Gli utenti della montagna più “evoluti”, già da qualche anno si stanno spostando dall’uso del tradizionale scarponcino da trekking a quello di calzature più basse con un mix inedito di leggerezza, reattività, cushoning e protezione agli urti.

In molti casi si tratta di calzature da trailrunning, con suola grippante ed estremamente adatta all’utilizzo off-road, in altri casi di calzature da hiking, derivative dello scarponcino tradizionale ma più rapide, agili e scattanti.

Si tratta di un fenomeno, come succede spesso quando si parla di “evoluzione”, che è causa e conseguenza anche delle innovazioni nel campo dei materiali portata avanti dalle aziende del settore: sempre più attente alle performance dei propri prodotti che in molti casi finiscono per essere cross-categories, ovvero utilizzabili tanto per correre quanto per camminare, tanto per la gara quanto per la passeggiata.

Risultato ottenuto grazie al fatto che leggerezza e sicurezza non sono in contrapposizione, anzi, in molte situazioni dinamiche è proprio il cambio di ritmo, la capacità di adattamento ai vari appoggi, che può fare la differenza tra una situazione di possibile inciampo o abrasione, e una di camminata in sicurezza.

Va da sé poi che lo stesso amante della montagna è sempre più attento alle proposte del mercato e quindi maggiormente informato rispetto al passato di quelli che sono i cambiamenti del muoversi in montagna.

Il fenomeno dello Skyrunning con i suoi personaggi, alcuni ormai al limite del mitologico, hanno poi contribuito al fenomeno apportando anche l’aspetto “wanna-be”: la voglia di sentirsi atleta dell’uomo comune, che fa tendere all’emulazione.

Tutti fattori che contribuiscono al cambiamento dal tradizionale scarpone “german-style” alla scarpa da trail più o meno strutturata.

L’odierna possibilità di scelta tra gamme e marchi poi, fa il resto.

 

Luca-Mich

Post di Luca Mich – Marketing & Communication Coordinator La Sportiva