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 a cura di Tommaso de Mottoni
Giornalista di Viaggi ed Enogastronomia, più escursionista estremo che trail runner. Sempre alla ricerca di nuove vie su sentierouno.it

 

Etica, spirito del trail, sistema di valori del trail runner, differenze tra l’asfalto e il sentiero. Ci siamo riempiti la bocca di queste parole e questi concetti. Ne abbiamo quasi fatto un business, quasi a creare un nuovo mercato, quello del Trail Running. Un atteggiamento spontaneo e sentito, non una costruzione a tavolino, che ha dato origine ad uno sport che prima poteva essere ignorato dai grandi brand commerciali e dalle federazioni, ma che ora costituisce una fetta di utenti non più così irrilevante.

In questo scenario è cresciuta atleticamente Anna Frost, in un mondo dove man mano che i suoi successi sul sentiero andavano moltiplicandosi, anche l’interesse di un pubblico sempre più vasto si spostava verso il trail.

Un atleta che si trova nella sua posizione ha quindi di fronte a sé due possibilità: la prima è tapparsi il naso, guardare alla carriera e fare “lingua in bocca” con chi si affaccia su questo mercato con la forza del capitale e della politica. Il che si traduce con il progressivo affievolirsi dei discorsi su quanto il trail sia puro rispetto a sport commercializzati come il calcio, le posizioni sui social network si fanno più tiepide e buoniste, quasi fossero vagliate da un consulente, e della vita privata emergono solo gli aspetti funzionali all’immagine pubblica. Insomma da trail runner sporchi di fango a novelli tronisti in attesa di una De Filippi del trail. Criticavano il calcio, l’atletica e predicavano i valori nello sport e nel trail, ma appena si è presentata alla loro porta il diavolo con un bel contratto, lo hanno firmato senza esitazione.

La seconda possibilità, quella che meno ci si aspetterebbe di veder accolta da un atleta di punta, è quella di dichiarare fedeltà ai valori del trail. Questo non significa opporsi a qualcuno, non significa polemizzare, tanto meno significa essere schiavi. E’ una scelta che mostra davvero quanto quell’atleta ami il proprio sport, creda davvero in quello che fa ma soprattutto è una scelta che preserva la purezza dello spirito. Sì, la vera libertà è saper dire di no, saper rifiutare quello che non si reputa corretto ed essere pronti a pagarne il prezzo.

E questa è la più grande vittoria di Anne Frost, una vittoria dello spirito prima che delle gambe.

Unica e indiscussa vincitrice ai mondiali di trail running quest’anno.

In tempi di Hashtag facili #itrailrunwithanna sarebbe poco musicale ma emblematico del mio pensiero. Un pensiero che vorrei veder condiviso dai nostri atleti di punta e dai nostri opinion leader, scegliendo di non salire sul carrozzone dei soldi facili e del successo veloce, restando fedeli a quello sport che hanno creato e che altri oggi vorrebbero svendere. 

anne