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Una rivoluzione alimentare ?

MIchele Graglia

Ultrarunner, Autore, Preparatore Atletico, Nutrizionista Sportivo

 

Ci sono sempre nuovi trend e diete “rivoluzionarie” che ci vengono proposte quasi come soluzioni innovative per ridurre la pancia, togliere quei chili di troppo e renderci super atleti dall’oggi al domani.

Purtroppo pero’, nella maggior parte dei casi, questi approcci intensivi falliscono e si trasformano troppo spesso in una restrizione gestibile solo per un breve, se non brevissimo periodo, per poi mollare di botto e ritrovarsi a mangiare le solite vecchie cose e riprendere in un istante tutto il peso perso.

Ho sperimentato moltissimo su me stesso nel corso di questi ultimi anni per capire e trovare quale fosse il modo migliore di nutrire il proprio corpo per poterlo rendere più forte e soprattutto più sano. Dopo innumerevoli ricerche e studi fatti (sono infatti Nutrizionista Sportivo certificato presso la USA Track & Field) sono arrivato alla conclusione che non ci serve nulla di troppo complesso, basta semplicemente tornare alla nostra vera NATURA.

Il modo ideale di alimentarci e’ infatti scritto nel nostro DNA e nel percorso evolutivo che abbiamo affrontato come esseri umani, in centinaia di migliaia di anni quando, come uomini primitivi, si viveva di tutto ciò che la Natura poteva offrirci. Verdura, tuberi, bacche, semi, frutta secca e grassi vegetali erano la nostra primaria fonte di sostentamento. La frutta, il miele e tutti gli zuccheri semplici erano saltuari, considerati quasi come un “regalino” che la Natura ci offriva occasionalmente in determinati momenti dell’anno. Anche la carne e il pesce non erano cibo di tutti i giorni perché, come ben sappiamo, la caccia non sempre andava bene.

I prodotti derivati dall’agricoltura come il grano e i cereali sono stati introdotti solamente con la rivoluzione agricola, per sfamare più bocche e sostentare una società sempre più numerosa. Parliamo di circa 10.000 anni fa, che, per il processo evolutivo della nostra specie, sono davvero “attimi”. C’era più da mangiare sicuramente ma è da lì che sono subentrati fattori critici come malattie, infiammazioni e corpi sempre più deboli. Distanziandoci sempre più dalla nostra grande Madre con tutti i prodotti raffinati e impacchettati che ad oggi inondano gli scaffali dei nostri supermercati.

Sta di fatto che la “famosa” Piramide Alimentare introdotta negli anni ’70, altro non e’ che il risultato di studi finanziati da multinazionali americane, operanti nel campo del mais e del grano per chiaramente, spingere di più i loro prodotti. Non solo, il nostro giro vita ha raggiunto dimensioni spropositate ma si e’ sempre più deboli, spossati e malati proprio per il cibo che ingeriamo quotidianamente.

La metabolizzazione del carboidrato semplice, infatti, crea infiammazione a livello cellulare e una grande acidosi fisiologica che sono la prima grande causa del boom di tumori scaturito, guarda caso, dagli anni ’70 a questa parte.

Un altro fattore critico da tenere in considerazione è il costante incremento del peso corporeo, soprattutto delle nuove generazioni.

Questo non a causa di problemi metabolici bensi’ dovuto principalmente a dosi esorbitanti di zuccheri semplici che si trovano un po’ ovunque nella stile nutrizionale classico, a partire da tutti i prodotti raffinati, impacchettati, a lattine e bibite gassate, ecc…

Questo trend negativo diventa ancor più autodistruttivo a causa dello stile di vita altamente sedentario della società moderna.

Dato il poco movimento fisico che si fa, infatti, tutti gli zuccheri semplici che vengono assorbiti dal sistema digestivo vengono “messi da parte” dal fegato sotto forma di grasso. Il corpo, una volta ricevuto questo “carburante”, non sapendo che farsene, spara insulina (ormone che crea grande dipendenza) tramite il pancreas per regolare i livelli di zucchero nel sangue e creare delle scorte da utilizzare quando necessarie.

Questo processo chiaramente non solo aggiunge centimetri al giro vita ma e’ la causa primaria di quella costante sensazione di fame che ci porta a contare le ore tra un pasto e uno snack, o caffè con zucchero, per poter arrivare a fine mattinata.

Questa dipendenza vera e propria e’ causata proprio da questo processo ed è parte inevitabile del nostro percorso evolutivo che ci ha permesso di vivere e sopravvivere anche nei momenti più difficili della nostra crescita in esseri umani.

Quindi, per concludere, non si diventa grassi perché si mangiano i grassi, bensì perchè si mangiano troppi zuccheri che poi non vengono mai bruciati

E, quello che e’ ancor peggio, e’ il fatto che il nostro corpo, assuefatto dall’insulina, continua a richiedere altro cibo (zucchero e/o carboidrato semplice) non sentendosi mai sazi anche dopo aver mangiato. E’ terribile, una spirale negativa istigata dall’industria alimentare per creare dipendenza da questi cibi e volerne sempre di più, costantemente.

Gli approcci sono molti per distaccarsi da questo vortice e negli anni anche grandi studiosi e nutrizionisti di spicco come Tim Noakes sono arrivati alla conclusione che eliminare tutti gli zuccheri semplici, i grani, cereali e i prodotti raffinati, non solo permette al corpo di ritrovare il suo bilancio fisiologico e apporto nutrizionale, ma di avere un rilascio energetico molto più duraturo e costante.

Il tipo di Nutrizione che ho adottato da diversi anni a questa parte e’ chiamato LOW CARB, HIGH FAT. Quindi TANTI grassi  (oli, frutta secca, semi, avocadi e occasionalmente pesce grasso come il Salmone) e POCHI carboidrati (per lo più complessi e di origine vegetale come insalate verde scuro, verdura fresca e poca frutta). Un approccio di fatto molto simile alla famosa dieta paleo anche se l’assunzione di proteine e’ moderata in questo caso, per permettere al nostro organismo di ottimizzare al meglio il metabolismo lipidico e avere una fonte praticamente inesauribile di energia. Immaginiamo la Piramide Alimentare CAPOVOLTA!

Risultato: un corpo più forte, resistente, senza infiammazioni, meno prone a infortuni e con un focus mentale straordinario.

Non dovendo essere succubi di picchi iperglicemici seguiti da devastanti cali ipoglicemici come spesso succede dopo aver mangiato pasta, pane, pizza, ecc…

Questo cosa comporta per i nostri amici corridori? Che non si picchierà più nel “muro” durante la maratona perché il corpo può, idealmente, correre per sempre! E’ nella nostra Natura, richiede solo di essere riscoperta per raggiungere il nostro vero potenziale !

Foto in evidenza di Dino Bonelli 

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Commenti (5)

  1. Marco scrive:

    A quando un bell’incontro per parlare al meglio di questo argomento?
    🙂

    Marco

  2. Sabrina scrive:

    Ciao Miky, il tuo libro è bellissimo! Due domande, per curiosità:
    1) perchè poca frutta?
    2) verdura cotta o cruda?

    Buona vita!!!

    • Michele scrive:

      Ciao Sabrina!! Mi fa’ molto piacere e ti ringrazio davvero tanto!
      Certo, la frutta contiene parecchio zucchero (fruttosio) e quindi sarebbe meglio limitarla.
      Personalmente preferisco la verdure cruda ma a volte la faccio al vapore, al forno o tipo stir-fry in padella con dell’olio di cocco…deliziose!!!

  3. Giulio scrive:

    ciao interessante questo tipo di alimentazione ma quindi neanche riso integrale ? facendo un lavoro pesante oltre lo sport ho sempre il dubbio di rimanere senza energia ! ci sono in caso delle linee guida su come impostare o avere spunti su questo tipo di alimentazione e dove posso trovare il tuo libro? grazie

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