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L’abbigliamento nel trailrunning

 Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Senza troppi indugi partiamo subito nell’affrontare i fattori di scelta di parte dell’equipaggiamento tecnico destinato alla copertura del corpo: l’abbigliamento.

Senza cadere troppo nella banalità, nonostante la spinta del “natural running”, è difficile vedere in allenamento o in gara un atleta che possa correre nudo/a,  non solo per fattori di bon ton ma soprattutto per questioni legate alla sicurezza.

Partiamo dagli elementi fondamentali nella scelta dell’abbigliamento:

001-weather-1Temperatura: valutazione del contesto dove andremo a sviluppare l’uscita, le condizioni atmosferiche e climatiche saranno i criteri di riferimento, verificando dei bollettini meteo. Di certo un pò di pioggia non potrà impedirci di uscire, ma sotto un diluvio non ha molto senso andare, come del resto uscire nelle ore di massima radiazione solare, quando le temperature sono al massimo, se non adeguatamente abituati.

006-nature-1montagna, bosco o deserto: sempre riferito al contesto in cui andremo, l’abbigliamento varia a seconda di alcuni fattori fondamentali; latitudine, ambiente, stagione. Tutte queste varianti dovrebbero far riflettere. In montagna tutti noi sappiamo benissimo che le situazioni meteo possono subire dei cambiamenti repentini, mentre in area boschiva, in base alla stagione si può essere riparati dalle fronde degli alberi, mentre in un deserto il clima severo comporta nell’adottare un abbigliamento differente.

007-cloudtermoregolazione: sappiamo benissimo che alla nostra pelle non manca nulla per adattarsi a quasi tutte le condizioni meteo, dalla pioggia al sole, ma è pur vero che siamo dipendenti dall’abbigliamento da secoli, quindi dobbiamo aiutare questo sistema di raffreddamento corporeo. Esiste una buona soggettività di percezione delle variazioni di temperature, dai freddolosi ai calorosi, ognuno di noi terrà di conto anche questo fattore. La pelle non dovrebbe mai subire “sofferenze” o troppo freddo o troppo caldo, quindi in base alle nostre capacità di gestire le temperature esterne, adegueremo il nostro abbigliamento.

002-moon (2)Il giorno e la notte: che voi partiate volutamente o il vostro giro abbraccerà anche la notte, pare ovvio essere pronti ad affrontare le variazioni di temperatura, che rispetto al giorno potrebbero cambiare di molto. Il fascino della corsa notturna è un esperienza unica, ma che deve essere fatta anch’essa in sicurezza. Molti capi di abbigliamento in commercio di qualsiasi strato, hanno degli inserti rifrangenti, che non serviranno per farsi notare dalle macchine, almeno mi auguro, ma da eventuali compagni di avventura che utilizzano lampada frontale. Di notte le forme possono assumere aspetti differenti, un animale potrebbe essere scambiato per il vostro compagno di viaggio… no non sto scherzando !

Dopo aver evidenziato alcuni aspetti soggettivi ed oggettivi, passiamo a descrivere tecnicamente quali capi e come gestirli. Come già evidenziato nell’ultimo post, abbiamo compreso che per l’attività del trailrunning vengono presi in considerazione tre strati di abbigliamento I, II, III , ognuno dei quali è prodotto da materiali differenti in base alle necessità.

006-sportsI strato: quello a contatto della pelle. Qui la scelta deve essere molto oculata. Per una volta lasciamo da parte il fattore estetico ed andiamo a valutare altri aspetti, soprattutto quelli più adatti alle nostre caratteristiche. I materiali maggiormente utilizzati sono di composizione sintetica, ma esistono anche quelli di fibre naturali. Il capo non deve creare abrasioni, dovrebbe aderire al nostro busto senza dare fastidi. Nella prova da camerino, valutare molto bene esistono delle cuciture troppo “alte” che possono disturbare nella corsa. Deve avere una capacità di evaporazione del sudore elevata, cosa non facile da valutare se non in attività. Un capo umido bagnato, oltre a pesare non è molto confortevole. Un consiglio, anche se il capo è sintetico, cercate quelli che più maggiormente assomigliano ai capi naturali, possibilmente senza cuciture o piatte.

004-clothes-1II strato: superata una certa soglia di sopportazione al freddo, nonostante la nostra capacità di resistenza, occorre coprirsi per evitare un eccessivo abbattimento della temperatura corporea, per non arrivare in situazioni di ipotermia, insidia sempre presente per chi corre soprattutto in montagna. Nel nostro zaino un capo di questo tipo non inciderà sulle nostre performance. Qui abbiamo una ampia scelta di filati tecnici, ovviamente sarà vostra cura capire quale più adatto alle vostre caratteristiche sopra menzionate. Generalmente il II strato è un capo a maniche lunghe, ma può essere anche senza, giusto per coprire le parti più delicate del busto.

005-clothesIII strato: e con un terzo strato di buon livello, se supportato dagli strati precedenti, possiamo affrontare condizioni climatiche abbastanza ostili, pioggia neve, vento. Ricordiamoci però che siamo dei corridori di sentiero e non degli esploratori polari, che a loro volta hanno un abbigliamento sicuramente non adatto alla corsa. Il III strato non serve solo per la pioggia ma soprattutto per non disperdere il nostro calore corporeo, ma nello stesso tempo essere traspirante. Lo so concetto non chiaro, soprattutto per i neofiti. La pelle è un organo pretenzioso, che va coperto con l’abbigliamento giusto e non andrà mai fatto “soffrire” ne di troppo freddo ne di troppo caldo. Quindi una stratificazione dell’abbigliamento, soprattutto nella stagione invernale, tornerà utile a modulare questo fattore.

A grandi linee abbiamo affrontato la maggior parte dei criteri di scelta. Volutamente non ho affrontato la parte più tecnica dell’abbigliamento che lascio al vostro negozio di riferimento che sicuramente vi saprà consigliare al meglio. Mi raccomando di valutare molto bene le condizioni meteorologiche, prima di buttarvi all’avventura, e ricordatevi che correre dovrà essere un divertimento e non una sfida. Nel prossimo post parleremo dello strato più importante per noi: la pelle ! Buone corse

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