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Le differenze tra l’UTMB ed il Tor des Geants

 Andrea Fergola
 Andrea Fergola
Istruttore Tecnico Trail Running e Corsa Naturale responsabile portale trailrunning.it 

Orgia di trail negli ultimi weekend… abbiamo assistito alla lotta fra due giganti mondiali dell’Ultra Trail.

Il giovane Tor contro sua maestà UTMB ! Chi ha vinto ? Abbiamo di fronte due aspetti del trail differenti fra loro ma nello stesso tempo molto simili.

L’UTMB, oramai diventato una macchina da guerra commerciale, con le sue innumerevoli distanze adatte veramente per tutti.

Il Tor, per ora non troppo influenzato da grandi brand, conserva la sua anima trail, anche se ogni anno che passa si sta avvicinando molto allo stile dello storico giro del Bianco.

Due facce della stessa medaglia, che ovviamente ha messo in discussione quelle che sono le dinamiche del trail running in maniera definitiva.

Il livello competitivo è sempre più elevato, tanto da far dimenticare le imprese degli storici trailer degli anni 2000, sempre più spinto all’estremo, senza badare troppo a quelli che sono i limiti fisici della natura umana.

Ma dove sta andando il trailrunning? Stiamo assistendo all’evoluzione definitiva di questa disciplina che sta differenziando sempre di più le capacità atletiche fra le varie categorie?

Tutto è pronto per la svolta definitiva, dove verranno spaccati tutti gli schemi.

Oramai sono di quella fascia di età che ricorda con un po’ di nostalgia quelle che furono le vittorie di Marco Olmo, delle gare come il Cro-Magnon, le Porte di Pietra, gara pionieristica dell’Ultra Trail italiano ed anche l’UTMB dei primi anni 2000, poi lentamente si è assistito ad un crescente numero di gare, non solo, anche le distanze si sono allungate, ma questo non è bastato. Pesantemente s’è assistito ad un incessante commercializzazione del trail, che di per se non è un difetto, ma che di gran lunga ha cambiato le regole del gioco.

Chi di noi in verità sogna di partecipare alla L.U.T. (Lavaredo Ultra Trail per citarne una a caso) piuttosto che la garetta domenicale dietro casa. Ecco… penso che si sia perso questo, un approccio più disteso e meno stressante ed alle volte un pò goliardico.

Certo l’aspetto sfidante è sempre la scintilla che ci smuove quella voglia di mettersi in gioco…ma vorrei veramente ritornare a quel periodo, oramai storico, dove nel trail ci conoscevamo tutti, ma non perché eravamo pochi, ma perché ci spostavamo di più.

Sempre un pò nostalgico, ma con uno sguardo fisso nel futuro, dove sicuramente rimpiangeremo il 2017 come momento storico del trailrunning.

Onore ai vincitori dell’UTMB e gare correlate, e del Tor, e per tutti quelli ancora in viaggio in queste ore, veri protagonisti dell’anima trail !

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