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Quando nasce un trail runner

 Andrea Fergola
a cura di ANDREA FERGOLA
Istruttore Tecnico Nazionale di Trailrunning, Presidente ERGUS TRAIL TEAM

Quando nasce un trail runner ?

Questa domanda me la sono posta molte volte pensando quando fu la prima volta che incominciai a mettere piede su  sentiero.

Ovviamente è stato assolutamente per caso. Nato come podista da bitume, mai ottenuto risultati importanti nella mia carriera di atleta di media bassa classifica, ho sempre raccolto soddisfazione nel cronometrare le mie prestazioni.

Ma un giorno qualcosa cambiò… e così per caso in una classica gara domenicale di un paese dell’entroterra ligure, posai per la prima volta scarpa su sentiero. Ovviamente non potete neppure immaginare le lamentele degli altri partecipanti nel trovarsi ad affrontare salite impegnative e altrettante difficoltà tecniche in discesa: “cavolo qui si perde il ritmo della corsa” 😀

La scena che mi si presentò davanti fu abbastanza imbarazzante… osservare il goffo gesto della corsa in discesa su sterrato degli altri partecipanti mi divertì molto. Eppure in quel preciso istante mi ritrovai perfettamente a mio agio, il gesto fluido quasi perfetto nel trovare sempre il giusto appoggio, per me fu subito naturale.

Finita questa breve esperienza, su quella che da li a pochi anni sarebbe stata la disciplina principe, mi ritrovai ad elaborare le emozioni di quella manifestazione. A suo tempo era praticamente impossibile trovare una gara podistica che prevedeva quelle caratteristiche, ma la voglia di percepire quelle emozioni fu troppo forte.

Passati alcuni mesi di ricerca, mi accorsi che effettivamente già esistevano manifestazioni di questo tipo, ma quando qualcuno ti propone di partecipare ad un campionato del mondo di skyrunning, termine che fino ad allora facevo fatica persino a pronunciarlo, mi s’illuminarono gli occhi!!

“Cioè fammi capire bene…una gara che prevede di correre quasi esclusivamente su sentiero ed oltretutto in alta quota ?.. Non può essere una cosa vera !!! ” E fu proprio così che partecipai per la prima volta ad una gara di skyrunning, addirittura titolata al campionato del mondo.

Non fatevi impressionare dall’altisonante titolo, a suo tempo non occorreva nessuna pre- selezione per parteciparvi; pagamento dell’iscrizione, certificato medico, una buona preparazione atletica e via, tanto durante la gara la selezione venne da se con i suoi severi cancelli orari.

E fu così che da allora, con il proliferarsi di gare, incominciò a prendere forma quella che oggi è definita disciplina per uomini e donne, tosti !! Quindi si può tranquillamente sostenere che tra il neo trailerunner  e neo disciplina, ci fu una nascita quasi simultanea.

Ma oggi chi nasce veramente o esclusivamente trailer ?

Quello che per per me è naturale per un altro potrebbe essere solo fastidio e disagio, ma fortunatamente non sono rimasto da solo. C’è chi impiega più tempo a capirlo, c’è  chi invece  proprio non ne vuole sapere.

Sono convinto che ognuno di noi è un trailrunner, è cosa atavica, ma i nostri stili di vita prevalentemente cittadini ci distanziano da quella ch’è la nostra vera natura di corridore naturale.

Dai… magari con un pò di sforzo in più, una buona dose di adattamento, il trail non potrà essere che puro divertimento !!

Se anche tu volessi condividere con noi le tue emozioni on trail… non indugiare !! Invia il tuo elaborato a info@trailrunning.it con una bella foto che ti appartiene e sarà inserito nella sezione Agorà  TI ASPETTIAMO !!!

Commenti (1)

  1. Alessandro scrive:

    Questo tuo articolo mi ha riportato indietro nel tempo.
    sopra ti ho scritto il link originale e sotto ho riportato il testo di quel giorno in cui tutto iniziò …

    Trail running sul Monte Amiata – 26 ottobre 2013

    “SONO CERTO CHE NON POTRÒ DIMENTICARE TANTO FACILMENTE, QUESTA BELLA GIORNATA DI SOLE AUTUNNALE, CHE LENTAMENTE, STA ORMAI VOLGENDO AL TERMINE. IL SUO RICORDO, RIMARRÀ PER MOLTO TEMPO NELLO SCRIGNO DEI MIEI PIÙ BEI RICORDI SPORTIVI E PERSONALI”.

    Finalmente è sabato mattina e dopo una intera settimana lavorativa, trascorsa a Roma tra impegni, spostamenti in metropolitana e qualche allenamento serale, posso dedicarmi alle mie passioni. Vista la bellissima giornata, e la temperatura più primaverile che autunnale, per la prima volta, da quando da quando ho iniziato a praticare la corsa, ho deciso che oggi, invece di svolgere il solito allenamento di dieci chilometri, mi sarei cimentato in quello che i veri runners, gli atleti e gli specialisti definiscono con il nome di trail running. Questa è una “nuova” specialità della corsa che negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo tra tutti gli appassionati sia in Italia che all’estero. Il trail running normalmente si pratica in montagna, quasi sempre su percorsi normalmente utilizzati per l’escursionismo o il trekking, caratterizzati da un impegnativo profilo altimetrico, con un considerevole numero di chilometri di salita e discesa e da tracciati che nel loro insieme risultano sempre molto impegnativi e spesso impervi. Vivendo in un paradiso naturalistico come il Monte Amiata, dove è presenta un’ottima rete di sentieri e percorsi segnalati e sfruttando la mia conoscenza del territorio, maturata praticando mountain bike e trekking, non mi è stato difficile riuscire a ricavare un bellissimo quanto impegnativo percorso per il mio primo trail running. Naturalmente, sono partito dal mio solito punto di ritrovo e partenza,“le cannellete della Madonna”(purtroppo al momento a secco) a Piancastagnaio, posto a quota 830 metri. Ho iniziato percorrendo la strada bianca per circa un chilometro e poi, dopo aver svoltato a sinistra, un ripido single track in salita fino ad arrivare al Quaranta, frazione di poche case del comune di Piancastagnaio posta a quota 1000. Attraversata la strada asfaltata che porta fino alla vetta del Monte Amiata, ho proseguito superando un complicato quanto spettacolare saliscendi ed un tratto di circa trecento metri in ripida salita su una carrareccia completamente dissestata dalle recenti abbondanti piogge. Dopo aver percorso un chilometro in cui più che correre mi sembrava di volare su un tappeto di morbide foglie, ho riattraversato la strada asfaltata e da qui mi sono “immerso” in un fitto bosco di faggi. Qui il sentiero in leggera e costante salita, era reso soffice dalla presenza di sabbia mista a terra e dall’insieme di foglie e aghi caduti a terra dagli alberi. Dopo aver aggirato due grandi pozzanghere e i residui della lavorazione del legno, sono arrivato al podere della Cipriana una bella costruzione interamente restaurata non molti anni fa. Superato il podere ho iniziato un tratto, di circa 3 chilometri, in ripida discesa su un’insidiosa strada bianca rinforzata, in alcuni punti, con delle gettate di cemento. Terminata la discesa poco prima di entrare nell’abitato di Abbadia San Salvatore, ho girato a sinistra, proseguendo lungo un single track tra alberi di castagno e faggio in un continuo susseguirsi di saliscendi. Dopo aver superato una spettacolare falesia alta una trentina di metri e nascosta da tanti alberi che sembrano messi li come a far da cornice, ho incrociato la vecchia strada bianca poco prima della “Cerocetta” situata subito fuori Abbadia San Salvatore. Da qui, ho proseguito questo mio giro percorrendo la strada che anticamente collegava i paesi di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore, oggi utilizzata principalmente da tanti turisti, escursionisti e sportivi d’ogni genere e terminare il mio trail a Piancastagnaio.

    Dati del Trail Ranning del 26 ottobre 2013

    Che dire, tanta, tanta fatica ma che spettacolo, che soddisfazione. Correre lungo i sentieri in autunno è sempre un’esperienza fantastica. Salire e scendere lungo strade dissestate, carrarecce, single track, pietraie e tratti impervi, resi ancora più insidiosi dalle tante foglie cadute è duro e pericoloso. Alla già tanta fatica fisica, si aggiunge quella mentale causata dall’attenzione e concentrazione da porre ad ogni passo da fare, ad ogni sasso o ostacolo da superare. Ma alla fine quello che mi è rimasto dentro è tantissimo, un’insieme indescrivibile di emozioni e sensazioni, concretizzate dall’aver vissuto una esperienza meravigliosa, aver esordito in uno sport che mi ha regalato e spero continui a regalarmi momenti unici ed aver vinto una piccola ma importate sfida con me stesso. Una sfida lunga 15 chilometri, iniziata forse inconsapevolmente, 5 mesi e 6 chili fa, quando ho ripreso timidamente e svogliatamente ad allenarmi e terminata oggi.

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