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PENYAGOLOSA SPAIN ULTRA CUP 22-23/04/2017

Nazzareno Salvati

Amante della montagna e tutto cio’ che ne fa vivere l’ambien­te, trailrunner, inviato speciale di trailrunning.it

 

Castellon de la Plana, situato nella provincia autonoma di Valencia, in questi giorni trascorsi, ha richiamato l’attenzione di molti atleti che amano correre in montagna.

Ogni anno, Penyagolosa Trails da vita  all’evento sportivo Ultra-Trail World Tour in concomitanza con l’Ultra Trail Spain Cup.

Gli 800 volontari e l’oramai rodata organizzazione, non han lasciato alcun dubbio su quale sia la vera essenza e passione per uno sport, che in Spagna è sentito e seguito con molto calore.
Senza nessuna tensione, come a volte si percepisce in alcuni eventi importanti, la musica, un mega-schermo, i gazebo dei promoter e molti colori hanno accolto gli atleti al ritiro dei pettorali. l ‘atmosfera di amicizia e di complicità per la  condivisione dell’ambiente montagna era alimentato da José Antonio de Pablo detto “Depa“, noto speaker di eventi trail spagnoli,dal Transvulcania al Zegama.

Tutto era pensato nei minimi dettagli, e più che un luogo d’incontro organizzativo sembrava una festa; tutti parlavano con semplicità e anche i visi più noti, da Miguel Caballero a Gemma Arenas (campioni di trail in Spagna e non solo) scambiavano battute e impressioni con chiunque.

Travolto dalle emozioni che stavo vivendo, in men che non si dica, stavo gia’ effettuando l’inesorabile count down della partenza… ore 06.00 del mattino, 15 ore di tempo per percorrere 63km  3030mt  D+.

E’ impossibile trovare le parole per trasmettere  le vibrazioni che 1500 atleti sanno donare allo start di un evento cosi’ importante, ma il serpentone di luci frontali ritratto da molte immagini, possono far vivere intensamente questo momento.

Il “clap clap” di sandali stile “Tarahumara” hanno cadenzato i primi km della mia gara, ma lo ritroverò durante le discese tecniche e al ristoro del km 34, dove una atleta e’ stata costretta a medicazioni per poi riprendere con tecnica e tenacia la propria gara.

arrivo a Penyagolosa

I punti di ristoro erano arroccati nei principali punti di passaggio dei vari sentieri, che molti escursionisti percorrono per raggiungere il romitorio di Sant Joan de Penyagolosa, identificati da eremo, castelli, pinete e boschi di leccio.

L’arrivo ad ogni punto vita era preceduto da gruppi di appassionati che incitavano gli atleti, fino ad arrivare nel centro della “torcida spagnola”, che sollevava ogni trailers dalle proprie fatiche, strappando sorrisi e gioia di correre anche ai più affaticati.

I banchetti viveri ed i rifornimenti idrici erano ben forniti; ogni atleta ero supportato da almeno un volontario.

miguel Juanmi kissthemountainL’arrivo al romitorio di Sant Joan de Penyagolosa ha racchiuso tutta l’emozione nell’aver corso questa edizione 2017 (vinta da Laia Canes e Miguel Caballero), seguita dagli “ANIMO CAVRON“, di coloro che avevano terminato la gara e da coloro che stavano passando una giornata di sport  e montagna.

Musica, cerveza, paella hanno reso indimenticabile la mia avventura valenciana.
Ringrazio trailrunning.it per avermi dato la possibilità di redigere questo racconto e vivere questa esperienza,il digital magazine KissTheMountain nella persona di Juanmi Avila Prat, che con la sua simpatia e generosità mi ha aperto un mondo sulla realtà trail spagnola, Josè e Silvia dell’organizzazione Penyagolosa Trails, per la loro premurosità, simpatia ed accoglienza Iberiana, e non da meno Ergus Trail Team per il supporto e il calore che puntualmente sanno trasmettermi.

trailrunning invia ergus trail team

Commenti (1)

  1. Margherita scrive:

    Bellissimo articolo, scritto benissimo

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