Il video ufficiale del Tor mente sapendo di mentire !!

Mostra un sacco di gente che corre alla disperata, all’inizio, a metà percorso, alla fine, sul traguardo. Per fortuna, non funziona proprio così… Non per tutti, anzi.

I corridori sono poche, seppur emozionanti, eccezioni. Uno degli innumerevoli aspetti che rende il Tor des Geants una corsa speciale è proprio questo: non c’è alcun bisogno di correre. 332 km sono tanti, è vero…

Ma sono tante anche le 150 ore di tempo massimo. Per conquistare la piazza di Courmayeur, basta una velocità media inferiore ai 3 km/h.  a patto di accontentarsi di arrivare alla fine, ovvio, senza velleità di classifica.

Ovvio, c’è il trucco: il Tor è un percorso adatto a buoni camminatori ben allenati… Ma di certo non ai dormiglioni. I 3 km/h, infatti, sono spalmati sull’intera settimana di gara. Quindi, chi vuol camminare deve pagare pegno: dormire poco, preferibilmente mai. Chi dorme non piglia pesci e non macina chilometri… Oppure si trova poi, davvero, a dover correre! Il primo giorno marcerete con allegria e baldanza.

La prima notte ammirerete, se il meteo accompagna, un meraviglioso cielo stellato ed ascolterete il silenzio della montagna. Dal secondo giorno in poi, comincerete a trascinarvi più o meno come morti viventi: prima abbatterete uno ad uno tutti i santi del calendario per colpa delle vesciche, del male alle gambe, dei chilometri che non passano mai…

Poi vi rassegnerete all’apatia, continuerete a mettere un piede davanti all’altro senza nemmeno più sapere perché, avrete per compagnia le più inquietanti visioni mistiche, altro che monti che sorridono e caprette che fanno ciao. Qualche raro momento di lucidità vi resterà però per guardarvi intorno e cogliere la poetica maestà della montagna…

E l’assai prosaica maestà delle forme di fontina e toma delle più varie specie, a vostra completa disposizione sui tavoli dei punti di ristoro, più ammiccanti e desiderabili della Ferilli dalle foto del suo calendario.

Infine, raggiungerate quello stato “al di là del bene e del male” in cui le gambe vi porteranno avanti e in alto, metro dopo metro, senza che dobbiate più temere fatica e dolore, molto più a lungo e lontano di quanto abbiate mai immaginato di poter andare, fin quando giungerete al traguardo di Courma con la lacrimuccia che spunta, perché è “già” finita e vi rendete conto che, in fondo in fondo, nonostante tutto… E’ già nostalgia

Giancarla al Tor

Racconto di Giancarla Agostini

Dott.ssa Commercialista- Ultra maratoneta