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OFF SEASON…di Francesca Canepa

L’off season è già di per sé un periodo borderline, che rischia facilmente di diventare noioso perché vengono a mancare gli stimoli derivati dal susseguirsi di obiettivi da raggiungere.

Sarebbe bello poter almeno scrivere un pezzo che spakka, che ne so, perché pieno di spunti creativi da cui molti potrebbero trarre ispirazione.

E invece purtroppo no, il pezzo racconterà unicamente il noiosissimo nuovo iter che sto seguendo per risolvere alcuni problemi di recente apparizione, quindi forse al massimo spakkerà un po’ le…palle.

Diciamo in primis che comunque OFF SEASON identifica un periodo relativamente tranquillo, dove l’idea di base è permettere a corpo e mente di rigenerare le energie.

A questo scopo secondo me, sono bene accette tutte le attività con base aerobica ma diverse dalla corsa, che consentono di mantenere in uno stato corretto l’apparato cardio-respiratorio reclutando nel contempo muscoli diversi da quelli sovrastimolati dal running.

Nella fattispecie, le due attività classiche sono il nuoto e il ciclismo.

Entrambe nel mio caso comportano problemi insormontabili nella loro versione “standard”, pertanto vi presento la mia interpretazione personale.

CICLISMO: avendo escluso le due ruote per comprovata inettitudine, fortuna vuole che un’anima buona in tempi lontani abbia inventato la versione statica dell’attrezzo, ed ecco che la bici da spinning è la mia alleata principale per superare l’Off Season.

Chiaramente pedalo da seduta il meno possibile, quindi essenzialmente faccio un lavoro tipo: 5 minuti di riscaldamento con pedalata facilissima, poi inizio a stufarmi e parte l’intrigante lavoro in cui alterno una canzone in piedi e un piccolo minutino circa di recupero da seduta. Proseguo così fino allo scoccare dei 50 minuti.

Capite bene che andare oltre diventerebbe difficilmente tollerabile per un cervello abituato ai grandi spazi, ma così resta un tempo adeguato per mantenere la condizione.

Scesa dalla bici faccio un po’ di addominali e stretching e la giornata “atletica” è sistemata.

Francesca Canepa 1NUOTO: premessa di base, odio la piscina. Odio le corsie, la cuffia, la gente da superare, l’acqua fredda. La soluzione l’ho trovata nella piscina di un albergo, dove vado solo io quindi in pratica è mia personale. L’unico problema sono le dimensioni, saranno 7 metri al massimo: così ecco nuovamente in azione la mia capacità di adattamento, e con tre galleggianti giro come un criceto correndo in acqua. Anche qui procedo esattamente come con la spin bike, alterno tipo 3 minuti di lavoro intenso a uno di recupero, e anche qui non supero i 50 minuti.

RISULTATI ATTESI: confido che queste simpatiche attività alternative svolte quotidianamente (un giorno bike e un giorno acqua) possano ricordare al mio cuore che anche se gli occhi non vedono più boschi, lui deve continuare a fare il suo dovere fino al giorno in cui torneremo (io con tutti i miei pezzi) nello scenario a cui siamo abituati. E credo che muscolarmente queste attività diverse possano concorrere a creare una muscolatura più armoniosa e bilanciata.

RISULTATI COLLATERALI: chiunque sopravviva alla noia insostenibile di un programma come questo potrà godere di vantaggi incommensurabili non appena abbia nuovamente la fortuna di poter annodare i lacci delle scarpe da corsa.

Al confronto con i 50 minuti nella mia piscina (pure senza musica tra l’altro, un vero Challenge mentale) anche una corsa nella zona industriale di Zola Predosa risulterà esaltante. Sono sempre stata una fervida sostenitrice che un salto all’inferno possa fare apprezzare di più anche il solo fatto di aver sollevato le chiappe dalle fiamme, senza neanche bisogno di ambire al paradiso.

Quindi il mio consiglio è di provare a fare uno stacco dalla corsa per almeno un piccolo mese, e meglio ancora sarebbe che lo stacco fosse proprio totale, come quando vuoi smettere di fumare.  Se le attività sostitutive piacciono si avrà anche l’aspetto ludico, che non è un fattore trascurabile. Se non piacciono si apprezzerà ulteriormente il ritorno al running e andrà benone anche così.

Nel mio caso normalmente, il periodo Off Season include anche lo sci di fondo e lo sci alpinismo, dove privilegio il mantenimento dell’endurance rispetto all’intensità perché sono attività che piacendomi di più riesco a praticare più a lungo, e anche queste presentano il vantaggio di una consistente riduzione degli impatti rispetto alla corsa.

Cosa aggiungere? Forse varrebbe la pena di considerare l’opportunità di un mese, mese e mezzo di questo lavoro nel periodo autunnale a cui aggiungere una settimana ogni cinque o sei durante la stagione.

Credo che offrire al corpo la possibilità di riprendersi da un lato e processare nuovi stimoli dall’altro non possa che essere positivo, quindi rimane solo da provare a farlo.

Aspetto il vostro feedback, nel frattempo buon recupero a tutti !!

francesca_canepa_tor Scritto da Francesca Canepa 42 anni – mamma di 2 bambini

Laureata in psicologia generale e sperimentale Università di Bologna Maestra di snowboard

il suo curriculum sportivo : link

 

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