Daniele Uboldi
a cura di Daniele Uboldi
interessi particolari: conoscere, studiare e approfondire ogni caratteristica tecnica, e ogni dettaglio di una scarpa da Trail Running

Squadra che vince non si cambia. Questo è stato il mio primo pensiero appena le ho avute tra le mani, loro sono le nuove scarpe per le corse in montagna de La Sportiva, skyraces e off-road trails. Suola e intersuola sono una parte della formazione vincente. Mutant è la denominazione che gode ora dei vantaggi di questa combinazione, una combinazione che ormai da alcuni anni vive dell’approvazione di molti appassionati del marchio italiano.

C-Lite, Q-Lite, sono i modelli precedenti che hanno goduto di questa combinazione. Ma anche la tomaia ha avuto degli antisignani di tutto rispetto, soprattutto le stringhe come nervature fuse nelle tomaia stessa ricordano molto, in ordine cronologico: la Quantum prima, e successivamente ancora, la stessa Q-Lite. Credo proprio che il nome Mutant sia stata una scelta più che mai azzeccata. Mutazione è il termine appropriato per questo nuovo modello uscito dai laboratori creativi di Ziano di Fiemme.

La cosa che vorrei segnalare, che ritengo significativa e che attesta le qualità di questa suola, e quindi delle capacità progettuali e intuitive dei tecnici del marchio trentino, è che la sua prima uscita risale ad anni e a modelli fa. Tutto questo a indicare che se un progetto nasce illuminato fin da subito, la sua vita si protrarrà nel tempo e nelle generazioni di scarpe future. Senza doversi inventare ad ogni edizione dello stesso modello, o per ogni altro modello, indirizzato per grandi linee allo stesso settore di utilizzo, nuove soluzioni e magari, stravolgere l’idea iniziale di un progetto. Sintomo questo, secondo la mia personale visione, di un navigare nell’approssimazione tecnica, senza avere chiara la direzione da prendere, adducendo a fantomatici sviluppi progettuali, o costretti a studi superficiali, dovuti a scarsi investimenti di settore, o ancora e addirittura (peggio e aggiungerei ingannevole), a semplici lifting, atti a indurre e a confondere l’utente cliente, a seguire il cammino veloce, confusionario e inconcludente di chi fattura la sua calzatura preferita.

Nella seconda parte ho affrontato invece dei percorsi di montagna pura. Salite impegnative dove anche la camminata ha avuto la sua parte e poi discese, veloci e semplici, alternate ad altre più tecniche, e dove sono risaltate le caratteristiche montagnine della Mutant. Ottimo feeling da subito ed eccellente la calzata, discreta e con buona personalità. L’ammortizzazione è nella media per il tipo di scarpa. La Sportiva la racchiude principalmente nel settore skyraces, e adottando una suola concepita per terreni grassi, non mi sarei atteso per nulla, un’ammortizzazione differente da quella che ho trovato.

La Mutant nasce quindi con delle basi solide (ed è proprio il caso di dirlo, visto che si parla di suola e intersuola), confermate dai successi precedenti dei suoi antenati. Nella prima parte della mia prova ho privilegiato la corsa pura, quasi 20 km correndo su sentieri boschivi, veloci e con poco dislivello. Ho apprezzato il buon assetto sulla ghiaia e sui fondi tipici dei boschi che alternano, (in questo caso senza l’intervento del meteo avverso), terreni morbidi e ricchi di torba a terreni duri di terra pressata, ostica quanto o più del cemento.

SUOLA

La mescola friXion XF è quella dalla X verde e quindi la più aderente delle due. L’alta X è blu, mescola morbida e più resistente all’usura ma, meno performante in fatto di aderenza. Come ho scritto all’inizio, questa suola è quella classica adottata su diversi modelli de La Sportiva. Adatta principalmete per terreni morbidi e fangosi. Dote questa, maggiormente quotata dall’abbinamento dei tacchetti di dimensioni medie. Non essendo troppo dimensionati e avevdo comunque una buona base di appoggio, su terreno duro non sono fastidiosi. La suola è completamente piatta per evitare che si formi il fango, e anche la distanza dei tacchetti è quella sufficiente per fare in modo che, sempre il fango, non vi rimanga intrappolato formando il classico e fastidioso pattino.

L’impronta è stretta al tallone, larga ma non esagera mai, gradualmente dal mesopiede fino ad arrivare all’avampiede. Attenzione poi, normalmente una suola, anche se di mescola ultra aderente come quella della Mutant, disegnata con tacchetti dimensionati per garantire presa e trazione su terreni morbidi, deve inevitabilmente cedere qualcosa di fronte all’aderenza su rocce e pietre. Per il semplice motivo che, diminuendo l’area di appoggio, diminuirebbe di conseguenza il vantaggio di possedere una suola abrasiva e aderente. Ma la particolarità e la forza del prodotto de La Sportiva, risiede qui, i suoi tasselli posseggono una geometria tale da riuscire in ogni caso a sopperire a questo handicap. Ottima l’antitorsione, tallone e punta seguono la stessa linea di appoggio, appoggio che mi è sembrato sempre preciso anche nei traversi e nei fondi molto sconnessi.

INTERSUOLA

In Me Mlex Eva ad iniezione con inserto Stabilizer. Eva ad iniezione significa, rispetto a quella a compressione, più ammortizzazione, migliore elasticità e minore schiacciamento dell’eva stessa, quindi più durabilità nel tempo, mantenendo sempre le stesse caratteristiche originarie. Questo favorisce la prestazione e il comfort anche su terreni duri. Ma secondo la mia visione, perdendo anche in reattività e stabilità sui fondi morbidi e fangosi, vantaggio che al contrario, l’Eva a compressione avrebbe saputo favorire. Con questa soluzione, che comunque era stata fatta precedentemente anche con la stessa intersuola montata sulla C-Lite 2.0, si opta per una calzatura più adatta a diversi tipi di terreni. Il differenziale (Drop), che è la differenza d’altezza tra tallone e avampiede a livello di intersuola; il piede nella scarpa quindi è inclinato dei gradi determinati da questa differenza  e nel caso della Mutant questa differenza è di 10 mm. Un drop medio altro, perciò una scarpa che rimane lontana dalla tendenza di avvicinarsi col tallone al terreno..

TOMAIA

Bella, esteticamente nulla da dire. Agressività tipica delle tomaie de La Sportiva, sia nella scelta dei colori, sia che nella loro fattura, sempre ben studiate. Una sensazone che ho avuto da sempre osservando le scarpe trentine, strana, ma per me significativa, è quella di essere in presenza di oggetti fatti a mano, ogetti unici. Forse esagero ma è questa la mia percezione. Il sistema di allacciatura lo trovo originale e funzionale. Ottimo il fit generale, una volta calzata, la sensazione di avere il piede ben posizionato trova conferma succesivamente durante l’azione. La zona di flessione è posizionata in avanti oltre l’avampiede e ha un ritorno non proprio reattivo. Una ghetta integrata nella tomaia sostituisce la tradizonale linguetta (definità linguella da La Sportiva). Questa scelta mi piace, contribuisce coadiuvando il lavoro del sistema di allacciatura, nell’avvolgere il piede senza infastidire il dorso del piede. Curiosa ma utile l’opportunità di far sparire le stringhe, una volta annodate, all’interno di questa ghetta. Ghetta che alta alla caviglia, restringe di molto il rischio a sassi e terra di entrarvi. La conchiglia del retropiede ha una buona struttura rigida, ma non è per nulla conciata, (imbottita), e quindi la rigidità risulta essere accentuata. Personalmente prediligo maggiore conciatura in questa zona della scarpa, ma dico questo in linea generale. Inoltre mi viene da prendere in considerazione ad una possbile tensione tendinea fastdiosa, con questa soluzione e che alla lunga, potrebbe creare problemi. Ma ben si sa che la soggettività, e le variabili fisiche di ognuno di noi, in questi casi hanno sempre l’ultima parola, e il loro giudizio è inappelabile. Le stringhe sono di grandezza inferiore alla media e sono tonde, personalmente non mi piacciono. Darei sempre la preferenza a quelle piatte. A mio giudizio hanno un rischio minore di allentarsi. Ma mi adeguo ad una valutazione ponderata, perché guardando la scarpa nella sua interezza, queste di forma tonda rappresentano la continuazione di quelle trattenute tramite la fusione con la struttura in plastica trasparente, e che da entrambi i lati avvolgono la tomaia, e che quindi questa soluzione (come attestato da La Sportiva nella descrizione tecnica), “permette di regolare i volumi ed il livello di aderenza al piede della calzatura per una corsa precisa e stabile anche sui traversi.” Comunque è un quadro articolato complesso e difficile da spiegare, più facile da vedere. Quindi ho l’impressione che molti di voi avranno voglia di approfondire e di soddisfare questa curiosità. Un altro aspetto che trova la mia approvazione è l’allacciatura che non costringe le falangi, prossimali e intermedie, ad essere “strizzate” come invece avviene in molte calzature. Inizia ben prima di queste, e lasciando ovviamente in questo modo, una discreta libertà di movimento delle dita. E parlando di dita, ottima la protezione di queste con il puntale di gomma spalmata e di dimensioni adeguate al bisogno.

SCHEDA TECNICA

  • Tomaia: Single mesh traspirante anti-abrasione + ghetta integrata
  • Fodera: Mesh anti-scivolo
  • Intersuola: MEMlex eva ad iniezione con inserto stabilizer
  • Plantare: Ortholite Mountain Running Ergonomic 4mm
  • Suola: Mescola FriXion XF ultra aderente
  • Drop: 10 mm
  • Misure: 36 – 47,5 (comprese mezze misure)
  • Peso: 620 g (al paio, misura 42)

Termino questa mia disamina della nuova scarpa de La Sportiva parlando un poco della traspirabilità. A mio avviso deve superare la prova in condizioni di temperature più calde, cosa che nel mio test, per ovvi motivi contingenti, è mancato. Il mesh a trama chiusa sicuramente sfavorsice l’abrasione, e invita ad essere repellente alle gocce d’acqua, ma poi appunto, per la sua reale traspirabilità, la prova dovrebbe essere affrontata facendo fronte a gradi ben differenti, a quelli che ho trovato personalmente.