Devo ancora ringraziare chi ha scritto per me il pensiero dell’aquila. Più ci penso più il paragone mi sembra calzante.

Ne ho vista una molti anni fa, durante il corso maestri, odiavo sia il corso che le camminate in montagna, ma quel giorno per sfuggire alla noia ne feci una, insieme al mio amico e compagno di appartamento Davide Izzo detto “pellamadoi“. Una salita in montagna era il male minore.

Arrivati in cima ho visto una cosa enorme sul bordo del dirupo: quando ci ha sentiti arrivare non ha fatto una piega, ha aperto le ali e pluf, saltata nel vuoto. Dieci secondi dopo era in alto.

Aveva solo aperto le ali.

Ho scelto Millau come ciglio del dirupo: dovevo solo andare lì, portarmi sulla linea di partenza e aprire le ali.

100 km su strada, con delle salite della Madonna dovevano essere la mia corrente ascensionale, quella che mi avrebbe riportata in volo dopo tutti i venti contrari, nonostante ogni ulteriore, infinito e velenoso vento contrario.

Volevo essere prudente e mi ero ripromessa con Renato di non passare alla maratona sotto le 3 ore e 30, ma poi ci sono passata in 3 e 13 e stavo bene, stavo riuscendo a esprimere quello che mi è stato impedito di esprimere in quella orribile settimana di settembre.

Ho espresso corsa e sorrisi, questa è stata la prima gara della mia vita in cui ho avuto l’occasione d’incrociare TUTTI i concorrenti, i primi 5 prima di girare alla boa del 71° km, tutti gli altri dopo.

Nessuno mi ha risparmiato un sorriso, una parola o un piccolo applauso. A nessuno ho negato un sorriso o un incoraggiamento.
A tutti ho detto grazie.  Questa gara è stata fantastica.

Dopo una gara finita a causa della cattiveria avevo bisogno di qualcosa che mi aiutasse a proseguire nel processo di guarigione che ho iniziato al Mombarone.

Durante l’orribile settimana di settembre, ma purtroppo anche in diverse altre successive ho iniziato a sentirmi senza pelle, esposta, senza protezione. Senza ali, senza piume, senza niente.

Adesso ho nuove piume, impiantate una a una dai concorrenti che mi hanno accolta.
A qualcuno forse interessano i tempi di passaggio, non so. Quello che so è che c’è soltanto una persona che può parlarne, solo una che voglio che lo faccia.

Questa persona è Renato. Chiedo a lui di raccontare la versione “tecnica” della mia gara perché io non sono in grado di farlo, non lo sono mai stata e non voglio imparare, a ognuno il suo ruolo. Lui mi indica dove si trova la corrente ascensionale, io apro le ali.

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R.
Cosa si doveva fare era chiaro a tutti e due “VINCERE” e per farlo il tempo di riferimento doveva essere molto vicino al record di sempre 100k in 8h24′.

Non conoscendo la corsa ma avendo visto che fino al 50esimo era scorrevole e poi ci sarebbero state delle salite impegnative abbiamo preso in esame la tabella proposta dal “meneur d’allure” delle 9h.

Ho preparato una tabella con i passaggi ogni 5k su un totale di 8h16′ e siamo partiti per chiudere in 8h30′.

Ho preso la bici, ho accompagnato Francesca alla partenza e sono andato al punto d’incontro al 7k. Fantastico, più o meno 3km di rettilineo suddiviso a destra i pari a sinistra i dispari di tutti gli accompagnatori/assistenti in bici.

Aspetto e Francesca arriva puntuale sui tempi, seconda donna. “chi è quella davanti? È con me? È della maratona?”.

Ok iniziamo a gestire le emozioni e lo stress agonistico “Tranquilla per ora corri sui tuoi tempi, io vado avanti dò un’occhiata e poi vediamo” … “È con te, non è un problema, non arriva alla maratona”. 20esimo Francesca passa in testa e inizia la sua corsa solitaria, leggera, tranquilla, mai in affanno e perfetta sui tempi previsti. Leggermente più veloce nella prima parte, per poi gestire le salite nella seconda. Una gara perfetta, una soddisfazione enorme nel rivedere quelle braccia alzate e quel sorriso accompagnato da un gruppo di bambini entusiasti di essere lì e correre gli ultimi 100m con lei.

Un solo piccolo handicap, il caldo, che sull’ultima salita si è fatto sentire facendo perdere a Francesca quella decina di minuti che le avrebbero permesso di battere il record ma questa è un’altra storia, una storia che non ci interessa.
Quello che interessa a noi è che Francesca VOLAAAAAAAAAAA!!!!

Per gli amanti delle tabelle e dei passaggi:

Km Previsto Effettivo

  • 10 48′ 45′ -3’
  • 20 1h36 1h30 -6’
  • 30 2h26 2h17 -9’
  • 40 3h15 3h08 -7’
  • maratona 3h13
  • 50 4h07 3h54 -13’
  • 60 4h54 4h47 -7’
  • 70 5h41 5h37 -4’
  • 80 6h36 6h39 +3’
  • 90 7h17 7h31 +14’

Ultima salita camminata

100 8h16 8h32 +16’

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Scritto da Francesca Canepa

foto in evidenza: courtesy Lavaredo Ultra Trail