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Roadbook: La Dolomiti Sky Run

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 a cura di Tommaso de Mottoni
Giornalista di Viaggi ed Enogastronomia, più escursionista estremo che trail runner. Sempre alla ricerca di nuove vie su sentierouno.it
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Il Roadbook del DSR in 6 punti: come partecipare e finire la gara con successo.

il Percorso

il percorso

Un percorso che unisce sia le “Dolomiti da cartolina”, quelle che tutti conoscono e amano, sfiorando Cortina, il passo Falzarego e la forcella Giau fino ad arrivare al rifugio Coldai, con aree molto più remote ma non per questo meno belle, fino a Belluno. Per molti proprio questa parte rappresenterà una scoperta del tutto inaspettata. Ed è proprio il rifugio Coldai, che salutando il Civetta, rappresenta il giro di boa della gara: punto di passaggio anche della Trans Pelmo e della Dolomiti Extreme Trail, il Coldai rappresenta la metà della DSR, l’uscita dalle Dolomiti “come ce le aspettiamo” e dai sentieri ampi a cui sono abituati e curati, per affrontare una parte più autentica e selvaggia con tratti meno frequentati e un terreno spesso più impegnativo.

I concorrenti

La Dolomiti Sky Run è una gara giovanissima e con un pubblico e un “concorrente medio” ancora in divenire. Non esiste quindi uno stereotipo che rappresenti chi corre la DSR. Sono quasi del tutto assenti gli stradisti che si affacciano al trail, questi optano per la Lavaredo Ultra Trail, ma non mancano i corridori veloci che comunque trovano il modo di sviluppare velocità in molti tratti del percorso. La maggioranza dei partecipanti è costituita da chi possiede delle solide basi di corsa in montagna e predilige l’esperienza di viaggio in montagna a quella di corsa pura. Se dovessi azzardare un paragone sul profilo psicologico di chi partecipa, potremmo dire che la LUT sta all’UTMB come la DSR sta alla PTL.

i concorrenti
Lo Zaino

Lo zaino

Non può essere un inno al minimalismo. E qui ho detto tutto. Fermo restando che le dotazioni di sicurezza sono del tutto necessarie, si tratta di una gara lunga, e anche se prevede una sacca vita al passo Duran, poco dopo la metà del percorso, bisogna partire con l’idea di fare affidamento quasi interamente su quanto si porta.
L’edizione del 2014 ha visto molti concorrenti in crisi non solo per la mancanza della giusta attrezzatura ma anche per crolli di energia non supportati da ristori di gara davvero essenziali. Per il buon esito della gara, oltre alle raccomandazioni sul portarsi dietro indumenti adatti alle cattive condizioni di tempo in alta montagna, è indispensabile avere una riserva alimentare che consenta di non fare affidamento su quanto fornito dall’organizzazione. 

Il Viaggio

La soluzione migliore è quella proposta dall’organizzazione: viaggio in auto e parcheggio a Belluno, nei pressi dell’arrivo e avvalersi del servizio di navetta fino al punto di partenza a Braies.
La distribuzione dei pettorali e il ritiro delle sacche avviene a Braies e c’è tutto il tempo per cambiarsi e prepararsi alla partenza. Da evitare i parcheggi a pagamento nel centro di Belluno, nei pressi dell’arrivo: alcuni tratti della strada vengono chiusi e i parcheggi coperti sono costosi. L’area immediatamente adiacente alla statale, indicata dall’organizzazione, è anche più comoda perché immediatamente adiacente alle docce.

il Viaggio
Errori Comuni

Gli errori più comuni

L’errore più comune è considerare questa gara un “ripiego” o alternativa al Lavaredo Ultra Trail. Si tratta di uno spirito completamente diverso, con un percorso che nulla a che vedere con il terreno della LUT ed un dislivello quasi doppio. Per chi si fosse iscritto commettendo questo comprensibile errore, il suggerimento è quello di rivedere il proprio piano di gara, affrontando le prime salite e la prima notte con l’idea di salvare le forze per il secondo tratto, dove terreno scosceso e possibili attraversamenti di nevai, richiederanno il massimo della concentrazione e delle forze.

La Curiosità

Anche se  siamo alla seconda edizione, in realtà si tratta della prima edizione completa. L’anno scorso è stato impossibile percorrere la discesa al Ponte di Costa Grande, tagliando quasi 1300 metri di dislivello positivo e negativo e un tratto che selvaggio e quasi inesplorato delle Dolomiti Bellunesi: secondo l’Ente gestore del parco i concorrenti avrebbero rischiato di disturbare la fauna e alterare la flora. Problemi che sono stati risolti nell’edizione di quest’anno e che vedranno i finisher di questa gara come i primi veri effettivi finisher della DSR in versione completa.

Curiosità


demasLA PAROLA ALL’ORGANIZZATORE, Fabio De Mas :
“”Lo spirito con cui è nata la dolomiti sky run è quello di offrire ai concorrenti la possibilità di intraprendere un viaggio meraviglioso lungo un percorso che risplende delle bellezza delle dolomiti. Una gara lunga, dura, spartana in cui si è messi a dura prova. Un viaggio, per come lo intendiamo, anche alla scoperta di se stessi, facendo i conti con le proprie fragilità, la propria forza, la paura di non farcela, le proprie capacità nascoste. Grazie alle incredibili emozioni che le dolomiti sanno regalare crediamo che questo viaggio possa diventare indimenticabile, che la dolomiti sky run possa rappresentare una esperienza unica segnata più che dal cronometro, dalla scoperta di quanta bellezza e forza si possa trovare tra lungo l’alta via numero 1.
Le iscrizioni chiuderanno venerdì 26 giugno alle ore 23. la gara si può effettuare anche in staffetta da 2 o 3 componenti. Il costo è di 110 euro per i singoli e di 200 per le staffette. Per ogni informazione www.dolomitiskyrun.it

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