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TRAIL E MOLTO ALTRO…CON IMPOSSIBLE TO POSSIBLE

 In Italia per la prima volta!

i2P italiaA distanza di un mese dal primo evento Impossible to Possible Italia, ho sicuramente una visione più “grandangolare” di ciò che è stato e del segno che ha lasciato in tutti noi quella settimana così speciale!

Avventura, impegno, condivisione, fratellanza, divertimento, fatica, soddisfazione… tutto questo e molto di più si è respirato giorno dopo giorno, km dopo km, lungo i sentieri stupendi della Valtellina, tra Bormio e Livigno, toccando con mano una natura ancora meravigliosamente (quasi) inattaccata dall’uomo.

Per gli amanti dei numeri, i km totali sono stati circa 200, in quattro giorni, con più o meno 1000 m di dislivello positivo al giorno. Nulla di ché, diranno i trailers più esperti, tantissima roba per i ragazzi fortunati che hanno potuto prendere parte a questa spedizione.

Cinque giovani tra i 21 e i 27 anni fino a quel momento, tranne uno, praticamente a digiuno di trailrunning, tranne una preparazione minima impartita loro nelle settimane precedenti.

Per chi ancora non lo sapesse, Impossible to Possible è un’organizzazione no-profit fondata dal canadese ultrarunner Ray Zahab; ogni anno, nei luoghi più interessanti del pianeta dal punto di vista naturalistico e scientifico, team di 6-7 studenti affrontano qualcosa come una maratona al giorno, per una settimana, studiandosi il percorso su gps e sostenendosi a vicenda.

Certo alle spalle o comunque poco dietro, è sempre presente il team di supporto, di cui lo stesso Ray fa parte, ma la sfida è in mano loro; cosa ancor più bella, ad ogni fine tappa i ragazzi (siamo pur sempre nell’era tecnologica) dopo aver sviluppato tematiche ambientali con guide del posto, possono collegarsi con più di cento scuole sparse in America e nel mondo, per condividere i loro studi con chi sta in classe. Tutto questo per loro è gratuito. In tutto, dall’inizio alla fine, grazie ad importanti sponsor che credono fortemente in questo format educativo.

Stefano GregorettiLa stessa cosa è accaduta in Italia a fine luglio scorso. Anche qui Ray ha voluto essere presente, tenere a battesimo l’inizio di un’avventura che sicuramente avrà un seguito, grazie soprattutto al promotore di questa bella realtà, Stefano Gregoretti.

Anche lui ultrarunner instancabile e grande amico e compagno d’avventure di Ray. Stefano ha raggruppato in poco tempo un team eccezionale sia tra i ragazzi partecipanti che tra gli organizzatori della spedizione a tappe. Tutto è stato perfetto, dalla scelta dei sentieri, al montaggio e smontaggio dei campi base, dai cambusieri alla conoscenza naturalistica del territorio.

Ma ciò su cui vorrei porre l’accento è semplicemente il segno che tutto questo ha lasciato nei ragazzi, perché nei più grandicelli, tutti tra l’altro appassionati di trail e montagna, l’entusiasmo e l’energia era già palese molto prima della partenza!

Non sapevano bene a cosa sarebbero andati incontro, di certo sapevano che avrebbero fatto fatica !

Camilla, Enrico, Ivan, Giulio e Alessandro, fin dalla prima tappa si sono messi totalmente in gioco raggiungendo in una settimana un feeling un’amicizia e una fratellanza che dovrebbe essere d’esempio per tanti. Da subito hanno preso ispirazione dai racconti dei “big” che erano insieme a loro; Ray, Stefano, Marco Berni, Michele Pontrandolfo… ne avrebbero avute da raccontare per settimane intere.

Bello sentire le domande che le gesta di questi avventurieri suscitavano nei ragazzi; domande così profonde quanto inaspettate. Ma questo più che altro la sera… sui sentieri il fiato serviva per altro; i sensi tutti allerta per catturare ogni scorcio o panorama che le Alpi Valtellinesi potevano offrire.

Tutti hanno completato sia le tappe giornaliere (nonosI2P Italiatante qualche dolore e qualche vescica) che il traguardo finale, in piazza a Livigno, dove ad accogliere l’entrata trionfale dei ragazzi sono stati gli ospiti degli Adventure Awards Days, di scena proprio in quei giorni.

Bellissimo sentire i loro racconti sul palco, soddisfatti e felici della loro impresa, del rapporto tra di loro e con il team di supporto. Entusiasti, carichi e desiderosi di raccontare agli altri la loro piccola grandissima avventura, verso sé stessi e la propria fatica, in un ambiente di una tale naturale bellezza.

Far appassionare una volta di più alla montagna e al mondo trail questi ragazzi, suscitare in loro il desiderio di continuare questo sport ed anche di tentare imprese più difficili, credo sia la soddisfazione più grande. Lasciare un ricordo indelebile che possa essere d’aiuto in momenti della vita che certo non è sempre facile.

E questo la montagna lo racconta molto bene; la salita è dura, a volte durissima, ma sai che non può durare per sempre, che si scenderà e soprattutto che la fatica renderà la gioia dell’arrivo ancora più forte, che sia esso un traguardo o un panorama incredibile offerto all’improvviso alla vista.

Ecco, ci piacerebbe raggiungere tantissimi ragazzi con questa bella iniziativa; gli sponsor ci stanno aiutando, le energie non mancano. Sarebbe bello che proprio i più pigri o svogliati della vita accogliessero questo invito, anche quelli che pensano come impossibili per loro, avventure di questo genere. Perché la ricchezza che ti lasciano non si compra da nessuna parte. Si conquista con le proprie forze. E se non cade nell’oblio dura per sempre. Sono certa che per i nostri primi ragazzi i2P Italia, sarà così.

www.impossible2possible.com  Pagina FB: Impossible 2 Possible Italia

Grazie agli sponsor:

Asset Bank, New Balance, Ferrino, Agisko, Riccione Piadina, Universum Klub Pasini, Trebarrabi Back to Basic, Canada Goose.

Commenti (2)

  1. davide scrive:

    complimenti vivissimi ai ragazzi che hanno partecipato,agli organizzatori e all’ideatore del progetto.sono un amante della montagna,mi piace il trekking e la mtb e condivido totalmente l’ultima parte dell’articolo,quello che la montagna regala è indescrivibile,vincete la noia e buttatevi nella natura,ne rimarrete entusiasti!!!

    • Laura Galli scrive:

      Grazie Davide! Sì la montagna è una bellissima sana “dipendenza”.. Speriamo sempre più giovani e non giovani ne vengano attratti. Perché crediamo proprio sia scuola di vita. CIAO!”

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