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Suunto Ambit 3 Run, la “controrecensione”

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 Le “controrecensioni” di Tommaso de Mottoni

Giornalista di Viaggi ed Enogastronomia, più escursionista estremo che trail runner. Sempre alla ricerca di nuove vie su sentierouno.it

Suunto Ambit3 Run

E’ Il modello base della linea Ambit3, non ha il vetro in cristallo zaffiro, non ha un altimetro barometrico, ha meno memoria e meno batteria rispetto ai suoi fratelli maggiori. Oltre a questo non dispone delle funzioni avanzate multisport della versione Sport e Peak.

Di contro costa circa la metà del modello di punta, con un prezzo consigliato di euro 249.

Sunnto lo consiglia al runner puro, a chi non fa trail running e necessita di un altimetro barometrico preciso, non rischia impatti con rocce che rendono necessario il vetro zaffiro e si accontenta di una limitata autonomia della batteria, ma di contro vuole un orologio affidabile, semplice, leggero, ed economico. Queste le promesse.

Come sempre, quando compriamo un prodotto, facciamo una scelta in modo da ponderare al meglio le nostre esigenze con le promesse che leggiamo sulle schede tecniche. Cosa succede se si compra ed usa un Suunto Ambit3 Run in una ultramaratona in montagna?

Se per correre la Stramilano o la Maratona di Roma è indubbiamente il compagno ideale, non è detto che lo sia dove le ore di permanenza all’aperto si decuplicano e le funzioni altimetriche e barometriche possono essere vitali.

Ed ecco la “controrecensione” di Suunto Ambit3 Run alla 100 miglia d’Istria, dedicata a tutti quei “runner medi” che non fanno della montagna la loro seconda casa, delle ultramaratone il loro terreno favorito, ma che occasionalmente potrebbero trovarsi a correre una gara lunga e con variazioni di altitudine.

I due aspetti fondamentali da valutare sono la durata della batteria e la precisione dell’altimetro, perché sono queste le due funzioni che nell’Ambit 3 Run vengono penalizzate a favore del prezzo minore e che giustificano il prezzo del modello Peak.

Prima di partire, come per tutti i modelli Suunto è consigliabile controllare la configurazione dei sensori e delle schermate. Suunto offre per tutti i modelli compatibili con il suo software la possibilità di configurare tutto online e sincronizzarlo con l’orologio. Funzione decisamente utile per chi si perde tra le schermate mosse dai tastini e le configurazioni direttamente a display.

Imposto il GPS in modalità di risparmio energetico massimo, e allungo la frequenza di registrazione. Questo consapevole di penalizzare ulteriormente la precisione dell’altimetro, che non solo non si potrà basare sul barometro ma avrà anche letture poco frequenti del segnale del satellite. Non contento disabilito la fascia cardio e il collegamento ai sensori.  Il software ora mi promette 28 ore di autonomia.

gps

ecco quindi con un orologio alla base della gamma, ridotto alla base delle funzioni. Le aspettative sono quelle di avere una indicazione sulla velocità, la velocità media, distanza percorsa e altitudine. Insomma, i dati che servono per questo tipo di gara. Sperando di arrivare alla fine caricando la batteria solo una volta.

Durante l’utilizzo si riscontra una inaspettata accuratezza del GPS, non ostante il ridotto intervallo di aggiornamento con informazioni sulla velocità attendibili dopo 20/30 secondi dal cambio di andatura e adattamenti di altitudine con un accettabile grado di precisione dopo circa 120 secondi dallo spostamento verticale. Dati che nulla hanno a che vedere con la precisione immediata di un altimetro barometrico e di un aggiornamento frequente del segnale GPS o meglio ancora un foot pod, ma che per chi corre una ultramaratona possono andare più che bene. Sempre che la durata della batteria ripaghi dal disagio.

clock

Il display indica un passo di 15’40’’ al chilometro, la velocità di salita, ma la foto è stata scattata da fermo. Anche l’altitudine è sfalsata circa del 10% rispetto a quella corretta. Dopo circa un minuto i dati si sono normalizzati.

Questo genere di prestazioni certo non si addicono all’alpinista e anche la leggerezza dei materiali e della cassa non hanno nulla a che vedere con la versione Peak che ha una ghiera in acciaio e vetro zaffiro, ma sono del tutto soddisfacenti per il prezzo pagato.

caricaAll’arrivo, 29 ore e 44 minuti dopo la partenza e con 175 km e 8000 D+ percorsi, guardo il display e vedo ancora il 70% di carica della batteria. Certamente si tratta di un errore, penso. L’orologio si sarà impallato. Con questo pensiero vado a dormire e il giorno successivo lo collego al Moveslink scoprendo che la carica è ancora del 67% e che l’orologio ha correttamente registrato tutto il percorso con un margine di errore davvero trascurabile. Dalla foto possiamo vedere come lo scostamento dal sentiero è di appena pochi metri. Deludente invece la registrazione del dislivello cumulativo, non tenuta dall’orologio in quanto i continui aggiustamenti di altitudine su calcolo matematico da segnale GPS, non ne consentono una misura accurata. Su questa funzione non si può fare affidamento per questo modello.

accuratezza

I risultati ottenuti farebbero venir voglia di ripetere il test con l fascia cardio attiva, e misurarne le prestazioni con il collegamento in funzione. C’è da aggiungere che la nuova fascia di Suunto è decisamente più morbida e confortevole delle precedenti, con spessore ridotto e un sensore dalle dimensioni nettamente inferiori, che consentono di indossarla senza abrasioni. Anche con lo zaino.

fitness

Anche le funzioni fitness non sono da trascurare: Ambit3 Run registra tutti i movimenti del giorno, sommandoli alle attività di allenamento e dando un quadro generale del consumo calorico e del livello di attività su base settimanale.

Suunto Ambit3 Run è un gps sport watch “entry level” che va di gran lunga oltre le promesse che fa e può rappresentare la scelta ideale per il runner e il trail runner che occasionalmente si trovano ad affrontare anche lunghe distanze e terreno montano, andando sorprendentemente oltre le prestazioni dei modelli precedenti e degli equivalenti della stessa generazione della concorrenza.

come nasce la "controrecensione"

Come si scrive una recensione? Si prende il prodotto, si leggono le schede tecniche e lo si testa secondo le sue caratteristiche. Ovviamente nel contesto e con le modalità suggerite dal produttore. C’è anche chi si arroga l’onere di compararlo con l’equivalente della concorrenza, ma questo scontenta tutti. Sia gli uffici stampa che elargiscono materiale, che i consumatori che nel leggere recensioni mai troppo critiche e blandamente accondiscendenti, scoprono poco di più di quanto potrebbero leggere dal sito del produttore.

Da qui l’idea delle “controrecensioni”. Non hanno la pretesa di essere esaustive, non sono fatte da un tecnico certificato o da un top runner specializzato, non sono nemmeno fatte nel contesto di utilizzo ideale del prodotto. Nulla di tutto questo.

Le “controrecensioni” raccontano un prodotto, usato da un utente medio, nelle condizioni in cui realmente si può trovare, condizioni che non sono mai quelle ideali descritte nelle schede tecniche.

Un esempio per intenderci, che vale per tutti: chi di noi ha mai posseduto uno smartphone con una batteria che duri di più o quanto dichiarato dal produttore?

Commenti (4)

  1. Paolo Galante scrive:

    100 miglia d’Istria, runner medio???? Sticaxxi !!!!!

  2. andrea scrive:

    meglio ambit 3 run o fenix 3 per 1 runner?

  3. Cristofer Hassan scrive:

    Salve, ho trovato la controrecenisione interessante. Vorrei fare solo un appunto, se non sbaglio quello in foto non è il sunnto ambit 3 run ma piuttosto la versione sport.

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