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Recensione: Topo Athletic MT-2

Gianluca Gaggioli

Free Trailer – tester materiali tecnici per il trailruning

Peso: 275  Differenziale 23-20mm  !

A guardarla non ha l’aria di essere una scarpa da trailrunning di quelle che siamo abituati a vedere ultimamente, con design dai tratti “aggressivi”, dai colori sgargianti, o addirittura … bianche! Ma proprio questo suo aspetto anticonformistico,  me l’ha fatta entrare subito in simpatia!

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Una premessa. “Topo che? Che è questo marchio?” Non è la prima Topo che uso. Per correre su strada, uso – alternandola alle Fivefingers – le ST-2.  Le amo.

Ed ho anche la versione trail delle ST-2, la Runventure 2.

Entrambe sono calzature con differenziale tacco-punta di zero millimetri.

Questa MT-2 ha un differenziale tacco-punta di 3mm, ma non si avverte.

C’è da dire una cosa su Topo Athetic: ne è fondatore Tony Post; si, proprio quel Tony Post che sta all’origine del progetto FiveFingers della Vibram, come narrato nel libro BornToRun.

Cos’è Topo? Topo nasce con l’obiettivo di fornire uno strumento che permetta a quell’organo della macchina umana che Da Vinci definiva ” un’opera d’arte, un capolavoro di ingegneria”, di esprimersi al meglio delle sue potenzialità, senza rinunciare a protezione e comodità. Obiettivo ottimamente perseguito nei vari modelli che ho avuto modo di usare precedentemente. Ed anche nella MT-2.

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Dal punto di vista della protezione, è da notare che nonostante l’intersuola sia priva di rock-plate, anche dopo un lungo di 40km, non ho avuto problemi di affaticamento alla zona avampiede: i 20mm di gomma dell’intersuola assorbono bene le asperità del fondo.

Sempre in funzione della protezione, il puntale è rivestito con uno strato di materiale plastico, flessibile e che non infastidisce il piede in nessuna condizione; ed una “lingua” di suola insolitamente estesa (rispetto ai normali canoni), provvista pure di piccoli tasselli, ricopre gran parte del puntale. In quei pochi casi che sono andato a sbattere contro ostacoli, non ho subito traumi.

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Dal punto di vista della comodità, come al suo solito, la Topo si caratterizza per la sua calzata: zona avampiede ampia e ben conformata, senza risultare troppo voluminosa, per lasciare alle dita – specialmente l’alluce –  lo spazio giusto per fornire la sensazione di naturale estensione del piede. La tomaia si distingue per il modo in cui avvolge il piede, come un guanto , garantendo un buon supporto laterale, fasciando l’arcata interna in maniera “dolce”, non in maniera tenace come in una scarpa da performance adatta per affrontare skyrace, ma quanto basta per sentire il piede saldo e sicuro per affrontare un gesto di corsa fluido su percorsi trail.

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Il tessuto della tomaia è un mesh dallo spessore molto fine, non rivestito internamente, ma che non provoca irritazioni anche calzandola a piede nudo; quasi tutta la superficie della tomaia è ricoperta da un layer sintetico saldato, che presenta “finestre” di areazione, che garantiscono una buona traspirazione. Ci ho corso con temperature superiori ai 30°C senza soffrire di caldo, e senza ritrovarmi in una pozza di sudore. La linguetta – di lunghezza , o forse sarebbe meglio dire “cortezza” al limite, quasi pari al perimetro del collarino-  è fatta con lo stesso  tessuto mesh della tomaia, ma nella parte interna è rivestita con un tessuto molto soffice al tatto. Non è imbottita, ma non ho avuto problemi di “marchiature” dei lacci sul collo del piede: i lacci – un po’ troppo lunghi – hanno un bel diametro, dissipano la forza di tensione.

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Lo stesso tessuto è usato per il rivestimento del il collarino e per la parte interna del contrafforte tallonare, che è provvisto di una piccola conchiglia interna, di materiale molto flessibile, che agisce più come supporto strutturale alla tomaia, che come supporto alla tenuta del piede: il contrafforte tallonare risulta molto flessibile  da non risultare fastidioso per chi proviene da calzature come FiveFingers o Merrell, o chi, già usando le Topo Runventure 2 (che è priva di conchiglia al tallone) cerca nella MT-2 un modello un po più strutturato per affrontare medie-lunghe distanze in velocità, su percorsi un pò più tecnici, e con quel pò di ammortizzazione in più al tallone – sono 4 i mm di gomma in più in quella zona rispetto alle Runventure – da farla risultare un pò più comoda e protettiva anche a chi corre di rullata veloce: da notare che la zona della pianta d’appoggio al tallone è stretta rispetto alla maggior parte delle scarpe da trail, ed è di forma smussata  quasi a simulare le forme del tallone; e questa “geometria” strutturale risulta più adatta – nel caso di corsa rullata – ad un momento d’appoggio di veloce transizione (la “smooth transition”, per dirla all’americana) che ad un momento di dissipazione di impatto pesante.

L’ intersuola è fatta con lo stesso materiale degli altri modelli trail di Topo Athletic: dotato di una gran capacità elastica, che risulta molto piacevole durante la corsa, e la cui flessibilità asseconda perfettamente il movimento del piede.  Nella MT-2 è assente quella placca antiroccia che negli altri modelli trail è posta tra suola e intersuola nella zona sotto le falangi: questo permette alla scarpa un ottima capacità di copiare il fondo; cosa che va a migliorare ancor di più la capacità del piede di interpretare le situazioni del fondo, ed a migliorare così la tenuta della suola, anche questa  molto simile a quella usata negli altri modelli da trail di Topo: dotata di profondi tasselli all’avampiede, retrovarsi nella zona posteriore, e divisa in placche, lungo la sua lunghezza, sotto la zona dell’avampiede, e segnata anche da un profondo solco  nella zona tra l’alluce e le altre dita: queste zone, private di suola, permettono ancor di più all’intersuola di esprimere la propria capacità di flessibilità, migliorando così sensibilità e controllo. Quella qualità, frutto della sinergia dei vari elementi costituenti della scarpa, che si può chiamare “protezione attiva” (rispetto ai vari strumenti come puntali rinforzati e placche antiurto, che sono “protezione passiva”)

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Questa suola, per quanto ben artigliata nella parte anteriore – cosa che aiuta molto, e si sente, correndo su terreni friabili, specialmente nella spinta su tratti in salita, e nelle fasi di controllo in discesa, anche con appoggio mediale – non dà fastidio durante la corsa su terreni ben compatti, e si può correre senza fastidio anche su lunghi tratti di asfalto.

Putroppo non ho avuto modo di provarla in condizioni di fondo bagnato.

La MT-2 la vedo bene bene come una scarpa ideale per correre su fondi asciutti, su strade asfaltate, strade bianche collinari, tratturi di montagna, singletrack di bosco; insomma, è una scarpa per percorsi “tracciati”, fondi più compatti, stabili, o anche friabili, se asciutti; non è una scarpa adatta a fondi da fellcross, per affrontare gare campestri, o mud race.

Ed è perfetta anche per camminate. E non mi riferisco camminate trekking: l’ho tenuta ai piedi per 10ore al passo di “camminata da centro commerciale” tra gli stand della Fiera Outdoor di Friedrichshafen, e a fine giornata i miei piedi erano riposati.

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Commenti (2)

  1. Fulvio scrive:

    L’unica cosa che mi trattiene ancora dal prenderne un paio è che non riesco a decidermi sul colore…

  2. Gianluca Gaggioli scrive:

    Navy/Gray è una colorazione più vivace, che non sfigura anche portando un paio di jeans; io uso le mie brown anche per andare ai giardini a giocare coi bimbi (avendo tante scarpe da trail, ormai le uso anche nella vita di tutti i giorni, non potendole sfruttare a pieno solo correndo… e lasciarle nella scatola inutilizzate è uno spreco… ), con bermuda a 5 tasche color marrone e maglietta grigia, e mi sento molto a mio agio, sia per il look discreto, sia per i lfatto che con queste scarpe riesco a stare a lungo in piedi, senza stancarmi: pensa che l’ho tenuta dieci ore camminando tra gli stand della fiera Outdoor, che è stato un po come andare per negozi in un centro commerciale, cosa che di solito mi “devasta” dopo un paio di ore.. invece con queste mi sono trovato molto bene.

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