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 Le “controrecensioni” di Tommaso de Mottoni

Giornalista di Viaggi ed Enogastronomia, più escursionista estremo che trail runner. Sempre alla ricerca di nuove vie su sentierouno.it

Garmin Fenix 3 Sapphire

IL Garmin Fenix 3 Sapphire è il modello di punta di casa Garmin dei GPS da polso pensati per l’Outodoor. Impossibile trattare in un articolo tutte le funzioni e caratteristiche, anche perché quello che conta davvero è l’uso in ambienti estremi, quelli per cui è pensato questo orologio, e non una prova con una corsetta nei giardinetti sotto casa. Dividerò quindi la mia recensione in tre prove distinte: la prima, ossia questo articolo, ne va ad esaminare le  differenze rispetto al Fenix 2, con particolare attenzione ai punti di debolezza del modello precedente. Un secondo intervento porterà questo orologio al limite, con una 6 giorni sui monti dell’Atlante dove batteria, altimetro, barometro e tutte le funzioni di navigazione, ma sopratutto l’affidabilità e la stabilità del prodotto verrano testate nel dettaglio. Ed un terzo momento di approfondimento sull’uso di funzioni specifiche e sull’interpretazione dei dati che il Fenix 3 ci fornisce. Se chi legge è interessato ad una funzione particolare o a pormi domande, questo è il momento per farlo commentando questo articolo su trailrunning.it. Le risposte arriveranno nei prossimi approfondimenti.

acciaioASPETTO

Moderatamente più sottile del Fenix 2, ha uno schermo più ampio e si osserva maggior cura non solo nel design ma anche nella qualità dei materiali. Il modello Sapphire viene venduto con un cinturino in acciaio che ha preso il volo prima che uscissi dal negozio in quanto più pesante dell’orologio stesso e decisamente ingombrante. Del tutto inutile e pensato a chi compra questo orologio come feticcio tecnologico da esibire, più che come come strumento di gara o spedizione. Fortunatamente Garmin fornisce anche il cinturino di silicone previsto di serie sugli altri modelli e quindi chi volesse l’affidabilità e la robustezza di un vetro zaffiro, senza rinunciare alla leggerezza, non deve comprare un cinturino aggiuntivo.

Schermate personabilizzabili, colori, grafica accattivante, widget e applicazioni: impossibile non pensare ad una netta sterzata verso il mondo Suunto, del quale Garmin ha acquisito il concetto di app e la pulizia delle linee dell’interfaccia grafica.

PRESTAZIONI

Rispetto al Fenix 2 parliamo di un orologio completamente diverso. Nettamente migliorata la velocità di acquisizione dei satelliti, ma sopratutto la velocità di salvataggio delle attività o di caricamento delle tracce è di gran lunga superiore al modello precedente, che obbligava a lunghe attese durante il salvataggio delle attività o a ritardi nel caricamento e visualizzazione delle tracce sul display.

Le funzioni di navigazione meritano però un capitolo a se, e le vedremo nella prossima recensione. In generale c’è da dire che a livello hardware la differenza è notevole, di gran lunga superiore rispetto a quella riscontrata tra il modello 1 e il 2. A questo si aggiunge la funzione di connettività non solo bluetooth ma anche WIFI (che per ora mi ha dato solo errori di connessione) e una maggior elasticità nella configurazione delle schermate dati.

con-carica

CARICABATTERIA

Un punto forte di tutta la gamma Fenix è il caricabatteria, pensato appositamente per essere utilizzato anche in movimento. Se già il modello 2 e 1 avevano un design robusto e delle clip di bloccaggio molto resistenti, il modello 3 rincara la dose con una piastra di appoggio ancor più solida e bloccante. Una volta connesso all’alimentazione l’orologio continua a funzionare registrando le attività, come per i modelli precedenti. Funzione indispensabile per chi ne fa uso in contesti di endurance.

WEB E CONFIGURAZIONE

In questi ultimi anni il sito di Garmin Connect ha fatto un notevole balzo avanti. Ottima la possibilità di collegare il Fenix 3 al software Garmin Basecamp, opzione valida anche per i modelli precedenti, cosa che non ritroviamo nel mondo Suunto che che risulta essere quasi vitale per gli escursionisti. Dall’altro lato la configurazione delle app e delle schermate del Fenix 3 va fatta dal quadrante dell’orologio, facendo sentire la mancanza della semplicità dell’interfaccia di configurazione del sistema Movescount  di Suunto.

FASCIA CARDIO

Moderatamente migliorata rispetto al modello 2, nettamente superiore a quella del modello 1. Le nuove fasce cardio (modelli 2 e 3) inglobano sensori che oltre alla frequenza cardiaca registrano le dinamiche di corsa. Il paragone con le fasce cardio di casa Suunto resta però ancora a favore di questi ultimi che a parità di caratteristiche forniscono fasce molto più morbide, leggere e confortevoli. Un aspetto da non sottovalutare per chi decidesse di indossarla sotto lo zaino.

NUOVE FUNZIONI

Garmin ha introdotto molte piccole migliorie e nuove funzioni al Fenix 3, ma quelle che spiccano maggiormente all’occhio sono le funzioni fitness, decisamente rudimentali nei modelli precedenti. Il Garmin Fenix 3 si può definire a tutti gli effetti uno orologio multi sport, con pieno supporto anche per il nuoto. Maggior interattività e connessione allo smartphone ne fanno uno smart watch a tutti gli effetti, con funzioni di lettura delle notifiche e di controllo della musica riprodotta dal telefono. Garmin Introduce con il modello 3 della linea Fenix anche il monitoraggio dell’attività fisica quotidiana e del sonno: l’orologio ci suggerisce quante calorie ingerire in relazione all’attività svolta, un timer può avvisarci quando stiamo da troppo tempo fermi alla scrivania o sul divano, dicendoci di “muoverci” al fine di non far scendere troppo il metabolismo. Nuove funzioni che mostrano buona volontà da parte di Garmin, ma che risultano ancora piuttosto rozze: dopo 7 ore continuative di corsa, mi siedo per riposare e dopo 1 ora arriva il messaggio “muoviti”. Come se avessi bisogno di risvegliare il metabolismo. Un prodotto ormai maturo sospenderebbe tali avvisi dopo un forte carico di movimento, riservandoli per quando rileva un pattern più sedentario. Nonostante questa funzione sia un po “dumb”, di questo orologio “smart” tengo l’avviso attivo, in quanto per chi è solito passare ore alla scrivania e perdere la concezione del tempo, può essere uno stimolo a sgranchire le gambe regolarmente. La schiena ringrazia. 

Altro aspetto da migliorare è il calcolo dei tempi di recupero: come nei modelli precedenti vengono azzerati ad ogni attività, così se dopo una corsa che richiede 36 ore di recupero si pedala fino a richiedere 12 ore di recupero, il monte ore non sarà la risultante delle due attività, come avviene in casa Suunto ma semplicemente il recupero dell’ultima. Attenzione quindi a non utilizzare questa funzione se si fa molto allenamento: potrebbe indurre in sottostime del carico.

LA NUOVA FUNZIONE PIU’ APPREZZATA:

Garmin fenix 3 introduce una funzione di autoclimb decisamente azzeccata, il gps e l’altimetro rilevano una attività che porta ad ascesa verticale, salita o arrampicata, e si setta automaticamente su una delle schermate dati che possiamo indicare in fase di configurazione. Ne consegue che se stiamo correndo in piano dati come l’ ascesa, l’altitudine o la velocità verticale lasciano il posto a quelli che preferiamo vedere durante la corsa in piano. In precedenza era necessario iniziare a navigare tra le schermate e selezionare quella desiderata manualmente. Operazione non sempre agevole sotto la pioggia, con i guanti e dopo decine di ore di attività.

PRIMI TEST SUL CAMPO

Nel primo test sul campo ho deciso di concentrami su due elementi: batteria e l’uso della fascia cardio. Il risultato è che la batteria è stata notevolmente migliorata: 6 ore e 45 minuti di utilizzo con fascia cardio attiva e UltraTrack mode hanno portato la carica totale all’80%. Stesso livello di carica che si ottiene con 2 ore di attività con GPS normale, fascia cardio, notifiche e connessione bluetooth attiva. Ossia a consumo massimo.

Dal primo test sul campo si nota subito come la funzione UltraTrack, nata male in casa Garmin e mai migliorata con attenzione, riporta gli stessi errori e lacune dei modelli precedenti, come se il software in questo frangente non sia stato minimamente modificato.

UltraTrack non è per nulla affidabile nemmeno in spazi aperti e il suo margine di errore è tale da rendere inaffidabile la posizione. Su un percorso di 50 km di cui almeno 30 con cielo aperto il margine di errore è stato di ben 13 km, registrandone ben 63. In questo senso i modelli di casa Suunto offrono modalità di risparmio energetico decisamente più efficienti con maggiore affidabilità dei dati anche per i modelli base. Di contro Garmin è “caricabile” anche sul campo e la nuova batteria rappresenta decisamente un’ evoluzione rispetto alle precedenti se non si attivano tutte le funzioni di connettività.

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Si può verificare facilmente: altopiano del Nanos, nessun albero, vegetazione assente, cielo sereno e nessuna struttura di origine umana nei dintorni. La traccia rossa rappresenta il rilievo di Garmin Fenix 3, quella marrone il sentiero. Ecco l’effetto “UltraTrack” e come su un percorso da 50 km alla fine ne risultano 63. Unico contesto in cui penso possa essere usata questa funzione: navigazione in linea retta in mare o nel deserto.

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Disabilitando la funzione UltraTrack il discorso cambia: ottima precisione anche in zone con cielo non libero. Basta guardare la traccia rossa rispetto ai sentieri in mappa

SERVIZIO CLIENTI

Garmin non ha mai spiccato per cortesia ed attenzione nel servizio post vendita. Parlo per esperienza personale con un Fenix 1, 2 Fenix 2 e 2 Foretrex 401. Tempi di attesa lunghissimi e servizio clienti spesso latitante. Le risposte spesso non sono altro che un semplice “copia incolla” del manuale e non si deve avere l’aspettativa di parlare con chi il prodotto lo conosce perché lo ha utilizzato e ne ha padronanza. Oggi volevo verificare se nell’ultimo anno il servizio clienti è migliorato con tre telefonate in pieno orario di reperibilità: in ogni caso, dopo aver selezionato la scelta “Outdoor” nessuno ha preso in carico la chiamata. Evidentemente erano in pausa caffè. Oppure a provare il Fenix 3 in una bella giornata di sole. 

Chi ha più di un device può permettersi di non fare affidamento sulla qualità e velocità del servizio post vendita. Attenzione però a chi dovesse avere un solo GPS: se si rompesse a fine giugno rischierebbe di farsi le vacanze con l’orologio in assistenza.

In definitiva il giudizio al primo approccio è ottimo, delusione per la modalità UltraTrack da disabilitare e dimenticare e un po’ di sospetto per le funzioni di monitoraggio dell’attività fisica, che sicuramente richiedono ancora uno sviluppo su cui Suunto è decisamente più avanti.

Confermati quindi i già noti punti di forza di Garmin dei modelli precedenti anche su questo orologio, rendendo l’acquisto un “must” per chi è già un appassionato dei modelli Fenix 2 e Fenix 1 e mettendo in seria crisi di identità chi appartiene al mondo Suunto.

come nasce la "controrecensione"

Come si scrive una recensione? Si prende il prodotto, si leggono le schede tecniche e lo si testa secondo le sue caratteristiche. Ovviamente nel contesto e con le modalità suggerite dal produttore. C’è anche chi si arroga l’onere di compararlo con l’equivalente della concorrenza, ma questo scontenta tutti. Sia gli uffici stampa che elargiscono materiale, che i consumatori che nel leggere recensioni mai troppo critiche e blandamente accondiscendenti, scoprono poco di più di quanto potrebbero leggere dal sito del produttore.

Da qui l’idea delle “controrecensioni”. Non hanno la pretesa di essere esaustive, non sono fatte da un tecnico certificato o da un top runner specializzato, non sono nemmeno fatte nel contesto di utilizzo ideale del prodotto. Nulla di tutto questo.

Le “controrecensioni” raccontano un prodotto, usato da un utente medio, nelle condizioni in cui realmente si può trovare, condizioni che non sono mai quelle ideali descritte nelle schede tecniche.

Un esempio per intenderci, che vale per tutti: chi di noi ha mai posseduto uno smartphone con una batteria che duri di più o quanto dichiarato dal produttore?