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La voce del trail…

 Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Silvano Gadin…la voce calda del trail, associata indissolubilmente al Tor des Geants ! Anche lui è uno dei protagonisti del mondo della corsa in montagna e non solo. La sua voce si diffonde attraverso il microfono, raggiungendo i colli più alti, dando la misura ai partecipanti che la loro fatica è quasi finita. Non è il classico cronista sportivo, freddo e distaccato, lui durante le gare abbraccia tutti, dai top runner ai tapascioni, conosce la fatica dei partecipanti, ne coglie sempre la loro essenza. E’ parte integrante del panorama trail, insomma bando alle ciance, ho avuto il piacere di conoscerlo in una tiepida serata autunnale, durante alcuni suoi giorni di riposo in Liguria dopo le fatiche fisiche ed emotive del Tor… ecco voi tutti Silvano Gadin !

Andrea: Ciao Silvano, grazie per aver accettato l’intervista. La prima cosa che ti vorrei chiedere è questa… hai recuperato dalle fatiche del Tor ?

Silvano: il Tor non lo paghi quando lo fai, ma le settimane dopo, nel senso che quando hai l’adrenalina in circolo tutto ti appare bello, 10 giorni dopo arriva il crollo fisico. Stacco dal Tor concedendomi momenti da vita da contadino, prima che inizi la stagione con le prime gare di sport invernali.

Andrea: Come nasce la tua vita da cronista sportivo ?

Silvano: è nata casualmente nel 1994 con la bici. Io sono nato in paese a 1700 mt che conta 12 abitanti, ed in zona organizzarono una gara di MTB ed ho seguito per la prima volta quell’evento, non amando particolarmente il ciclismo, nel 1999 feci una telefonata casuale, quelle che ti cambiano la vita, partecipai come cronista alla Sgambeda di Livigno, all’epoca di De Zolt, Vanzetta. Gli organizzatori erano in difficoltà col loro speaker e mi chiesero di andare. Mi ricordo ancora quel viaggio da Aosta a Livigno, fra neve e catene fu un viaggio difficile. Lo sci di fondo è una mia grande passione invernale, successivamente segui i mondiali in Val di Fiemme nel 2003, poi le Olimpiadi di Torino 2006 e nel 2009 mi chiamarono da EuroSport. Essendo nato in montagna seguo prevalentemente sci di fondo e sci alpinismo. Negli anni 2000 iniziarono i primi trail, la Nicoletti (org. del Tor des Genats) con un piccolo stratagemma mi tirò dentro in questo mondo. Mio fratello che partecipava alle prime gare trail, arrivò terzo 2007 alla C.C.C. uno dei pochi italiani presenti, e secondo al Grand Trail di Courmayeur, dietro al grande Marco Olmo. Prima di partecipare alla C.C.C. la Nicoletti si prese l’impegno di iscriverlo al patto che io andassi come cronista, accettai… successivamente anche alla TDS e UTBM e da lì che è nata la passione per il trailrunning uno sport che seguo con molto entusiasmo.

Andrea: quindi prevalentemente segui tutti gli sport di montagna, perchè hai un legame con essa ?

Silvano: si certo, essendo uomo di montagna un pò schivo, molti mi dicono che avrei delle potenzialità da cronista per altre discipline sportive più blasonate, ma io preferisco questa scelta, perchè ho una moglie e due figlie e quindi dopo eventi importanti mi piace staccare la spina e dedicarmi alla vita di montagna.

Andrea: secondo te cos’è il trailrunning ?

Silvano: è un pò come ritornare alle origini, nel senso che per uno che vive in montagna è come rivivere il passato, mentre per quelli che vivono in città è sicuramente una valvola di sfogo, dove ci sei tu a contatto con tutto e con niente. Penso, per esempio ad una maratona, dove sicuramente non vedi e non vivi le stesse emozioni rispetto al trail.

Andrea: secondo te il trail dove sta andando ?

Silvano: a mio parere il trail per ora è rimasto se stesso, nato come uno sport di nicchia e tale rimane, poi ci sono degli eventi sui generis come l’UTMB, ch’è una roba pazzesca anche mediaticamente, mentre il trail rimane più selvaggio, è un modo di tenere viva la montagna, ma che può essere anche una collina o addirittura la pianura. Rispetto ad altri sport non ha un preciso punto di arrivo come olimpiadi e quant’altro, il trail ha uno sviluppo naturale.

Andrea: un domani, secondo te, potremmo vedere il trail alle olimpiadi oppure rimarrà una disciplina come la conosciamo adesso ?

Silvano: non per forza vedremo il trail alle olimpiadi, come detto prima, in altri sport le olimpiadi sono un punto di arrivo, mentre per il trail sta andando verso la direzione giusta dove puoi vedere dai fenomeni agli atleti comuni dove quest’ultimi vivono lo sport in maniera molto naturale, cose che non succedono in altri sport, per esempio nel ciclismo anche l’amatore è molto competitivo, mentre nel trail chiunque lo affronta per divertirsi e vivere la montagna, a me piace per quello. Nel trail rimane sempre marcato l’aspetto della solidarietà, ed ogni trail vedi sempre storie molto belle.

Andrea: nel mondo del trail, qual’è stato il personaggio che ti ha colpito di più ?

Silvano: Hmmm, forse quello che mi ha colpito di più è stato Oscar Perez, perchè è sempre stata una persona che sa farsi volere bene, anche quando ha vinto il Tor, non solo, anche in altre manifestazioni non è mai caduto in discussioni o polemiche, non è un fenomeno come Kilian o altri, ma sicuramente un atleta da prendere d’esempio. Un altro che potrei citare è  Gianluca Galeati, anche perchè ho una simpatia per i romagnoli, mi piace il team che ha intorno ed il loro entusiasmo. Quando un atleta vince, cerco sempre di avvicinarlo più come persona che come atleta. Capita negli altri sport che la risonanza per chi vince è altissima, mentre per chi perde, casca immediatamente nell’oblio. Nel trail non è così, almeno per quanto mi riguarda, anche per colui che non è riuscito a centrare l’obbiettivo, merita la stessa attenzione del vincitore. Spesso mi capita d’intervistare anche i ritirati illustri per dargli il giusto spazio e capirne le motivazioni e farle conoscere al pubblico.

Andrea: durante le giornate del Tor ti abbiamo visto praticamente ovunque, nei rifugi, sui sentieri, sui colli più alti. La domanda è questa … ma tu ti alleni tutti i giorni ?

Silvano: ah ah ah… no, in verità è la passione che mi fa muovere. Per il Tor ho carta bianca da parte della Nicoletti ed io mi organizzo di conseguenza. Con me c’è l’equipe di Pillow Lab, molto bravi, che lavorano sui video lungo il tracciato gara, potrei star fermo in un punto senza troppi sforzi, ed invece la mia esperienza televisiva che mi ha fatto crescere molto, ed ogni volta voglio dare sempre qualcosa di più. Quest’anno mi son detto, il Tor vero non è quello che vivo a Courmayeur, quella è una parte del Tor, il Tor vero è quello che vivi in cima ai colli. Comunque è molto faticoso, in quella settimana ho dormito pochissimo ed ho praticamente fatto mezzo Tor pure io. Sul Colle del Maltrà ci sono andato partendo direttamente da Courmayeur!

Andrea: il trail è una disciplina che coinvolge ad oggi, mediamente una fascia di età adulta/matura…tu consiglieresti ad un ragazzo di praticare trail e perchè?

Silvano: secondo me si, perchè è lo sport di montagna dove ci sono meno persone, un giovane può farlo senza obbiettivi vincenti. In Francia ci sono moltissimi giovani che fanno trail, ma li hanno una visione molto agonistica, qui invece abbiamo la possibilità di avvicinare i giovani gradatamente, divertendosi conoscendo ed apprezzando la montagna. Ad oggi abbiamo una generazione “Playstation” che vive in città, rispetto ai miei bimbi che vivono in montagna e mi rendo conto della fortuna. D’inverno prendono gli sci e vanno a far sci di fondo. Le persone non hanno capito le potenzialità che ha il trail, perchè non c’è solo la dimensione agonistica, per esempio un bimbo viene portato a calcio e deve vincere per forza, mentre nel trail non esiste solo l’agonismo.

Andrea: Cosa cosa non ti piace del trail?

Silvano: Non mi piace prevalentemente quello di adottare dei controlli lungo il percorso gara, come nel Tor che si sono dovuti adottare dei Commissari, la vedo come una mancanza di fiducia, ed alcuni la interpretano in maniera troppo poliziesca… il trail è libertà e di gente onesta c’è pieno il mondo.

Andrea: rispetto ad altre discipline sportive, secondo te perchè il trail ha avuto questa impennata di appassionati ?

Silvano: per il semplice fatto che molti hanno una possibilità di farlo dietro casa, per esempio quelli di Milano nella vicina Brianza, gli stessi liguri nelle colline alle loro spalle, insomma un ritorno alla natura. Per fare trail basta un paio di scarpe ed uno zainetto e vada come vada, a confronto dei maratoneti a contare le pulsazioni ed il tempo, insomma è alla portata di tutti. Vedo un futuro roseo per le manifestazioni vicino ai laghi, come alcune di quelle francesi.

Andrea: Cosa vuoi fare da grande ?

Silvano: rimanere come sono, nel senso che ho già fatto carriera venendo da un villaggio di 12 abitanti, riuscire a seguire 2 olimpiadi 13 mondiali, non mi sento cambiato. Spero di non cambiare mai.

Andrea: grazie mille per la tua disponibilità e spero d’incontrarti presto in qualche gara !

Silvano: grazie a te e un saluto a tutti i lettori di trailrunning.it !

Sivano Gadin 2Quando incontrerete Silvano in qualche gara trail, non abbiate timore di avvicinarlo, sicuramente vi “rapirà” per una breve intervista, perchè lui piace dar voce alle molte persone che vivono questa disciplina con semplicità ed entusiasmo…in poche parole Silvano Gadin è uno di noi. Grazie a presto !

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