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Una maestra, da un’aula di scuola all’ultra trail Dolomiti Sky Run

Roberta Balcon

Insegnante, trailrunner

Un saluto di gioia a tutti voi !

Mi chiamo Roberta Balcon, ho 40 anni, sono la mamma di Alessandro (7 anni) e di Francesco (10 anni),  vivo  Belluno, la splendida cittadina ai piedi delle Dolomiti circondata dalle prealpi Bellunesi e dal gruppo della Schiara.

Amo le mie zone e adoro perdermi in mezzo alla nostra magnifica natura.
Nella vita insegno, faccio la maestra nella scuola primaria di Limana, facente parte dell’Istituto comprensivo di Trichiana.

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Sono una donna semplice, una donna normale con una gran voglia di vivere, mi piace tantissimo correre e stare all’aria aperta.

Vi scrivo per raccontare il mio viaggio durato poco più di 29 ore, ma vissuto intensamente, che ha ripercorso la mia vita.

Sono appassionata di corsa e quest’anno il 1° luglio (compleanno di mio padre) ho partecipato ad un ultra trail  la “DOLOMITI SKY RUN ” (ciò una gara di corsa lunga, molto lunga….130 km con 10.000 m di dislivello) che ripercorre la famosissima alta via delle Dolomiti numero 1, con partenza da Ferrara di Braies e arrivo a Belluno.

La gara va a toccare le montagne più belle del mondo, circondate da luoghi incantati che non conoscono tempo, ricche di leggende e di storie di guerre. Si passa per la croda del Becco, per i leggendari luoghi dei fanes, si scollina per la forcella del lago, con le imponenti Tofane e il Lagazuoi (luoghi vissuti dai soldati durante la Grande guerra) si vanno a toccare i passi Falzarego e Giau passando per le terre dove è stato rinvenuto l’uomo paleolitico di Mondeval, si ripercorre la Transcivetta sotto le pareti della Civetta, della Moiazza, poi di nuovo al passo Duran per poi attaccare l’ultima tappa che regala scenari mozzafiato dei Van de Zità (un paesaggio lunare, fuori dal mondo) e dei percorsi vertical con dislivelli elevati del Gravedel e poi sempre di corsa fino a Belluno.

Definisco questa gara un’ impresa e devo ancora rendermene conto di averla portata a termine con lucidità: primo perchè non ho mai percorso così tanti km (massimo ero arrivata a 60 km in una gara ( IL Trail dell’Alpago dove ero arrivata seconda) e la gestione di una gara così lunga, definita  la più dura, proprio per l’elevato dislivello, era per me un’incognita : mi chiedevo “Chissà se il mio fisico e la mia testa reggeranno ?”  Secondo, il meteo che quest’anno è stato imprevedibile.

Infatti quasi subito abbiamo preso la pioggia , ma per fortuna è durata poco. Io ho schivato un violento temporale, ma alcuni concorrenti dietro di me sono stati costretti a bloccarsi per diverso tempo.

Non è da molto che corro, circa una decina d’anni , con la nascita di Francesco. Prima praticavo subacquea, sci di fondo e mi divertivo a fare lunghe camminate in montagna. Poi è scoccata la scintilla per la corsa in montagna quando ho conosciuto Gianpaolo Sani, grande conoscitore delle nostre zone, soprattutto quelle più solitarie e nonché scrittore di libri. Con lui ho condiviso moltissime uscite sia a piedi che con gli sci d’alpinismo. Mi ha fatto conoscere paesaggi lunari inimmaginabili.

I miei genitori hanno trasmesso a me e ai miei fratelli l’amore per la montagna e mio padre, grande amante di fiori, si divertiva ad insegnarmi a riconoscerli.

Adoro perdermi nei percorsi delle nostre zone, ma avendo sempre i tempi contati perchè i figli hanno la precedenza, quale modo migliore della corsa per raggiungere cime in breve tempo ?

Così sveglia presto anche alle 4 del mattino, mi infilo le scarpe da ginnastica e lo zainetto, allenamenti fino alle 7  e poi subisco la metamorfosi: doccia, colazione ai ragazzi, scarpe eleganti, una sistemata, borsa con i quaderni e poi tutti a scuola.

Entri in aula ricca di vita con la gioia negli occhi per quello che hai vissuto, per come ti senti e per quello che andrai a fare.

La corsa ti cambia la vita anche se ti provoca una sorta di dipendenza maniacale. E’ da quando avevo 10 anni che desideravo percorrere l’alta via, l’ho sognata e così arrivata ai 40 anni mi sono detta “Ora è il momento giusto per realizzare il sogno “.

Lo scorso anno insieme a Gianpaolo e ad Andrea Buiatti avevamo partecipato alla SKY RUN in staffetta e ci era andata proprio bene: eravamo arrivati secondi come staffette miste.

Quest’anno io e Gianpaolo abbiamo pensato di iscriverci decidendo di percorrerla tutta, in solitaria: 130 km con 10.000 m di dislivello !

Così abbiamo condiviso gli allenamenti. Appena avevamo un po’ di tempo ci immergevamo in percorsi davvero impegnativi affrontando notevoli dislivelli: Gianpaolo mi ha fatto conoscere un mucchio di luoghi e grazie a queste uscite, che noi chiamavamo “I bombardoni”, proprio per l’elevato dislivello ed impegno, sono riuscita ad aumentare la mia resistenza.

A maggio, abbiamo anche partecipato al “Gran rail delle Prealpi Trevigiane” 70 km in staffetta e anche questa volta siamo arrivati secondi.

Durante la Sky Run ho cercato di controllarmi molto, concentrandomi su quello che stavo facendo: bevevo spesso e mangiavo qualcosina ogni mezz’ora. Un momento di crisi l’ho avuto mentre stavo raggiungendo il Coldai, sotto la Civetta, al crepuscolo,quando la notte incominciava a lasciare spazio alla nuova luce. Ormai stavo correndo da dodici ore senza dormire e il mio fisico forse mi stava parlando. Ho tenuto duro ho superato la difficoltà e dopo circa due orette con il sole ho ripreso le forza.

E’ stato molto emozionante trovare la mia super famiglia lungo il tragitto: anche se non hai tempo di fermarti, l’unione fa la forza e sentire l’abbraccio dei tuoi genitori ti dona una carica energetica eccezionale.

A quindici km dall’arrivo, oltrepassata l’ultima forcella (forcella Tanzon), con gambe provate, ho alzato gli occhi e come per miraggio ho trovato mio fratello Tiziano ed Andrea, l’allenatore della Piave 2000 che mi aveva dato qualche dritta sulla preparazione, attendermi. Mi hanno fatto da apripista negli ultimi km tutti in discesa: siamo volati e in meno di due ore, tra ripidi pendii, sentieri tra boschi  e guado di un torrente sono arrivata a Belluno tagliando il traguardo con i miei figli per mano. Ho pianto dalla commozione, dalla gioia. Noi donne quando vogliamo qualcosa, con determinazione e tantissimo impegno, prima o poi la otteniamo.

Questa avventura mi ha insegnato che anche se l’ho vissuta in solitaria ho avuto accanto a me la mia splendida famiglia e i miei amici che mi hanno sostenuta: un grazie di cuore a tutti.

Ora stiamo organizzando insieme al gruppo Insieme si Può e agli scout di Belluno un pellegrinaggio che parte dal Duomo di Belluno e arriva a Vittorio Veneto, al santuario di Santa Augusta, 35 km per 1200 m di dislivello. Partiremo il 22 di agosto alle 5 del mattino e arriveremo a destinazione, per comodi sentieri, nel pomeriggio. Sono una grande appassionata di storia locale e ho trovato in un antico bollettino parrocchiale questo percorso. Anche questa volta grazie alla collaborazione delle persone un altro sogno si sta realizzando.

Commenti (1)

  1. Carlo Alberto Cegan scrive:

    CHE BELLO. ANCHE IO MI STO APPASSIONANDO ARRIVANDO UN PO TARDI AL TRAIL CHE E’ UNA VERA DISCIPLINA DELLA MENTE.
    CORRO PER MIGLIORARMI E SOPRATUTTO IN QUOTA TROVO QUELLA DIMENSIONE CHE MI APPARTIENE.
    BRAVA

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