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Lo zaino trail … terza parte

E adesso passiamo nelle zone calde del nostro globo terrestre, quindi nei deserti. Questa volta mi sono fatto aiutare da una mia carissima Amica Katia Figini, la Signora dei deserti, a lei la parola …

Come si prepara uno zaino in autosufficienza? In mille modi direi.

Metteteci dentro tutto quello che credete utile nei 7 giorni di gara e siete a posto no? Ah, non avete uno sherpa? Mmmmh, sarà allora il caso di rivedere qualche cosa.

E’ importante tenere in considerazione una cosa: si ha meno bisogno di cose di quanto si pensi. In tutti questi anni ho avuto modo di “sbirciare” degli zaini altrui e di aiutare molti a preparare il loro “primo zaino” e ho notato che molte volte si tende a pensare di avere bisogno di cose che in realtà non sono così importanti.

Oppure molti non ottimizzano l’oggetto in questione, ho visto ad esempio gente portare l’intero rotolo di nastro adesivo al posto di prenderne solo una parte. Oppure portare una confezione intera di crema solare (peso circa 150 gr).

Il peso come si può facilmente intuire è una delle cose che non si possono assolutamente trascurare, molti dicono “eh ma sono solo 10 grammi!” e io sempre rispondo “se ripeti questa frase per 10 volte fai presto a fare 100 grammi”.

In poche parole, ogni cosa andrà pesata con una bilancia di precisione (io ho pesato anche i tappi per le orecchie…), non dovrà essere buttata nello zaino a caso e soprattutto MAI affezionarsi troppo agli oggetti con cui ci si è trovati bene: fare sempre sempre e sempre ricerca di oggetti che possono essere migliori di quelli che si ha portato nelle avventure precedenti.

Tutto questo mi ha consentito di iniziare a correre i deserti con uno zaino di 7 kg e di arrivare ad averne uno di 5,5 kg. (acqua non compresa). Ovviamente il peso dipende molto dal materiale obbligatorio e dal tipo di gara che si sta andando a fare. Se infatti si tratta di un deserto freddo scordatevi con ogni probabilità i pesi sopra citati.

Parto da uno degli argomenti più importanti per noi italiani: cibo! La qualità della benzina da inserire nel nostro corpo è una delle cose principali: benzina scadente uguale prestazione poco gratificante o, peggio ancora, crisi, vomito, problemi intestinali… Negli anni ho imparato a farmi la carne secca che è un alimento fantastico per ingurgitare proteine e allo stesso tempo risparmiare sul peso.

Questo alimento è ottimo la sera accompagnato da un buon purè di patate ad esempio. Integrare con carboidrati, proteine e grassi ben bilanciati è fondamentale. Ci sono tantissimi produttori di liofilizzati più o meno buoni.

Consiglio sempre di dare un occhio agli ingredienti e alle tabelle nutrizionali (più calorie hanno e meglio è; e che siano prodotti non troppo “Pasticciati” e con grassi idrogenati mi raccomando!).

Una delle cose che purtroppo ho riscontrato che tutti i produttori sono stranieri… Ma come possibile, noi italiani siamo l’eccellenza del “mangiar bene” e non abbiamo nemmeno qualcuno che si è lanciato sui liofilizzati?

Finalmente ci ha pensato Davide Ugolini, prima di tutto un runner e poi un ottimo macellaio (con una bella gastronomia). Non so in effetti cosa sia meglio (se runner o bravo cuoco) so solo che Davide è riuscito a unire le due esperienze (sportive e culinarie) creando un sito (http://www.lightrailaction.com/) attraverso il quale è possibile dare una sbirciatina ai suoi prodotti in modo che si possa contattare e ordinare le sue delizie (li prepara al momento e questo vuol dire niente conservanti).

Insomma qualcosa si può comprare da Davide e qualcosa si può preparare da sé. Ci sono infatti un po’ di soluzioni “self service” che vi permetteranno di gustare un pranzo succulento anche in mezzo alle dune a migliaia di chilometri di distanza!

Per quanto riguarda il cibo è importante testare sempre tutto in modo che possiate verificare che venga tutto ben digerito e assimilato. Proprio perché non è piacevole farsi una tappa di 40 km continuando a digerire delle omelette (mi è successo anche questo e non lo auguro a nessuno se non ai miei più antipatici nemici) pianifico sempre delle simulazioni gara prima della partenza.

I test vanno anche effettuati su tutti i materiali verificando anche che gli oggetti all’interno dello zaino siano riposti nel modo migliore e che non creino degli sbilanciamenti che alla lunga posso portare a un affaticamento elevato e inutile per il corpo.

E’ importante anche assicurarsi che i vestiti del “dopo tappa” siano messi in modo da proteggere la schiena da oggetti che potrebbero battere creando dei bei “bernoccoli” sulla schiena stessa (anche in questo ho già dato, avevo messo il blocco dei gel a contatto della schiena, lo “spigolo” mi ha martellato sui reni per un bel 5 h creandomi una sorta di callo che mi è durato quasi 2 mesi!).

A volte appaio esagerata agli occhi di molti ma ricordate: trascurare anche un piccolo particolare può compromettere la vostra gara. Inoltre le gare in questione sono spesso abbastanza faticose, il vostro corpo e la vostra mente saranno molto impegnate, perché arrecare un ulteriore stress/problema che si può risolvere prima?

Gli argomenti sono tantissimi, ovviamente non posso scriverli tutti, ma mi raccomando cercate di testare e provare e riprovare ogni cosa prima di partire, lo zaino è la casa che vi porterete sulle spalle per giorni, dovrete considerarlo come il vostro migliore amico, dovrete conoscerlo e prepararlo a fondo e non vi tradirà mai.

Katia Figini primo piano

Scritto da: Katia Figini  trail runner, una delle atlete italiane di punta, è l’unica donna ad avere corso in meno di un anno in 5 continenti, con un obiettivo ben preciso: dire basta alla violenza sulle donne con il progetto “Run for Women“. È allenatrice (www.xcorsi.eu), crea percorsi personalizzati sia per chi comincia a correre, sia per chi vuole affrontare imprese estreme.

 

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