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Una fame … da lupi

Emanuele Gambacciani
Biologo Nutrizionista

Avete presente il comportamento alimentare di un leone, di un lupo e magari di un orso?

Ebbene questi animali rispondono alle loro sensazioni di fame e sazietà in modo completamente diverso dall’uomo moderno, iniziano la caccia nel momento in cui avvertono la fame, mangiano quantità enormi di cibo qualora ve ne sia la disponibilità.

Nessun animale si sognerebbe lontanamente di sprecare energie per cacciare inutilmente; i predatori decidono invece di alzarsi e cercare cibo solo nel momento in cui le riserve stanno per finire, nel momento in cui avvertono la sensazione di fame !

Da quel momento possono passare alcune ore, ma anche alcuni giorni, dovranno essere sprecate energie sia per la ricerca che per l’uccisione della preda ma, nonostante ciò, nessun animale “sano” e quindi “non infortunato”muore di fame in Natura.    

Che c’è di strano? Beh di strano c’è che innanzitutto bisognerebbe cominciare ad avere la consapevolezza che nel momento in cui avvertiamo la fame significa semplicemente che il nostro organismo sta entrando nella “modalità riserva“, in poche parole che non stiamo morendo di fame. A molti può sembrare una banalità ma è bene sottolinearlo.

E poi di strano c’è che oggi l’uomo moderno non caccia e non raccoglie più, potrebbe sembrare un’altra banalità ma questa invece non lo è assolutamente !

L’Uomo moderno nel momento in cui avverte la fame non fa altro che aprire un cassetto e mangiare, qualcuno potrà pensare di ritardare il pasto di una decina di minuti cucinando un bel piatto di pasta, i più sfortunati dovranno recarsi al supermercato per comprare qualcosa !

Tempo massimo intercorso tra la sensazione di fame e inizio del pasto massimo venti minuti….

Succede poi che spesso, anzi quasi sempre mangiamo per abitudine, per convenzione ma anche per noia, mangiamo alimenti trasformati e non adatti alla nostra specie, mangiamo perchè i migliori nutrizionisti di consigliano di farlo almeno ogni tre/quattro (conoscete la storiella dei cali di zucchero…).

Mangiamo così spesso e così male che diventiamo schiavi del cibo, non mangiamo più per soddisfare una nostra necessità, una esigenza fisiologica, ma per soddisfare una nostra dipendenza.

Non ci credete ? Sapete cosa succede ad un gruppo di topi che per 15 giorni mangiano solo “cibo spazzatura”se poi viene riproposto loro il loro “cibo normale”? Beh, muoiono di fame, non riconoscono più il loro cibo come cibo e si rifiutano di mangiarlo.

Credete di non far parte anche voi di questo “esperimento”?  Ve lo auguro, ma purtroppo ci siamo, chi più chi meno, tutti dentro.

Quindi mi potreste chiedere ora qual’è il senso di questo articolo? Il senso è semplicissimo, creare quantomeno la consapevolezza in chi legge che la civilizzazione ci ha allontanato da molte sensazioni che hanno reso l’uomo UMANO, l’Uomo ha sempre sofferto la fame prima dell’avvento dell’agricoltura semplicemente perchè era sottoposto, come tutti gli animali che “devono conquistare il proprio cibo”a periodi di carestia e periodi di abbondanza.

Molto probabilmente il nostro comportamento alimentare è stato molto simile a quello degli attuali lupi e leoni, grandi abbuffate probabilmente anche oltre il senso di sazietà alternate a giorni con poche risorse disponibili.

Oggi è impossibile riproporre quello “stile di vita” ma  sappiate che ricercare quelle vecchie sensazioni che ci hanno accompagnato durante tutta la nostra evoluzione non può farci altro che bene: camminare e correre immersi nella Natura, oziare per giorni interi prechè non c’è niente da fare, patire la fame per poi soddisfarla con grandi abbuffate a base di frutta, verdura e proteine nobili non possono far altro che farci risentire donne e uomini appartenenti alla specie Homo sapiens, cacciatore raccoglitore (fino a poco tempo fa).

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