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Strade a 6 Zampe

Steano Battaglini

Referente delle regione Lazio di CSEN-Cinofilia per la disciplina del Canicross.
www.corria6zampe.com.

 

Eccoci di nuovo qui amici di TrailRunning a parlare di un altro aspetto che dobbiamo sempre tenere in considerazione quando decidiamo di avvicinarci alla corsa a 6 zampe.

Vi dico subito che Il titolo è decisamente “doppiogiochista”! Vi accorgerete presto che quello che faremo non sarà il punto della situazione su quello che stiamo facendo, ma sarà una semplicissima ma non meno interessante chiacchierata che ci aiuterà a capire quali sono le superfici migliori su cui praticare il canicross.

Valuteremo insieme i vari aspetti sfatando anche qualche falso mito. Come nella miglior tradizione del nostro blog, proveremo a darvi degli spunti di riflessione utili ad evitare quei tipi di errori che spesso e volentieri si commettono in buona fede.

Dunque, partiamo dalle nostre fette (ndr simpatico modo romanesco di chiamare i piedi) che al giorno d’oggi non hanno grossi problemi di superfici. Questo perché ormai esistono così tanti tipi di scarpe da running che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Alte o basse, larghe o strette, belle o brutte, drop 0 o non drop 0, molto ammortizzate o poco ammortizzate, da trail o da strada, da asciutto o da bagnato … insomma scarpe adattabili a qualsiasi tipo di piede. La tecnologia e la mescola delle suole moderne, in un certo senso ci da la possibilità di portarci sempre dietro ed ovunque andiamo, la nostra morbidissima “pista di atletica”.

Concedetemi questo strano esempio ma se ci pensate un attimo, i nostri piedi a prescindere da dove stiamo correndo, appoggeranno sempre e comunque sul morbido della loro splendida suola.

Non sto qui a tediarvi ulteriormente con nozioni noiose sui vari tipi di scarpe esistenti, perché tanto a voi basterà andare in un buon negozio specializzato in podismo (ndr modo vintage di chiamare il running 😉 ) e verrete aiutati ed indirizzati verso il modello più idoneo alle vostre esigenze.

Non vi dico nemmeno che tipo di scarpe utilizzo io perché tanto a molti di voi non andrebbero bene. In tutti questi anni di corse l’unica certezza che ho avuto modo di appurare sulle scarpe, è che non esiste la scarpa perfetta per tutti, ed ogni piede avrà il suo modello preferito 😮 !

Passiamo adesso alle “nostre” 4 zampe anteriori, che non indossano scarpe e che anche per questo, sono sicuramente quelle di cui dobbiamo prenderci maggior cura e che dobbiamo sempre tenere sott’occhio. Anche se sono una fantastica opera “ingegneristica” naturale progettata con tutti gli accorgimenti del caso, non dobbiamo mai dimenticare che, come ho detto prima, non indossano scarpe e quindi restano sempre e comunque dei piedi nudi  J . Certo, sono efficaci, funzionali ed efficienti un po’ su tutte le varie superfici, ma restano comunque delle “parti vive” sensibili a tutti quegli stimoli fisici esterni, come possono essere per esempio: terreno accidentato, superfici troppo calde o troppo fredde, corpi estranei (spine, forasacchi etc). Questo non dobbiamo mai dimenticarlo perché eventuali ferite o un’eccessiva usura della pianta dei piedi, possono gravemente compromettere tutto il lavoro fatto sulla motivazione.

OK! Adesso che abbiamo delineato quelli che sono gli elementi da tenere in considerazione, andiamo a vedere ed analizzare pregi e difetti dei vari tipi di sentieri che ci capiterà di calpestare.

Anche se magari è scontato, è doveroso dire che le superfici ideali sono tutte quelle strade naturali morbide al punto giusto.

Tra queste sicuramente ci sono i bellissimi sentieri che è possibile incontrare in un bosco. Sono decisamente il massimo perché la terra di cui sono composti, risulta essere battuta al punto giusto. Non essendo né troppo duri né troppo morbidi, sono tra i migliori per correrci sopra. L’unico problema di questo tipo di percorsi naturali è che durante il periodo in cui gli alberi decidui perdono le foglie, vengono completamente ricoperti. Se da un lato assumono un aspetto romantico ed affascinante, dall’altro diventano molto pericolosi perché quel bellissimo manto di foglie dorate e scrocchiettanti, copre proprio tutto … insidie comprese. Ostacoli come radici sporgenti, buche, avvallamenti, rocce e tutti gli altri tipi di “sgambettatori” che vi vengono in mente , diventano invisibili e si mettono li in attesa del vostro primo passo falso 😉 . Tenete presente che considero buona quella stagione invernale che si conclude solo con due lievi distorsioni alla caviglia. Quindi boschi si ma occhio al periodo dei pericoli nascosti.

Altri percorsi ottimi per correre a 6 zampe sono i prati. Forse non c’è più bella sensazione di quella che si prova quando si passa a tutta velocità, su una di quelle bellissime rasoiate di erba calpestata, che spaccano in due gli immensi prati verdi. Probabilmente l’erba è stata inventata proprio per essere calpestata ma non con le scarpe … a piedi nudi. Non mi credete? Beh, allora provate a fare una cosa che faccio sempre fare ai miei figli. Alla prima occasione come può essere per esempio la scampagnata che di solito si fa il lunedì di pasquetta, se le condizioni lo permettono, approfittatene e provate a camminare a piedi nudi sull’erba. Datemi retta, non siate schizzinosi e diffidenti, toglietevi scarpe e calzini e fate qualche passo sul prato. La sensazione che proverete sarà così sorprendentemente piacevole che non vorrete smettere più . E se aggrada i nostri piedini “civilizzati”, figuriamoci quanto possa essere piacevole per i nostri amici a 4 zampe .
Andando a valutare quelli che possono essere i lati negativi di questo tipo di tracciati, dobbiamo sicuramente evidenziare che i prati per essere belli e verdi, hanno bisogno di tanta luce e questo, ahimè, significa tanto sole e poca ombra! Come ben sappiamo queste non sono certamente le condizioni ideali per i corridori a 6 zampe quindi, se il nostro percorso prevede lunghi tratti su prato, dobbiamo ancor di più tenere in considerazione l’aspetto temperatura!

Altro problemino che si incontra sui prati è che durante la stagione primaverile, molti “scrocca passaggi” naturali si svegliano ed incominciano a tendere i loro agguati. Tra questi ci sono gli antipaticissimi semi autostoppisti che se non vengono scovati in tempo, sono molto difficili da togliere e a volte creano un groviglio di peli così intricato, che l’unico modo per risolvere la situazione è usare le forbici. Altri ospiti poco desiderati sono le zecche che non aspettano altro che un bel cane pulito passi a portata delle loro zampe. Il rischio di fare questi sgraditi incontri diventa ancora più alto quando si corre sulle radure frequentate da greggi o animali selvatici. Come dicevamo qui una bella ispezione/pulizia post corsa diventa importantissima!

Come avrete ben capito queste piste naturali sono le migliori che madre Natura mette a disposizione dei corridori a 6 zampe. Il problema è che non sono le uniche e ancor di più non sono facilmente raggiungibili da tutti. Diamo un’occhiata quindi, agli altri tipi di pavimentazioni che potremmo incontrare; facciamolo partendo subito da quello che si dimostrerà essere in qualche circostanza, un “false friend”.

Le mulattiere! Un tipo di strade che è facilissimo incontrare in campagna e spesso se non sempre, sono le uniche vie d’accesso a casolari, terreni agricoli, riserve naturali, agriturismi (ndr ogni scusa è buona per mangiare), vette, laghetti, boschi, ruderi e chi più ne ha più ne metta. Insomma … stanno veramente dappertutto!

Questa loro “naturale diffusione” però, non deve farci pensare che siano superfici così ideali per correrci sopra. Sia ben chiaro non voglio affatto dire che non siano idonee; voglio solo puntualizzare che a volte non sono così belle e simpatiche come sembrano. In alcuni casi possono essere così dure da diventare fastidiose e quando sono ricoperte da quei sassolini bianchi, spigolosi e taglienti, il fastidio può anche trasformarsi in sofferenza. Non di rado succede che i polpastrelli vengano tagliati da questi sassolini ed il problema è che queste ferite non sono mai banali.
La posizione delicata e sempre a contatto con lo sporco aumenta moltissimo la probabilità di contrarre un’infezione ed in più il tempo di cicatrizzazione dei cuscinetti plantari, è solitamente più lungo del normale. Il rischio è che uno stupidissimo taglietto comprometta tutto il lavoro fatto e addirittura metta a rischio l’intera preparazione atletica di un evento importante.

Volendo trovare un aspetto positivo, fortuna vuole che nel 99% dei casi questo tipo di strade confini con delle superfici più morbide e in molti casi, proprio al centro della carreggiata, cresce una bella striscia di erba verde. Questa è un’ottima opportunità per il nostro cane che potrà sfruttare proprio queste linee soft per correre più comodo. Anzi se ci pensate un attimo son sicuro che vi verranno in mente tutte quelle volte in cui, il vostro amico a 4 zampe, in automatico, ha già fatto questa “saggia” e “comoda” scelta. Cercate solo di stare attendi alla situazione, tenendo il lato della strada più vicino al morbido, il resto vedrete che verrà da se!

Un altro luogo molto ambito per il suo fascino romantico è decisamente la spiaggia. Chiunque condivida il piacere della corsa avrà certamente sognato e desiderato di correre almeno una volta, in riva al mare. Già solo immaginare la fresca brezza marina che ci accarezza il viso mentre corriamo leggeri sul bagnasciuga, ci rende felici e ci regala una meravigliosa sensazione di spensieratezza. Ecco! Non vorrei rovinare la magia ma se per molti aspetti è vero che correre in spiaggia è utile, energizzante ed anche stimolante, è altrettanto vero che non è né facile, né comodo e, badate bene, né tanto meno salutare come sembra.

La meccanica di corsa su una superficie cedevole come questa, è completamente diversa da quella che si ha quando si corre sul “duro e piatto” e questo vale sia per noi che per il nostro amico a 4 zampe. In queste condizioni i muscoli delle nostre e delle sue zampe hanno un carico che è distribuito in maniere diversa dal normale e questo rende la corsa molto faticosa. Non credo ci siano dubbi sul fatto che un chilometro corso sulla spiaggia sia molto più duro di uno corso altrove.

Su una superficie così instabile come la sabbia il nostro equilibrio viene maggiormente “stimolato” e specie all’inizio è più facile essere sbilanciati, inoltre quel bel venticello fresco che al mare non manca mai, può farci percepire in maniera falsata quella che è la temperatura reale. Questo è un fattore di rischio altissimo perché come ben sappiamo i cani sono molto più sensibili di noi al calore. Se a tutto questo aggiungiamo anche che in riva al mare non mancano mai conchiglie e sassi taglienti e, ahimè, tutti quei rifiuti appuntiti che non dovrebbero esserci ma che purtroppo ci sono sempre 🙁 , viene naturale dedurre come la la spiaggia vada sempre presa con le pinze. Forse è scontato dirlo ma se avete la possibilità di scegliere, sarebbe meglio una spiaggia larga e con un ampio bagnasciuga che è sicuramente la parte migliore da utilizzare perché ha la sabbia più compatta rispetto al resto.

Volendo considerare i lati positivi dell’allenamento “balneare”, c’è sicuramente da sottolineare che è molto efficace per il potenziamento muscolare per via del fatto che, per mantenere una buona velocità e compensare la perdita di spinta causata dalla superficie “soffice”, è richiesta una forza maggiore. Molto probabilmente però, il vero ed unico vantaggio esclusivo offerto dalla spiaggia è dal punto vista propriocettivo.
Ad ogni passo infatti, la moderata instabilità degli appoggi ci costringe a fare tutti quei piccoli e grandi movimenti di recupero dell’equilibrio. Tutti questi continui adattamenti oltre a migliorare il nostro senso dell‘equilibrio, ci obbligano ad un maggiore controllo della nostra corretta postura con un conseguente miglioramento del gesto tecnico.

Abbiamo quasi fatto! Ancora una strada da fare 😉 e siamo alla fine.

La strada che ci resta da “percorrere” nel nostro caso è proprio come nel famoso detto … l’ultima e la peggiore 😮 e sicuramente la meno naturale che esista! Ovviamente sto parlando dell’asfalto. Correrci troppo spesso senza le scarpe adeguate può essere dannoso per noi, figuriamoci per i nostri compagni a 4 zampe che corrono scalzi. Molto probabilmente però quello che vi lascerà un minimo stupiti, è che la durezza non è poi la sua insidia maggiore.

La cosa che spesso si sottovaluta è che in alcune circostante l’asfalto può essere così rovente da causare delle vere e proprie ustioni ai cuscinetti plantari. Quando la temperatura esterna è intorno ai 30°C anche una normale passeggiata può trasformarsi in una camminata sui carboni ardenti, con temperature della superficie che raggiungono anche i 60°C.

Queste condizioni estreme non sono comunque un grosso problema perché sono facilmente identificabili e quindi proprio per questo, difficilmente pericolose per la corsa a 6 zampe. Mi auguro infatti, che nessuno si azzardi mai ad uscire a correre con il proprio cane con 30°C … asfalto o non asfalto!

Le situazioni potenzialmente pericolose che dobbiamo imparare a riconoscere, sono quelle più normali in cui la temperatura è apparentemente gradevole. Non dimentichiamoci mai che il concetto di gradevole cambia tantissimo tra noi ed il nostro cane e che soprattutto lui respira ad una “quota” molto più bassa della nostra, che risente direttamente dell’influenza del terreno. Sull’asfalto l’aria in prossimità della superficie è molto più calda di quella all’altezza del nostro naso e questo può mettere seriamente a rischio la salute del nostro cane.

Siccome però dobbiamo anche essere realistici, dobbiamo ammettere che evitare completamente l’asfalto è molto spesso impossibile. Ecco perché vorrei cercare di trovare il modo per non demonizzarlo più del dovuto, tentando di far passare il concetto che un suo uso “moderato e consapevole” è comunque possibile. Tra gli aspetti positivi bisogna sicuramente dire che sfruttare saltuariamente la sua consistenza e la sua azione abrasiva, facilita la formazione di un callo che aumenta la resistenza dei cuscinetti plantari. È infatti noto che molti cani abituati a vivere sempre sui pavimenti lisci e a calpestare solo superfici troppo morbide, hanno dei piedi così delicati da abradersi con troppa facilità.

Allora cari amici a 6 zampe di TrailRunning, per uscire da quest’ultimo terreno impervio J e concludere il discorso, diciamo che l’asfalto è sicuramente da evitare completamente nella stagione calda. Nel periodo invernale invece, il suo impiego è possibile ma va ridotto al minimo indispensabile e sempre prestando la massima attenzione ad eventuali segnali di sofferenza che il nostro cane potrebbe inviarci.

Accipicchia! … è stato un PERCORSO 😉 più lungo di quel che immaginavo ma siamo finalmente giunti alla fine!

Adesso avete a vostra disposizione tutte le nozioni necessarie a rendervi ancora più consapevoli di ciò che vuol dire correre a 6 zampe e, come avrete sicuramente notato, nulla va mai preso sottozampa … ops sottogamba .

Bene … vi saluto e mi raccomando, non cambiate strada e rimanete qui con noi

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