Instagram Twitter Facebook Vimeo Youtube
Home » Articoli » Obiettivo di prestazione vs obiettivo di risultato

Obiettivo di prestazione vs obiettivo di risultato

Valeria Varello

Psicologa dello sport & Psicologa del lavoro e delle organizzazioni

 La maggior parte delle persone non ci arriva mai. Hanno paura o non vogliono chiedere abbastanza a sé stessi e scelgono di prendere le strade facili, il percorso che richiede minor resistenza –  Dean Karnazes

In questo articolo voglio affrontare un argomento a me caro e spesso oggetto di confronto e di conversazioni animate con gli amici, o come li chiamo io “compagni di avventura”; mi riferisco agli obiettivi che ciascuno di Noi si dà, non solo nella pratica sportiva, ma nella vita in genere. Sono fermamente convinta che la persona contro cui dobbiamo vincere siamo noi stessi, nell’ottica di un miglioramento continuo; questa mia convinzione crea spesso dissidenti attorno a me, specie in chi costruisce il proprio valore personale sulla base del risultato finale raggiunto o non raggiunto.

Perché gli obiettivi sono così importanti nella vita di un individuo? Si legge spesso o si sente dire perché ”ci motivano”, “ci danno una direzione”, “ci spingono all’azione”; tutto vero! Aggiungo: sono importanti perchè contribuiscono alla nostra crescita personale; essi determinano la nostra evoluzione emotiva, intellettuale e spirituale. Sono la fonte principale di motivazione nell’essere umano, in ambito sportivo ma non solo, quando si vuole lavorare sulla motivazione, la prima cosa che normalmente viene fatta è rivedere gli obiettivi. Proviamo a pensare per un attimo agli obiettivi più importanti che siamo riusciti a realizzare nella nostra vita; spesso ciò che conta davvero, è il percorso che abbiamo fatto, il viaggio che abbiamo compiuto, il tipo di persona che siamo diventati piuttosto che ciò che abbiamo realizzato; questo accade perché nel momento in cui lavoriamo su un obiettivo, di riflesso lavoriamo su Noi stessi. Gli obiettivi sono importanti nella misura in cui rappresentano il passaggio dalla persona che siamo alla persona che vogliamo diventare. Per molti invece, fissarsi nuovi obiettivi, significa concentrarsi e focalizzarsi esclusivamente sui risultati, l’obiettivo diventa allora quello di evitare il più possibile le difficoltà, o superarle il più velocemente possibile, ridurre gli sforzi che possono emergere lungo il percorso ed in tal caso si perde il valore aggiunto di cui parlavo prima.

E’ importante avere chiare le differenti tipologie di obiettivi perché in questo modo significa definire  una direzione da seguire ed impostare una corretta pianificazione delle azioni da intraprendere; in psicologia dello sport questo processo si chiama goal setting. Gli obiettivi si suddividono in obiettivi di prestazione, obiettivi di risultato ed obiettivi di processo. Rappresenta un obiettivo di risultato: vincere le Olimpiadi, superare un esame scolastico; essi sono legati all’esito finale di una gara, di un anno scolastico; rimandano al concetto di successo ed insuccesso e spesso non sono sotto il completo controllo dell’individuo, per questo è sconsigliato concentrarsi solo sul raggiungimento degli stessi, pena un alto livello di frustrazione; quelli di prestazione o di performance sono per esempio: aumentare la resistenza in corsa, ottimizzare il metodo di studio, sono legati al miglioramento di un comportamento o di un’abilità ritenuta fondamentale al raggiungimento degli obiettivi di risultato e, a differenza dei primi, sono sotto il controllo dell’individuo perché dipendono dall’impegno e dalla volontà; infine ci poniamo obiettivi di processo: quando decidiamo di correre concentrandoci su pensieri positivi o quando affrontiamo gli esami con minore ansia e più sicurezza; essi rappresentano l’insieme delle azioni concrete che permettono di attivarsi al fine di raggiungere gli obiettivi di prestazione e successivamente puntare a quelli di risultato. Riepilogando: l’obiettivo di risultato rappresenta l’obiettivo finale che va tenuto a mente e visualizzato e comprende quello di prestazione e quello di processo.

Come psicologa del lavoro oltre che psicologa dello sport, introduco a questo punto due concetti che normalmente vengono applicati in ambito aziendale, ma che possono essere utilizzati in qualsiasi contesto, e che trovo particolarmente utili nella definizione degli obiettivi in un’ottica di miglioramento continuo: “la filosofia Kaizen” ed il “Principio di Pareto”. Intanto provo a chiarire il concetto di Kaizen, esso deriva dalle parole giapponesi “Kai” che significa “miglioramento/cambiamento” e “zen” che significa “buono/migliore”; esso rappresenta una strategia di management che significa “cambiare in meglio” ma che può diventare un mantra per ciascuno di Noi poiché si basa sulla convinzione che tutti gli aspetti della vita possano essere migliorati attraverso piccoli miglioramenti da farsi giorno dopo giorno in maniera continua. Il punto di partenza per produrre miglioramento è riconoscere la necessità. Questo riconoscimento deriva dall’individuazione di un problema, se nessun problema viene individuato il miglioramento non viene riconosciuto come necessario. Utilizzando questo concetto nel nostro specifico contesto, il punto di partenza sarà l’individuazione di una necessità: cioè cosa voglio ottenere, cosa voglio migliorare.  Lo step successivo richiede di definire le azioni e le attività necessarie per poter centrare l’obiettivo: a tal proposito utilizzo il principio di Pareto, o principio 80/20, che si basa sull’assunto che la vera produttività/efficienza, consiste non nel lavorare di più, o impegnarsi di più, ma nell’individuare e fare ciò che è veramente essenziale, senza sprecare tempo ed energie dietro a cose inutili. In altre parole secondo questo principio, l’80% dei risultati deriva dal 20% del lavoro. Questo significa che l’80% del nostro tempo viene disperso in attività che non danno i risultati che desideriamo raggiungere. Gli sportivi, ma non solo, sanno quanto è importante focalizzarsi solo su azioni, allenamenti che possono portare al massimo dei risultati senza dedicarsi ad azioni inutili sia in termini di tempo che di efficacia.

Dalla definizione corretta degli obiettivi dipende buona parte dell’esito del raggiungimento degli obiettivi stessi.

Concludo lanciando la sfida a ciascuno di Voi, di pensare agli obiettivi del 2017, questa volta tenendo a mente questi concetti !!!! Il prossimo appuntamento sarà nell’Anno Nuovo!

Buon Natale a tutti Voi!!

Commenti (1)

  1. Carlo scrive:

    Illuminante e assolutamente vero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *