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La scarpa che vorrei…

 Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Come la immaginate la calzatura perfetta per il trailrunning ? Vi siete mai posti questa domanda ? E se si, quante volte? Oppure… aspettate le novità del momento e vi accontentate delle scelte imposte dalle aziende del settore aspettando quella perfetta ?

Domande amletiche direte voi… eppure ogni volta impazziamo nel ricercare la calzatura che soddisfi appieno le nostre esigenze fisiche e bio-meccaniche, insomma che calzi a pennello!

Di tutte le affermazioni che gli specialisti delle calzature da trail propongono, trovo abbastanza veritiera  quella che: “ogni piede è fatto in maniera univoca per ogni soggetto”, come le impronte digitali e di conseguenza è difficile accontentare tutta la platea, ma nello stesso tempo, aggiungo io, tutti i piedi hanno le stesse necessità bio – meccaniche.

In questi ultimi anni mi sono avvicinato, ahimè, a quello che molti comunemente chiamano il “correre naturale”, che di per se non vuol dire nulla, dovrebbe essere implicito nel gesto della corsa l’essere “naturale”, ma nonostante ciò, tale gesto s’è perso e quindi il “naturale” s’è tramutato in “normale”. Approfondendo tutte le dinamiche di questo tipo,  ho elaborato un mio personale percorso.

Osservando semplicemente quelle che sono le mie principali caratteristiche fisiche, augurandomi che non si discostino molto da quelle di tutti voi che mi state leggendo in questo momento, ho incominciato a pormi delle domande, chiedendomi quali potessero essere le necessità per sviluppare la calzatura perfetta.

I piede, nella parte anteriore delle falangi è ampio, si assottiglia nella parte centrale all’altezza dell’arco plantare, per poi aumentare leggermente di ampiezza nella parte posteriore verso il tallone. Le dita dei piedi sono composte da molti ossicini, il tutto evoluto per specifici motivi, cioè dare stabilità al nostro corpo in tutte le sue andature. Allora perché la maggior parte delle calzature non rispettano la forma dei nostri piedi ? Forse il problema nasce dal primo momento in cui, da bambini, indossiamo le prime scarpine facendo perdere la percezione del mondo esterno, racchiusi in un ambiente umido, angusto, pieno zeppo di batteri e funghi. Da li l’inevitabile perdita di sensibilità con il mondo esterno e dei corretti gesti motori, modificati prepotentemente.

Al giorno d’oggi sarebbe impensabile avere un approccio scalzista, e non vi tedierò con ovvie riflessioni, ma le calzature moderne hanno portato inesorabilmente verso posture scorrette con correlati problemi fisici che conosciamo semplicemente perché è prevalso il fattore estetico, sociale e non quello funzionale. Insomma la causa di molti problemi di noi trailer, e non solo, è racchiusa dentro alle nostre scarpe. Quindi… come possiamo trovare un giusto compromesso?

Innanzitutto bisognerebbe resettare il nostro modo di correre, aggiungendo ai nostri allenamenti delle sedute di tecnica di corsa. Da qui cercare di percepire quelle che sono le esigenze dei nostri piedi. Le scarpe pesantemente strutturate modificano la postura, costringendoci in adattamenti…quindi ?

Secondo me la miglior scarpa è quella maggiormente destrutturata, che abbia una suola che ti protegga ma nello stesso tempo ti permetta di percepire le asperità del terreno. L’adattamento, se si parla di atleti abituati alle classiche calzature, dovrà essere molto graduale, diversamente per chi ha già un gesto motorio “naturale” può osare ad indossarle. Vantaggi ? Beh una corsa più fluida meno macchinosa, bella anche da vedersi, con un bel risparmio in termini energetici, una reattività migliore su fondi particolarmente tecnici, insomma innumerevoli benefici se ben “metabolizzati”. Se non si avrà voglia e tempo di affrontare questo tipo di cambiamento è meglio lasciar perdere, anche perchè tale transizione potrebbe richiedere anche anni !

Come tutti i cambiamenti importanti occorre pazienza e rispetto del proprio fisico, insomma un viaggio entusiasmante ma nello stesso tempo tortuoso, semplicemente perché sarà difficile estirpare le vecchie abitudini. Non aggiungo altro dicendovi… fate la vostra scelta !

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