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 Paolo Iavagnilio
Istruttore Tecnico Nazionale di Trailrunning, Presidente SURVIVAL TRAIL RUNNERS

Abbiamo discusso molto ultimamente a proposito della Corsa Naturale, argomento che stà destando molto interesse per tutti i corridori; ma un aspetto altrettanto importante, per comprendere il modo corretto di correre, è anche quello di conoscere il modo corretto di camminare. Molti di noi pensano di conoscere il modo corretto di camminare, ma anch’esso, come per la corsa, ha subito delle modificazioni, dovute ai nostri stili di vita e dall’utilizzo di calzature che non ci aiutano a comprendere le giuste sensazioni del terreno.

La Camminata Naturale, è un movimento dove si compie la “rullata”, ovvero dove prima si appoggia il tallone e successivamente la punta del piede. Altra cosa importante, perché la nostra camminata sia salutare, è il movimento delle gambe e la postura; il movimento delle gambe deve essere ampio e la postura retta con le spalle “incassate”.

Questa condizione d’equilibrio, non può essere generata solamente con la convinzione, la postura non si piega con la forza del pensiero, ma dovremmo fare dei cambiamenti nei nostri stili di vita ed un lavoro muscolare, che ci permettano d’assumere con il tempo una postura più eretta. Altro fattore d’estrema importanza, come per la corsa, son sempre i corretti feedback sensoriali ricevuti dal terreno, i quali, con scarpe molto spesse, vengono persi e quindi non ci permettono di comprendere quale sia il modo corretto di muoverci, anche camminando. Quindi, l’utilizzo di calzature che abbracciano i concetti Barefoot, sicuramente, ci aiuteranno in questa fase, a compiere in automatico alcune correzioni.

Molto spesso, si consiglia a chi si approccia alla Corsa Naturale, di fare inizialmente un percorso con la Camminata Naturale; questo serve per comprendere la differenza che c’è tra correre e camminare, soprattutto nella fase di appoggio dei piedi. Questa differenza, è fondamentalmente segnata dalla “fase di volo”; ovvero il momento in cui passando da camminare a correre, stacchiamo un piede da terra; da quel momento, in automatico, avviene il cambio di schema motorio, in quanto, con la fase di volo, passiamo da avere una volta il nostro peso sui piedi (camminando), a due volte il nostro peso sul piede (correndo).

Il nostro tallone è stato progettato dall’evoluzione per gestire giochi di forze relativamente deboli; quando subentra la fase di volo, la parte del piede adibita a gestire queste forze durante l’impatto, è il mesopiede (in corrispondenza del metatarso). Un classico esempio di quello che sto dicendo è il salto; quando saltiamo atterriamo sempre sul mesopiede, mai sul tallone, in quanto ci verrebbe innaturale farlo sul tallone e soprattutto se lo facessimo scalzi, sarebbe anche doloroso.

Quasi tutti i programmi di transizione, per passare alla Corsa Naturale, che potete trovare su vari siti web dei marchi di scarpe minimaliste, consigliano di fare un’introduzione con la Camminata Naturale, successivamente di fare dei Saltelli sul posto (alcuni consigliano anche lo Squat, come esercizio, il quale io credo che sia fondamentale) ed infine, iniziare ad approcciarsi alla Corsa Naturale.

Questi passaggi, possono essere considerati come “le pietre miliari della transizione”; un pò come avviene per i bambini, i quali, prima gattonano, poi si siedono, poi camminano ed infine corrono; anche noi adulti, visti i nostri stili di vita, dovremmo fare un percorso a ritroso. C’è un vecchio detto che dice: Devi imparare a camminare prima di poter correre! Suggerisco a tutti quelli che vogliono passare alla Corsa Naturale, d’iniziare, sostituendo le proprie scarpe da passeggio con calzature barefoot, in modo da introdurre così più dolcemente i propri piedi alla “riconquista della sensibilità perduta”.