Con un certo orgoglio vorrei presentarvi un mio carissimo amico,  che ama la corsa in montagna e per allenarsi utilizza la mia stessa “palestra” cioè i monti alle spalle di Genova… lui è : Davide Grazielli,  ecco il suo 2014.

Puoi provare a scappare dai bilanci di fine anno… ma prima o poi ti trovano e quei dieci minuti a ragionare sui dodici mesi, ti tocca farli.

E allora vado con i dieci momenti clou della stagione:

  • Al decimo posto, ci metto la nottata passata a fare da pacer ad Andrea Darta Zambon alla Milano – Sanremo Ultra. Non ho ancora trovato una parola che possa esprimere la magnitudine della portata dell’impresa che questi malati di mente si sono portati a casa, tra l’indifferenza dell’organizzazione, un percorso non segnalato e nessun aiuto. Mostruosi.

La notte passata con Andrea e Jovica, tra chiacchere, bestemmie, risate e fatica resta lì, nei ricordi belli. Come la gioia di saperli entrambi all’arrivo.

  • Nono posto, va la giornata al Gorrei, il mio trail preferito. Mi piace tutto: il percorso, la zona, l’organizzazione, l’atmosfera, tutti gli amici che ci sono sempre. In più quest’anno ho spinto al massimo, da inizio a fine, come non avevo fatto mai. Ottavo posto, e l’orgoglio di essere premiato dall’amico e mentore Nando. Grazie Gorrei
  • Ottavo posto, va alla famiglia di Spirito Trail che quest’anno mi ha accolto in redazione: mai avrei pensato di trovare così tanti amici ed un atmosfera così speciale. Farne parte è un piacere ed un onore! !
  • Settimo, il Cammino dell’Alleanza: fatto con Ezio ed il Prof (forse era ancora dicembre 2013… ma chissenefrega) e poi con Fabrizio. Due giornate splendide, su sentieri magnifici ed in ottima compagnia. Immagini da tenere in mente per mesi ed anni. Se non l’avete mai fatto, armatevi e partite.
  • Sesto una manifestazione storica, la Rigantoca. Proprio quella in versione non competitiva. Fatta con Maria Carla in una splendida giornata di giugno, scambiando battute ed incoraggiamenti con camminatori e corridori. Magnifica, il suo spirito non morirà mai.Se poi vi credete invincibili come il sottoscritto, ci aggiungete il percorso al contrario il giorno prima per portare su la macchina a Caprile: il più grande bonk della stagione, una giornata di completa cottura dove il Prof e Fabrizio hanno riportato a Genova uno zombie.

Come ho fatto il giorno dopo a riprendermi e correre tranquillo ancora me lo devo spiegare.

  • Quinto posto va ad un idea malata, il Giro della Bionda. Un innocuo percorso panoramico di 17 km intorno ai Forti di Genova, diventa il diabolico strumento su cui vanno a misurasi le menti perdute del Terzo Ristoro ed amici vari. Difficile ricordare tutte le volte che l’ho fatto… la prima con il Prof, poi la botta sotto l’1:30 che rimane il FKT. Il doppio con Bale, ripetuto ad ottobre (probabilmente lo sforzo più intenso e doloroso della mia breve carriera podistica). E poi il triplo, in giornata di grazia. Fatto con il sole a picco o pioggia e gelo. Anche in notturna, chiuso con una serata di perdizione ed alcool. A proposito, io e Maria Carla avremmo ancora da riscuotere una bevuta aggratise…
  • Quarto posto ad una giornata di maggio in cui tutto gira perfetto, hai i tuoi amici con te, Maria Carla a fare da crew, stai bene e corri in un bel posto su un ottimo percorso, ti dai battaglia con un grande runner e persona… e ne viene fuori che vinci.

Al Quadrifoglio 100k capita tutto questo, ed è LA giornata, compreso il giro di aperitivi e degustazioni prima di tornare a casa.

  •  Terzo… non ho dubbi: dopo essermi fatto viziare e coccolare da Maria Carla in tutte le mie gare più lunghe, tocca finalmente a me stare dall’altra parte della barricata. Maria Carla si getta sulla tripla cifra al Morenic Trail, 115 chilometri tutti da correre. Sono emozionato, vorrei riuscire ad essere d’aiuto come lei lo è sempre con me, ma la verità è che non ne ha bisogno. Con una calma incredibile si mangia i chilometri uno dopo l’altro, aumentando ritmo con il passare delle ore. Sempre con il sorriso recupera terreno fino ad arrivare a Brosso in 17 ore, seconda donna. Ma più dei numeri, ho ancora i brividi a pensare al suo sguardo sbucando dal bosco in vista del paese. Pura soddisfazione la sua, gioia incontenibile la mia. Come il sorriso di quel trattore di Bale che anche lui sfonda il muro: impagabile.
  • Poi facciamo gli internazionali, ed al secondo posto, ci metto la cavalcata massacrante del Lakeland 100. I dubbi prima del via, la notte inaspettatamente torrida passata con Simon e poi la giornata a tenere duro, piedi distrutti e caldo torrido, con il supporto della solita Maria Carla e di Barbara e Massi. Poi l’ultima discesa su Coniston con gli occhi pieni di immagini fantastiche delle ultime 24 ore nel Lake District e l’abbandono sul prato una volta finita. Così come la cena la sera dopo al pub con la mia crew. Lake District? Pure magic.
  •  Al primo mi tocca metterci un altra gara, 100 miglia per un viaggio all’inferno e ritorno: 100 Miles de Sud de France. Prima volta nei Pirenei. Partiamo tutti sbarazzini, poi la montagna presenta le sue carte: pioggia, sentiero impossibile, salite durissime, lunghi tratti da correre a perdifiato in una lunga rincorsa verso il mare. A metà sono distrutto, ma la mia solita incredibile compagna mi rimette in sesto. Alla fine quando sbuco al mare, ho passato tutti gli stati d’animo conosciuti, ma quando vedo Maria Carla che mi corre incontro per fare insieme gli ultimi chilometri, la tensione scompare e c’è solo spazio per i sorrisi e per riempirmi il cuore con il tramonto sulla spiaggia di Argeles. Terzo, dopo una gara ben gestita ed ancora meglio eseguita, il miglior finale di stagione possibile.

Tutto qui? No.

Devo aggiungere un posto, perchè allo zero zero va di diritto la serata micidiale a Laigueglia al Vertical Roccaro di Antonio ed Antonello. Potrei dilungarmi, ma ci sono già troppe immagini che parlano della nostra serata. Basta dire Terzo Ristoro: grazie soprattutto a voi, amici, per un grandissimo 2014.

E ora sotto con i progetti strampalati, le promesse inutili, i sogni irrealizzabili, la pianificazione impossibile: buon 2015 a tutti, ci si vede sui sentieri

Davide Garzelli 2 Scritto da Davide Grazielli: Residente a Genova, ma cittadino di ogni pub che serva Sierra Nevada Pale Ale. Si autodefinisce ultramaratoneta,  ma spreca tempo e risorse anche come sciatore con insensate aspirazioni da freerider, climber disastroso e surfista in pensione. Il suo cuore batte per il Genoa CFC 1893 e la compagna con cui divide casa e due gatti. Membro Emerito del Terzo Ristoro Social Club. Corre per La Sportiva, Powerbar e Zero Running Company. twitter:  @unknowndest

foto di Daniele Nicoli &  Maria Carla Ferrero