Instagram Twitter Facebook Vimeo Youtube
Home » Articoli » Trail dei Fieschi, un viaggio nel passato

Trail dei Fieschi, un viaggio nel passato

Non lontano dalla frenesia e dalla confusione della città, nel meno conosciuto entroterra ligure, c’è un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato. Qui fiumi tumultuosi scorrono verso mare incidendo profonde valli, i boschi rigogliosi di querce e castagni donano ancora i loro frutti e la vita segue il ritmo lento delle stagioni. Un territorio unico, dove pinnacoli rocciosi si innalzano quasi a voler toccare il cielo. Sculture dalle più svariate forme che risuonano al soffiare del vento, canne di un magico organo modellate da una sorprendente artista, la natura. A difesa di questo regno misterioso si erge un castello invisibile, incastonato come una gemma preziosa nella dura roccia, le cui fondamenta sembrano emergere dalla terra stessa. Un regno di storie e antiche leggende che raccontano di cortigiane e cavalieri, di diavoli e tesori, di streghe e contadini.

In autunno, quando i raggi del sole iniziano ad affievolirsi e il cielo a sfumare in grigio, mentre gli alberi si vestono dei colori caldi della terra e gli animali si preparano al rigido inverno, questi luoghi diventano protagonisti di una magica avventura il Trail dei Fieschi. Una corsa di 23 Km di single track, antiche mulattiere e passaggi in ferrata, per un dislivello positivo di 1.500 m. Un viaggio fantastico tra castagni secolari, castelli medioevali e rocce di conglomerato in Valle Scrivia nel Parco naturale regionale dell’ Antola.

La vicinanza alla città, i luoghi spesso isolati, la tradizione contadina che ancora contraddistingue il paesaggio e la storia legata ai suoi territori, fanno si che il Parco dell’Antola   sia uno dei luoghi più amati dai genovesi. Una delle mete escursionistiche preferite è il monte omonimo. Con i suoi 1.597 m di altitudine e il suo profilo rotondeggiante, non è certamente una montagna degna di nota, ma nel periodo primaverile, come per magia, si ricopre di splendide fioriture di narcisi, orchidee, genziane, gigli, ranuncoli. Uno spettacolo unico da cui il nome Antola dal latino “Anthos” fiore.

Per la sua posizione geografica a cavallo delle valli Stura e Scrivia, il Parco dell’ Antola é stato sin dai tempi antichi un importante crocevia di strade, utilizzate per spostamenti stagionali e scambi commerciali e culturali con il vicino Piemonte. Un illustre passato che ha lasciato tracce evidenti su tutta l’area: sentieri e mulattiere, rovine di castelli feudali, ponti romani, mulini e antichi borghi rurali.

Il territorio del Parco dell’Antola è per lo più caratterizzato da profili sinuosi e deboli pendenze, fa eccezione la valle Scrivia dove affiora prepotentemente il conglomerato di Savignone, un aggregato di ciottoli di varie dimensioni cementati tra loro da un matrice più fine. Ma l’ apparenza non deve trarre in inganno, dietro questo aspetto incoerente si nasconde in realtà una roccia molto dura e resistente all’erosione. Questa caratteristica ha influenzato pesantemente la morfologia della valle, che si presenta stretta e dirupata, con pinnacoli e torrioni rocciosi. Paesaggi unici e suggestivi che hanno condizionato nel tempo lo spirito identitario e culturale dei suoi abitanti. Il rilievo più caratteristico è le rocche del Reopasso, una cresta di conglomerato, in gran parte priva di vegetazione. La punta più alta ,957 m, è detta Carrega del Diavolo per la conformazione che ricorda una enorme sedia. Numerose sono le leggende legate a questo luogo. Tra tutte, forse la più famosa è la storia di Filippin, morto suicida gettandosi dal Reopasso, di cui si dice che la sua anima si aggiri ancora tra le gole e le rupi emettendo cupi lamenti. Una delle maggiori attrattive del Parco dell’ Antola è il Castello della Pietra, un antica fortezza costruita su uno sperone roccioso, incastrato fra due torrioni di conglomerato che ne costituiscono i naturali bastioni. Una simbiosi perfetta con la natura che lo cela alla vista di potenziali nemici.

I versanti rocciosi si alternano a castagneti che per i loro frutti altamente nutritivi hanno rappresentato fino alla metà di questo secolo una delle risorse più importanti per le popolazioni rurali. Le castagne, essiccate in caratteristiche costruzioni di pietra (seccherecci), ancora visibili nei boschi o nei pressi delle abitazioni, erano macinate nei numerosi mulini e trasformate in farina, utilizzata per arricchire minestre o preparare dolci. Questa tradizione è ancora presente in valle Scrivia, come testimoniano alcuni dei prodotti tipici locali quali il castagnaccio,  il panettone con farina di castagne e il quadrello di castagna.

Il Trail dei Fieschi è  un modo diverso per visitare l’entroterra Ligure, un occasione per conoscere le bellezze naturali e culturali , ma anche la vera anima di questo territorio e della sua gente.  Attraverso questo Trail scoprirai luoghi unici e misteriosi, castelli antichi e ville storiche, ma soprattutto apprezzerai l’accoglienza ligure. Nonostante le apparenze,  non sempre  “la torta di riso è finita” , basta correre!!

Commenti (2)

  1. Paolo scrive:

    complimenti un articolo fantastico che rappresenta perfettamente il Nostro territorio.
    Leggere delle parole ed un pensiero tale viene solo voglia di andare a visitare tutti questi fantastici posti.
    Grazie Tatiana

    • Tatiana scrive:

      Grazie a te Paolo per i complimenti. Parole che dette da una persona che vive davvero il territorio e la realtà locale valgono molto di più. Essere riuscita a trasmette almeno in parte la bellezza e il calore delle persone che abitano questi luoghi e che spesso non vengono compresi mi riempie di gioia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *