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Occlusione dentale, bite e performance atletica

Prima di entrare nel merito dei rapporti tra occlusione dentale, postura e performance atletica, conviene chiarire alcuni punti di anatomia e fisiologia relativi al Sistema Cranio Mandibolare, perché questo articolo è rivolto a lettori “non addetti ai lavori” che non hanno gli elementi di base per poter  interpretare criticamente le valutazioni  teorico pratiche sull’opportunità dell’utilizzo di un bite per migliorare la prestazione atletica. Cominciamo col chiarire il significato dei termini utilizzati.

Sezione Cranio
  • Mascellari: sono le strutture ossee che costituiscono quella che con termine corrente viene definita Bocca. Abbiamo un Mascellare superiore, fisso sulle ossa del cranio, su cui sono alloggiati i denti dell’arcata superiore. Il Mascellare inferiore, comunemente chiamato Mandibola è, invece, una struttura mobile che grazie a due articolazioni con la base del cranio, può effettuare i movimenti di apertura e chiusura che ci consentono la masticazione, su quest’osso sono alloggiati i denti dell’arcata inferiore.
  • Sistema Cranio Mandibolare: è il complesso delle strutture ossee, articolari e muscolari che permettono i corretti movimenti di masticazione e deglutizione.

Il complesso del sistema è così strutturato: la Mandibola è collegata al cranio con una articolazione bilaterale. Il movimento bilanciato dei muscoli e delle articolazioni fa sì che la Mandibola possa trovare un contatto equilibrato, senza sforzo, con il Mascellare superiore.
Il Mascellare superiore, che è il riscontro fisso su cui si va ad appoggiare la Mandibola, è collegato con la Base del Cranio. Il Cranio è in equilibrio sulla Colonna Vertebrale(Cervicale).
Questo equilibrio è mantenuto dalle corrette tensioni di tutto il sistema muscolare delle spalle e del collo. A loro volta spalle e collo sono in equilibrio sulla colonna vertebrale (Dorsale e Lombare) che trova il suo appoggio sul Bacino, grossa struttura ossea che si appoggia e sostiene le ossa delle gambe.

Sezione Postura

Questo quadro ci fa capire che esiste una catena, detta cinetica, che collega i diversi distretti della nostra struttura motoria. E’ suggestiva l’ipotesi che la posizione della mandibola possa influenzare, in modo definito discendete, la postura del resto del corpo. E’,altresì, proponibile quella che la postura degli arti inferiori o del bacino influenzi la dinamica mandibolare, in modo ascendente.

Fatte queste premesse prendiamo ora in considerazione il ruolo del Bite per il controllo della postura e, cosa che a noi interessa in particolare, per il miglioramento della prestazione atletica. Per fare un esempio partiamo dall’ipotesi che i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore non siano bene disposti e quindi non combacino tra di loro correttamente.

Questo determina un movimento asimmetrico della mandibola, necessario per portare i denti inferiori in contatto con i superiori. Le tensioni, non bilanciate, dei muscoli che muovono la mandibola determineranno una mal posizione del complesso cranio vertebrale che si ripercuoterà sul cingolo scapolare, (Spalle), che influenzerà una mal posizione della colonna dorso lombare, del bacino e quindi degli arti inferiori. In parole povere, si potrebbe pensare che io non muovo correttamente le gambe perché i miei denti non combaciano correttamente.

Correggendo il rapporto tra le arcate dentali con un Bite, che è un apparecchio rimovibile che, applicato su una delle due arcate, simula una corretta occlusione, tutto il mio sistema si riequilibra. La conseguenza sarà che i miei movimenti e la mia prestazione migliorano.

Questa la teoria per cui molti atleti, in diverse discipline portano durante le competizioni e gli allenamenti un bite, per migliorare le proprie prestazioni.

Purtroppo i dati scientifici che confermino questa realtà non sono, a tutt’oggi, sufficienti. Possiamo,però, valutando la cosa alla luce delle conoscenze attuali e del buon senso, fare alcune considerazione e trarre indicazione sul da farsi.

Mi piace esporre alcuni principi in ordine di importanza, parlando specificamente dell’uso del bite in campo atletico e particolarmente del Running e del Trail.

  • Il Bite non è un mezzo per migliorare la prestazione atletica
  • Il Bite è un presidio terapeutico per correggere uno squilibrio funzionale

Il trattamento gnatologico e posturale potrebbe avere un’ influenza sulla performance di quei soggetti che soffrono di un problema cranio mandibolare. In altre parole: se il soggetto presenta uno squilibrio posturale ed occlusale,  a causa di tale situazione può sia avere una riduzione del suo potenziale atletico sia una maggior esposizione agli infortuni.

La correzione della disfunzione occlusale, accompagnata da quella posturale può migliorare la performance e ridurre l’insorgenza di infortuni, ma l’utilizzo indiscriminato di un bite senza l’inquadramento specialistico potrebbe al massimo avere il risultato di migliorare la prestazione per un effetto placebo, come quasi tutti gli integratori in commercio, e di far sprecare denaro e tempo che sarebbe meglio utilizzare…allenandosi.

Bisogna, inoltre, tenere presente che durante la corsa non si verifica quasi mai un serramento dei denti, come in altri sport che richiedono uno sforzo di tipo intenso ed anaerobico, ( sollevamento pesi), o una concentrazione ed una tensione prolungate nel tempo,(motociclismo). Noi, per motivi di ventilazione soprattutto nelle prove di lunga durata, corriamo a…bocca aperta. Per questi motivi l’uso di un  bite gnatologico può essere utile ai runner se usato durante le attività quotidiane, per riequilibrare il sistema, e non solo in occasione degli allenamenti e delle competizioni.

Va ricordato che il bite, per essere efficace dovrebbe essere indossato, soprattutto per i primi mesi, 24 ore al giorno, cosa che molti specialisti tralasciano di sottolineare.

  • Il trattamento gnatologico deve essere associato al controllo posturale 

Il trattamento di una possibile alterazione occlusale con possibili ripercussioni posturali e “sportive” va gestita da un team di almeno due specialisti un dentista con nozioni specifiche di gnatologia  ed esperienza di trattamenti gnatologici e buone conoscenze di postura ed uno specialista in posturologia, ( fisioterapista, osteopata, chiropratico). Entrambi gli operatori dovrebbero avere inoltre un’esperienza in merito allo sport praticato dal paziente e tra i due dovrebbe esistere uno stretto rapporto per poter valutare l’efficacia del trattamento.

Affidarsi a professionisti qualificati che abbiano un buon rapporto interdisciplinare è il miglior sistema per evitare terapie inutili, se non nocive, con perdita di tempo e denaro.

Remo DebenedettiDr. Remo Benedetti Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Genova Specializzato in Odontostomatologia e. in Ortognatodonzia .. Socio Ordinario  della Società Italiana Di Ortodonzia  dal 1988. Certificato d’eccellenza in ortodonzia dell’ Italian Board of Orthodontics. Nel 1999 Relatore in Congressi Nazionali ed Internazionali. Autore di pubblicazioni Ortodontiche su testi e riviste nazionali ed internazionali. Libero professionista in Genova… Runner  e, soprattutto, trail runner  per passione.

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