Il Natural Running, corsa naturale, in realtà dovrebbe chiamarsi semplicemente corsa…

…ma visto che la corsa odierna ha subito delle modificazioni e vi sono correnti di pensiero discutibili nelle quali s’insegna alle persone a correre, è nata l’esigenza d’affiancare al termine corsa la parola naturale, in quanto s’intende il modo con cui i nostri piedi dovrebbero toccare il terreno per non andare incontro a dei traumi.

INVOLUZIONE DELLA SPECIE

In più i nostri stili di vita ci hanno portato ad assumere delle posture scorrette ed a perdere molte delle doti elastiche che la nostra specie ha sin dalla nascita, ma che poi non mantenendole in funzione perde. Correre è un’abilità, uno schema motorio che la specie umana ha impresso nel proprio DNA, ma che per tutta una serie di motivazioni legate anche ai nostri stili di vita abbiamo disimparato. Nata come abilità, la corsa è finita per diventare una tecnica, in quanto per rieducare il nostro corpo alla corsa naturale dobbiamo fare un lavoro su di esso, per portarlo a tornare ad essere quello per cui era nato.

POSTURA

Molto spesso il Natural Running viene affiancato al minimalismo, ovvero all’utilizzo di calzature che permettano una sensibilità che rende la corsa simile a quella a piedi nudi; le cose sono molto collegate, in quanto con il natural running si và ad analizzare nel dettaglio quella che è la funzione del nostro piede nel gesto della corsa, quale sia soprattutto la capacità elastica del nostro piede e quindi una calzatura flessibile può aiutare la fascia del piede a sfruttare le sue doti elastiche; il nostro piede dovrebbe svolgere una funzione simile a quella di una molla, una scarpa molto rigida impedisce al piede di sfruttare questa sua capacità, che nel tempo viene persa e questo è uno dei fattori che può favorire l’insorgere di patologie come la fascite plantare. Il piede ha un ruolo molto importante nel gesto della corsa, ma non è l’unico fattore da prendere in considerazione.

Nel Natural Running vengono presi in esame vari aspetti, ve ne elencherò e descriverò brevemente alcuni:

  •  Postura: la quale deve essere retta, le spalle devono essere incassate ed il bacino non deve stare troppo basso; bacino, spalle e testa devono essere allineati. I nostri piedi sono attaccati al terreno per effetto della forza di gravità, mantenere il nostro corpo allineato permette una corretta distribuzione delle forze e quindi un maggior equilibrio ed economia.
  • Movimento delle Braccia: dove le spalle stanno ferme e si lavora prevalentemente sui gomiti e si cerca di evitare o per lo meno ridurre al minimo i momenti oscillanti laterali, i quali se generati possono minare l’economia del gesto;
  • Movimento delle Gambe: il quale dovrebbe essere simile ad una corsa calciata, dove i piedi vanno verso i glutei per poi compiere una ruotazione in senso antiorario tornando in avanti;
  • Fase d’Atterraggio del Piede: che deve essere di mesopiede.

Molti podisti s’avvicinano alla corsa per caso, chi per perdere peso, chi per svagarsi dallo stress della vita moderna, chi per cercare qualcosa che nemmeno lui sà, ogni podista ha la sua storia unica che può raccontare appassionatamente ed una delle cose belle del mondo della corsa è che siamo tutti un pò spartani ed autodidatti.

JOGGING & NATURAL RUNNING 2

Quando ci avviciniamo alla corsa, nella maggior parte delle realtà podistiche, la prima cosa che in molti chiedono ed una delle prime che spesso ci vengono poste sul piatto d’argento sono i programmi d’allenamento, cosa molto utile ed importante, ma a mio avviso la prima cosa che dovrebbe essere presa in considerazione è come corriamo, anche perchè allenarsi compiendo un gesto scorretto è la via giusta per andare incontro a traumi.

 

Perché passare o meglio tornare al Natural Running ?

Per quella che è la mia esperienza personale, posso solo dirvi che da quando ho iniziato questo percorso, mi son reso conto che quello che facevo prima non era correre ed ho provato un enorme piacere nel compiere questo gesto in maniera fluida e pulita, che mi ha rimesso in contatto con la terra sotto ai miei piedi, è stato come rinascere alla corsa ed iniziare una nuova avventura, un nuovo entusiasmante percorso nel quale si acquisisce una maggiore consapevolezza dei propri mezzi, nel quale anche lo sforzo viene vissuto in maniera più naturale e ci si sente più padroni del proprio corpo e più connessi con le funzioni alle quali esso è stato adibito da Madre Natura.