Chi non prova un brivido correre lungo la schiena al solo pensiero di incontrare lungo il sentiero una “pericolosissima” vipera?  In realtà la vipera costituisce per l’escursionista un pericolo davvero molto remoto. La vipera non è un animale aggressivo, anzi di indole pacifica predilige la fuga all’attacco, non ama mordere per difendersi, conserva il suo prezioso veleno, per cacciare le sue prede.

 

La Vipera un animale bistrattato, ritenuto mortale e pericolosissimo al punto d’essere usato come un’arma.

Le specie di vipere italiane sono quattro, Vipera aspis, Vipera berus, Vipera ursinii e Vipera ammodytes, affiancate da almeno tre sottospecie del genere Aspis, Vipera aspis francisciredi, Vipera aspis hugyi e Vipera aspis montecristi, anche se le ultime indagini genetiche tendono a considerare le ultime due come un’unica sottospecie, si ritiene, infatti, che la sottospecie montecristi altro non sia che una hugyi introdotta addirittura dai fenici sull’isola dell’arcipelago toscano, all’epoca le vipere erano utilizzate come vere e proprie armi e venivano “lanciate” durante gli scontri navali in quantità sulla tolda delle navi da battaglia per gettare la ciurma nemica nello scompiglio.

Come riconoscere una vipera, quali sono le caratteristiche che la differenziano dagli altri serpenti?

La vipera si riconosce soprattutto per la relativa lentezza dei movimenti, sono animali piuttosto tozzi con la coda tronca e con l’apice della coda ventralmente colorato di un colore molto vivace rosso, giallo o arancio, hanno pupille verticali a differenza degli altri serpenti italiani, la colorazione della pelle non è utile al riconoscimento poiché estremamente variabile dal grigio al rossiccio sino all’azzurro verdastro, esistono animali completamente neri e altri molto chiari, in genere una popolazione di vipere assume colorazioni simili a quelle del terreno che frequenta, le squame delle vipere sono dotate di una piccola cresta il che le rende ruvide, la vipera risulta al tatto molto gradevole, è asciutta per nulla viscida anzi zigrinata, le squame della testa sono grandi quanto quelle del resto del corpo mentre negli altri serpenti sono molto più grandi e ricordano quelle delle lucertole.

Il veleno delle vipere è lo strumento con il quale questi ofidi si procacciano il cibo, da esso dipende la loro sopravvivenza.

Le vipere sono dotate di un paio di ghiandole che producono e contengono un veleno molto efficace, utilizzato per catturare gli animali dei quali si cibano, la vipera è un animale piuttosto lento, non riuscirebbe a raggiungere i ratti e le lucertole, gli altri serpenti sono in grado di inseguire le prede ovunque sul terreno e sugli alberi fin dentro le tane profondamente nel terreno, mentre le vipere si arrampicano a fatica e non sanno lanciarsi in vertiginosi inseguimenti, la loro unica possibilità è il veleno che dalle ghiandole velenifere viene “spruzzato” attraverso le zanne canicolate all’interno del corpo delle prede. E’ un veleno emotossico che produce alterazioni profonde nel sangue ma anche neurotossico, in grado cioè di danneggiare gravemente il sistema nervoso, per ratti e lucertole è davvero micidiale, e lo sarebbe anche per l’uomo se fosse iniettato nella giusta quantità.

Quanto è pericoloso per un essere umano il morso della vipera? Non tutti siamo esposti allo stesso modo, bimbi e persone debilitate corrono rischi maggiori, ma sono soprattutto i cani a essere in pericolo.

 Una Vipera Aspis, può iniettare una quantità di veleno da 8 a 20 mg, qualche volta la vipera morde addirittura a “secco” senza iniettare alcunché, per la vipera il veleno è molto prezioso e tende a non utilizzarlo per difendersi ma solo per la caccia, quindi di volta in volta “decide” la quantità di veleno da inoculare, per un topo poco veleno, per una lucertola pochissimo veleno, addirittura può scegliere se utilizzare solo una delle due ghiandole velenifere, ottimizzando il morso per risparmiare la preziosa sostanza che le garantisce la sopravvivenza. La dose letale per un essere umano si attesta intorno a 1 mg/Kg, in altri termini per uccidere un uomo di 80 Kg sarebbe necessario tutto il veleno di almeno 4 vipere. Difficilmente il veleno di una vipera riesce a uccidere un essere umano, i bimbi, a causa della piccola massa muscolare, sono però a rischio e lo sono anche i portatori di malattie cardiovascolari. Anche i nostri amici a quattro zampe, che spesso ci accompagnano nelle escursioni, possono essere uccisi dal veleno della vipera, per prevenire pericolosissime morsicature è necessario tenere sempre i nostri cani al guinzaglio, magari molto “lungo” ma sempre sotto controllo. In Italia subiscono il morso della vipera 250 persone l’anno e in media si verifica un solo decesso, molto meno dei decessi dovuti alla puntura di api e vespe, 10 decessi all’anno, o ai fulmini, 15 decessi l’anno.

Cosa fare in caso di morso di vipera? Mantenere la calma e qualche raccomandazione, per non peggiorare le cose.

In caso di morso di vipera è sempre molto opportuno rivolgersi a un presidio sanitario che provvederà a scongiurare eventuali anafilassi e infezioni, somministrando cortisonici e antistaminici, che sosterranno l’organismo del malcapitato nella sua lotta per sconfiggere la sostanza tossica inoculata con il morso dalla vipera, non verranno somministrati sieri o antiveleni che nella pratica si sono rivelati molto più pericolosi del veleno stesso, oggi, per quanto riguarda le vipere nostrane, non vengono più prodotti e il loro utilizzo è ampiamente sconsigliato, il nostro organismo è in grado di fare tutto da se. In ogni modo anche nel caso che a essere morso dovesse essere un bimbo, non fatevi prendere dal panico avete davanti molte ore prima che le sue condizioni possano davvero divenire preoccupanti, tranquillizzate il piccolo e raggiungete l’ospedale più vicino certi che dopo una settimana il tutto non sarà che un brutto ricordo. Non bisogna assolutamente praticare tagli o succhiare il veleno, né tantomeno bloccare il flusso sanguigno con lacci emostatici, rischieremmo di provocare danni più gravi del morso stesso della vipera, se ci troviamo molto lontano dal più vicino centro ospedaliero, al massimo possiamo porre un tampone, ad esempio un fazzoletto ripiegato su se stesso, proprio in corrispondenza del punto di inoculo del veleno, lo terremo in posizione utilizzando un bendaggio serrato ma non troppo, bisogna stare molto attenti a non arrestare la circolazione del sangue, dobbiamo solo rallentarla, in attesa delle cure mediche che ci aiutino a risolvere la situazione.

Una vipera tanto rara e preziosa da essere protetta da tutte le convenzioni internazionali che si occupano di conservazione della natura, la Vipera dell’Orsini.

La Vipera dell’Ursini vive in alcune aree dell’Italia centrale, in modo particolare lungo i magnifici pendii del Gran Sasso, è più piccola delle altre specie italiane, raggiunge a mala pena i 50 centimetri, il suo veleno è più debole di quello delle altre vipere le zanne velenifere sono molto più corte, ha un carattere molto timido e morde molto difficilmente, pur essendo una vipera a tutti gli effetti non è da considerarsi pericolosa, in oltre è una vera rarità naturalistica ed è considerata dell’Istituto Internazionale per la Conservazione della Natura alla stregua del panda gigante o del rinoceronte nero, a Campo Imperatore esiste la più importante popolazione a livello mondiale di questa rara specie.

La Vipera ammodytes è considerata un vero portafortuna, è la più grande, la più velenosa ma anche la più timida e timorosa.

La Vipera ammodytes o vipera dal corno è la più grande delle vipere italiane con un veleno molto attivo ma è molto timida, cerca riparo nella fuga appena viene avvicinata, vive esclusivamente nel nord est del nostro paese, in Trentino e in Friuli Venezia Giulia, dove la credenza popolare la ritiene in grado di proteggere l’uomo da molti acciacchi, le sue vertebre vengono conservate come una sorta di talismano e le teste vengono utilizzate in infusione nella grappa.

Il Marasso, Vipera berus, è la vipera con il carattere più scorbutico sfida le nevi eterne e si trova a suo agio anche nell’acqua.

La Vipera berus o marasso palustre vive nell’Italia settentrionale in tutto l’arco alpino, è senza dubbio la più aggressiva delle vipere italiane con caratteristiche molto simili a quelle proprie della Vipera aspis, il suo morso molto doloroso è però ritenuto meno pericoloso di quello dell’aspis, riesce a vivere fin oltre ai 3000 metri di quota, a differenza delle altre vipere italiane nuota volentieri tanto da meritarsi il nome di “palustre”.

La vipera più comune nel nostro paese è la Vipera aspis, è quella che avremo più probabilità di incontrare nelle nostre escursioni, ecco come fare se vogliamo evitarla.

La Vipera aspis non è un animale aggressivo, si nasconde e preferisce allontanarsi all’approssimarsi di un grande animale, è bene durante le nostre escursioni procedere con passo pesante e magari battere il terreno con bacchette e bastoni, le vipere sono sorde ma percepiscono bene le vibrazioni nel terreno che le mettono in allarme, rimarrà ferma confidando nel suo mimetismo o cercherà di allontanarsi alla chetichella, l’unico vero rischio lo si corre rovistando con le mani nude tra le foglie secche o tra cumuli di ramaglia accatastata, la raccolta della legna andrebbe sempre eseguita indossando guanti da lavoro, non solo per evitare di ferirsi ma anche per scongiurare punture di insetti, ragni e, nella fattispecie, vipere. Prima di sedervi sull’erba prendete l’abitudine di percuotere più volte il terreno, sarà sufficiente ad allontanare i serpenti, vipere comprese. Se invece avete voglia di incontrarne una, muovetevi il più silenziosamente possibile, quando la individuerete non dovete temere alcun male da lei nessuna vipera ha mai attaccato un essere umano di sua iniziativa, dovreste avvicinarvi molto a meno di 30 centimetri per entrare nel suo raggio d’azione, potete contemplarla in tutta sicurezza e tranquillità, sono animali bellissimi e il loro incontro ravvicinato è sempre molto “emozionante”.