratta di una gara di trailrunning.

INTERSUOLA: e qui potrei attirarmi addosso l’ira dei commercianti e delle aziende del settore ! Un intersuola troppo alta è un pericolo a tutti gli effetti ! Più aumentiamo la distanza dal terreno più si alza la probabilità di cascare lateralmente dalle scarpe ! Un calzatura “oversize”, che a livello sensoriale offre molto comfort, in verità nasconde una insidia terribile. Essere isolati completamente dal terreno non solo non permette al piede di svolgere le funzioni naturali dell’articolazione del piede, ma potrebbe provocare importanti distorsioni a carico dell’articolazione della caviglia. Non addossatevi la colpa del fatto di aver preso una “storta” in quanto un atterraggio non troppo preciso è abbastanza usuale. Provate in casa a piedi scalzi a simulare l’abbattimento laterale della caviglia, noterete che sarà quasi impossibile e che con uno scatto vi ritroverete in posizione d’appoggio. Questo accade perchè sotto ai piedi non avete nulla, ma se ci aggiungerete un “canotto”, per via dell’altezza e della gravità, arriverete ad un punto di non ritorno, dove inesorabilmente vi troverete a toccare per terra il malleolo esterno… rifletteteci prima di spendere 150/200 € !

E per concludere… le calzature adatte al trailrunning sono moltissime e fighissime, ma andranno usate con moderazione, nella vita quotidiana vi consiglio di utilizzare calzature così dette “barefoot” che permettono un continuo utilizzo dei vostri piedi in maniera naturale, buttate le ciabatte che usate in casa e state scalzi il più possibile. Col tempo vi accorgerete che i vostri piedi si rinforzeranno. Percepirete una maggiore elasticità e successivamente troverete le classiche calzature da running inadatte per i vostri piedi, ma sopratutto capirete meglio quale sarà la calzatura più adatta per voi!

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Commenti (4)

  1. Gianluigi scrive:

    Ieri ero uscito per un semplice giretto in strada con le mie drop 0. Ad un certo punto arriva un gruppo, con dei canotti ai piedi, ed uno di questi mi fa: ma come corri, ti ci vuole una scarpa protettiva come la nostra! Li ho reincontrati 15 km dopo, e gli ho fatto notare che i miei piedi erano perfettamente integri.

    • trailrunning.it scrive:

      Grazie per il tuo contributo.. è proprio così ! E’ pensiero comune che proteggere i nostri piedi con le più avanzate tecnologie sia la cosa migliore, attribuendo ovviamente tutti i problemi conseguenti ad altre cause. In buona sostanza, madre natura ci ha fornito il necessario, un pò di protezione servirà sempre, ma non dimentichiamoci che il piede non va mai imprigionato !

  2. Fab scrive:

    forse molto vecchio ma spero di ricevere risposta…

    per chi ha problemi di articolazioni cosa suggerite?

    • trailrunning.it scrive:

      Ciao Fabio … la domanda è molto generica, bisognerebbe capire meglio a quali articolazioni ti riferisci, cercando di capire dove porre rimedio a livello biomeccanico. Se invece persiste una sintomatologia particolare, bisognerà consultare medico competente.

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