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Recensione: Montane Jaws 10

Gianluca Gaggioli

Free Trailer – tester materiali tecnici per il trailruning

 

Peso 350gr !!
Ciò che colpisce subito in questo zaino è la sua “morbidezza”: il tessuto mesh che costituisce la struttura dello schienale e degli spallacci, ha maglie molto larghe che assicurano ampia traspirazione, ed è anche molto piacevole al tatto.

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La sua struttura a gilet si differenzia da quella della concorrenza perché si sviluppa un po più in lunghezza, e i porta-borraccia sono posizionati in basso sul torace: questo non permette certo di poter bere dalle softflask solo chinando la testa portando le labbra al beccuccio, ma può risultare un impostazione più comoda da portare, specialmente sulle lunghe distanze, in quanto non si hanno oggetti posti sul torace, il cui peso, grazie anche alla forma degli spallacci, non viene scaricato sulle clavicole, quanto – attraverso la superficie molto larga degli spallacci nella parte bassa- sulle parti più morbide del torso, quelle meno coinvolte nella meccanica della respirazione.
L’arco del gilet nella parte laterale del torace, è aperto, basso sotto le ascelle, lasciando ampia parte di quella zona – quella più implicata nella dispersione del calore attraverso la sudorazione – libera di respirare.

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Il cinturino basso, di tessuto elastico e con attacco a velcro, ha un ampia superficie, che migliora molto la stabilità durante la marcia. Questo zaino è molto… rilassante.  Dal punto di vista della funzionalità, poi, non manca di niente.
Una delle due tasche portaborracce è persino dotata di zip verticale che permette di usarla per stivare con sicurezza altri oggetti, qualora si volesse fare a meno di una softflask avendo adottato la riserva idrica nell’apposito vano posteriore nello schienale.

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Le altre due tasche superiori – anche qui una dotata di zip- sono ampie e ben sfruttabili.
I fianchetti, poi, molto alti, sono ben rivestiti con tessuto elastico, permettono di stiparci di tutto senza rischio di fuoriuscite.
Sullo spallaccio sinistro sono presenti anche stringhe elastiche per poter portare bastoncini da trekking – meglio però se di quelli telescopici, più che quelli ripiegabili, più ingombranti, che potrebbero dare fastidio durante i movimenti. Altrimenti si possono usare gli attacchi posteriori.

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La sacca posteriore, dotata anche di stringhe elastiche per incastrare indumenti , è dotata di due vani portaoggetti zippati, e permette di stipare quanto sia richiesto da regolamento, e anche molto extra, per affrontare un ultratrail in autosufficienza (se non altro limitandosi a rifornimenti idrici, ecchecc….)
Unico difetto dello zaino possono essere le softlask: ottimo il materiale, produzione Hydrapak, una sicurezza. Peccato solo che l’imboccatura sia di quella stretta , che rende un po più difficile versare le “polverine” saline/energetiche.

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Di tutti gli zaini che ho, questo sarebbe, proprio per le sue peculiarità – quello che adotterei se volessi affrontare una gara lunghissima per faticare meno di spalle e schiena, volendo portarmi un bel po di indumenti di ricambio dietro.

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Si ringrazia per la fornitura [www.lighttrailaction.com]

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