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Roadbook: 100 miglia d’Istria

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 a cura di Tommaso de Mottoni
Giornalista di Viaggi ed Enogastronomia, più escursionista estremo che trail runner. Sempre alla ricerca di nuove vie su sentierouno.it
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Il Roadbook della 100 miglia d'Istria in 6 punti: come partecipare e finire la gara con successo.

il Percorso

il percorso

I tre percorsi condividono la stessa traccia partendo dal terreno più aspro e maggior dislivello per andare verso tratti meno tecnici e più scorrevoli. In sostanza aumentando i chilometri aumenta anche la difficoltà del terreno. Sebbene ci siano dei tratti di strada forestale, prevale il classico single track carsico: stretto, roccioso e spesso poco evidente. In alcuni tratti l’unico modo per distinguere la via sono le balise o il marcavia circolare rosso e bianco. La 100 miglia non è quindi una gara dove la velocità è l’elemento primario, e le basse altitudini non devono far sottovalutare il clima. Passare da 29 gradi e sole in riva al mare alla neve alle ginocchia e grandine ghiacciata nel tratto montuoso della gara è una possibilità tutt’altro che remota.

I concorrenti

Prima di essere una gara di corsa era un trekking, l’esperienza dell’organizzazione è più legata al trekking e all’orienteering che al running puro, in perfetta linea con il terreno, che predilige la tecnica e la resistenza alla velocità. Ne consegue che il runner medio è decisamente più indipendente, abituato a cavarsela in situazioni di difficoltà, e meno bisognoso di attenzioni di quello italiano. Una lamentela sulla non immediatezza dei soccorsi o ristori non forniti come pranzi di nozze, equivale agli occhi del runner croato, come una ammissione di incapacità ad affrontare la gara, più che ad una carenza nel servizio.

i concorrenti
Lo Zaino

Lo zaino

In questo caso le dotazioni obbligatorie sono davvero il minimo, tutte necessarie e non da sottovalutare. Ha senso semmai portare qualcosa in più. E’ fondamentale sfruttare a pieno tutto quello che offrono i ristori, e prevedere un cambio completo nella borsa alla base vita. Non è cosa rara lasciare le suole delle scarpe sulle rocce del Carso: si corre su lame di calcare. Un paio di scarpe di ricambio è un Jolly che molti hanno dovuto usare.

Il Viaggio

L’arrivo è a Umago, stessa città da cui si parte con la navetta che porta alla partenza delle tre gare. Il viaggio è agevole e quasi completamente in autostrada. Conviene seguire la A4 fino a Trieste e passare il valico di Rabuiese dove si prosegue in autostrada fino a Capodistria. Rimangono circa 30 km di statale fino a Umago. A livello di servizi quali docce, ristorante e alloggio pre e post gara è meglio non fare affidamento sull’organizzazione. L’accoglienza è calorosa ma decisamente spartana. Il primo anno non era nemmeno disponibile il servizio docce. 

il Viaggio
Errori Comuni

Gli errori più comuni

Guardando l’altimetria  e leggendo il roadbook verrebbe da pensare che la parte tecnica e più impegnativa sia tutta all’inizio. Cosa vera, ma che non deve far sottovalutare il secondo tratto. E’ decisamente più scorrevole ma è comunque caratterizzato da un continuo sali e scendi e da un terreno che richiede la massima concentrazione. Non partite quindi pensando che la strada sia “tutta in discesa” perché non è così: nella seconda metà si va più veloci ma si continua a salire e scendere su terreno tutt’altro che rilassante. 

La Curiosità

In Slovenia e in Croazia i sentieri non sono numerati, si distinguono solo tra quelli ufficiali e quelli non ufficiali. L’unico marcavia è quello circolare rosso e bianco. Quando si corre o cammina da queste parti, mai fidarsi di altri segnali o tracce, anche se apparentemente più battute e recenti.

Curiosità

10271417_10152151616194585_6816058542695901268_o LA PAROLA ALL’ORGANIZZATORE,
Alen Paliska:
“Da quest’anno, all’arrivo abbiamo aggiunto il servizio docce!”

Commenti (1)

  1. […] gara dura, poco assistita per scelta, e che richiede grande autonomia e abilità di gestione.  Nei Roadbook di trailrunning.it vediamo tutti i consigli per affrontarla con successo. […]

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