Il nostro organismo è acqua

Bicchiere Acqua…essa rappresenta la componente fondamentale della vita, la sua presenza è indispensabile per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo, ma non solo, permette l’eliminazione delle scorie metaboliche, la regolazione della temperatura, ha azione lubrificante nelle articolazione e nei tessuti e … molto molto altro, basti pensare che nel uomo adulto la concentrazione di acqua oscilla tra il 55/60% del suo peso corporeo e nei lattanti raggiunge circa il 75%.

La sete è lo stimolo utilizzato dal nostro corpo per segnalarci che le nostre scorte idriche si stanno esaurendo, il centro della sete si trova nel cervello ed è un meccanismo che raccoglie ed elabora i segnali provenienti dai diversi tipi di recettori localizzati in varie parti del corpo.

Il primo sintomo della disidratazione è la secchezza della bocca, poi a mano a mano che lo stato di disidratazione aumenta, sia la pelle che le mucose diventano secche e asciutte e compaiono senso di affaticamento, mal di testa, crampi  muscolari, intolleranza al calore; se lo stato di disidratazione è ancor più grave, si possono avere vertigini, nausea e vomito, tachicardia, sdoppiamento della visione e perdita di conoscenza.

Anche se sembrano reazioni estreme spesso in estate se si pratica attività fisica sotto il sole non è così difficile incorrere in questi “inconvenienti”.

In ogni prestazione sportiva, agonistica o amatoriale, l’idratazione ha un ruolo primario perché, a parità di preparazione atletica,  le modalità di assunzione dell’acqua influiscono sulla performance.

Dopo i primi 60 minuti di attività è bene iniziare a reintegrare le scorte idriche e l’acqua naturale a temperatura ambiente rappresenta sicuramente il migliore elemento.

Quando l’attività si protrae per tempi più lunghi è bene ripristinare anche i sali minerali che si perdono con il sudore, in questo caso la bevanda che assumiamo deve essere isotonica, cioè deve contenere una concentrazioni di sali uguale  a quella presente nel sangue in modo che possa essere assorbita velocemente a livello intestinale e immessa in circolo nel più breve tempo possibile per permettere all’organismo di svolgere al meglio le sue attività.

Se la concentrazione è più elevata deve preventivamente essere diluita con ulteriore richiamo d’acqua dai distretti periferici prima di essere disponibile.

Stefania Acquaro

Autore: Acquaro Dott.ssa Stefania.

Dietista presso l’Università di Chieti e AΨPA