Ed eccoci qui, pronti ad aggiornarvi sugli ultimissimi sviluppi dell’impresa epica che Nico Valsesia si accingerà ad affrontare fra pochi giorni: partire dalle spiagge di Viña del Mar, in Argentina, e raggiungere di corsa e in bicicletta la montagna dell’Aconcagua ad una quota di 7000 metri.

In questi giorni Nico, insieme al videomaker Alessandro Beltrame, è impegnato in una serie di allenamenti nella zona intorno all’Aconcagua per l’acclimatamento in quota prima del tentativo di record. Dopo aver passato i primissimi giorni nella zona di Las Cuevas (3200 mt), dove ha sede la “base operativa” nell’Hostel Portezuelo del Viento, i due si sono spostati per effettuare la salita al Mercedario, una montagna poco nota perchè molto scomoda da raggiungere e poco organizzata, dalle caratteristiche molto simili all’Aconcagua ma poche centinaia di metri di altitudine in meno (6765 mt).

Un obiettivo abbastanza sconosciuto, perché oltre alla notevole altitudine, il Mercedario è molto lontano dai centri abitati, logisticamente complicato, privo di rifugi accettabili e popolato, a quanto sembra, da inquietanti e sinistre storie.

Pare che dall’ultimo avamposto incontrato prima della scalata alla montagna, Nico ed Alessandro abbiano appreso che qualche anno fa in un hotel, ora chiuso definitivamente, sia stato commesso l’assassinio di un ciclista ( per giunta mai ritrovato!) e la polizia del luogo esige che chiunque si trovi ad aggirarsi nell’area debba obbligatoriamente registrarsi…Mah, chissà.

Comunque, una volta analizzata la mappa, studiato il percorso e preparati gli zaini con le provviste, i due “eroi” si sono messi in cammino.

L’ascesa doveva servire soprattutto per verificare la reazione del fisico a quote così elevate. Nico ha monitorato parametri quali pulsazioni e ossigenazione e i risultati sono stati decisamente buoni.

Nico Valsesia1Per darvi un’idea, vi faccio presente che in genere la scalata alla cima del Mercedario richiede una decina di giorni e per chi è molto ben allenato, ne richiede circa la metà cioè 5. Beh, Nico, pur non essendo interessato a tempi e record (tanto è vero che non sono stati presi dati precisi) ha impiegato solo due giorni!!! L’accampamento della prima notte è avvenuto a 4300 metri di quota e ha poi visto super-Nico in una volata ininterrotta verso la cima. L’eroico Alessandro ha dovuto arrendersi a quota 6100, ma diciamo che non è male per un “ultra-filmmaker”.  Domani è previsto l’arrivo in Argentina anche di Dino Bonelli, il fotografo, e di Mattia Torraco (assistenza sul percorso) mentre il resto del team partirà il 23 gennaio.

Lasciamo i nostri amici qui, solo per poco, in attesa di nuovi entusiasmanti aggiornamenti e news di questa spedizione incredibile e avvincente che ci sta lasciando tutti un po’ con il fiato sospeso.