Ciao a tutti, mi chiamo Emanuele Gambacciani ed esercito la professione di biologo nutrizionista ormai da qualche anno. Avete mai sentito parlare di Paleo? Oppure di “alimentazione paleolitica”?  Spero di si, anzi, spero di no visto che molto spesso questo tipo di filosofia nutrizionale è sottoposta a moltissime speculazioni, soprattutto dagli innumerevoli detrattori, i quali, o per convenienza oppure per superficialità, tralasciano nelle loro critiche aspetti fondamentali sulla quale si base questa filosofia nutrizionale.

Premetto, così per mettere le mani avanti, che ho avuto, all’inizio della mia professione, una impostazione “classica”: dieta mediterranea, pasta, pane (meglio integrale) non troppe proteine che fanno male e soprattutto un occhio di riguardo per i grassi,  i quali sarebbero la causa principale di gran parte dei malanni di questa società.

Chiaramente ogni piano nutrizionale doveva esser perfettamente bilanciato secondo le indicazioni di tutte le più importanti associazioni scientifiche e non al fine di garantire salute, benessere e dimagrimento ai pazienti.

Risultati: pessimi, non tanto da un punto di vista della perdita di peso, ma soprattutto dal punto di vista del benessere. La storia della restrizione calorica e del bilanciamento dei nutrienti cominciò in breve tempo a non convincermi più.

Ho approfondito i miei studi, ho “abbracciato” varie filosofie, sono diventato vegetariano (per scelta etica) fino a quando, qualche anno fa ho conosciuto la cosi detta dieta paleolitica.

Folgorazione immediata, un colpo di fulmine inaspettato quando ormai avevo perso le speranze: in questa filosofia alimentare venivano riassunte tutte le mie convinzioni scientifiche viste da varie prospettive, quella fisiologica, quella biochimica e soprattutto quella antropologica ovvero dell’evoluzione umana.

Ma Paleo cosa vuol dire? Beh naturalmente paleolitico. E cosa ci sarebbe di così stravolgente in una “dieta” che si ispira all’alimentazione nel paleolitico?

Intanto è indispensabile fare un pò di chiarezza, il Paleolitico è un periodo storico che inizia 2,5 milioni di anni fa ed arriva praticamente ai giorni nostri… fino a 10.000 anni fa!

Circa 5 milioni di anni fa i nostri antenati “decisero” di camminare con le proprie gambe;  salutammo (da un punto di vista antropologico) quelli che sarebbero diventati i nostri cugini (le scimmie) ed  abbandonammo la vita arboricola (passata in gran parte sugli alberi) per colonizzare il suolo terrestre…

L’acquisizione della statura eretta fu forse la prima nostra grande conquista: i ricercatori ipotizzano che potesse servire ad individuare, con maggiore efficacia,  i potenziali predatori; utensili, fuoco, linguaggio… tutte grandi conquiste che i nostri antenati fecero in questo periodo storico chiamato appunto Paleolitico!

Chiaramente la mia attenzione si è soffermata sugli aspetti più inerenti all’alimentazione e scopro, con mia meraviglia, che durante questi 2,5 milioni di anni, i nostri antenati hanno sempre ricercato principalmente un alimento… la carne, o meglio le proteine animali!

Un alimento ritenuto così importante dai  nostri antenati tanto da mettere spesso a repentaglio la loro vita: in pochi lo sanno, o magari fa comodo che in molti non lo sappiano, ma siamo stati per almeno due milioni di anni mangiatori di carogne: i nostri principali competitori erano le iene, gli avvoltoi e gli sciacalli con la quale combattevamo per conquistare il preziosissimo cibo lasciato da leoni e leopardi ormai sazi.

Col passare dei millenni l’introduzione di una quantità sempre maggiore di proteine ci ha permesso di “evolverci” accrescendo sempre di più il nostro volume cerebrale e quindi la nostra intelligenza.

Circa 50.000 anni fa, “compare” finalmente sulla Terra l’Homo sapiens, ovvero “noi” in tempi antichi.

Cosa facevamo per vivere e sopravvivere? Eravamo cacciatori-raccoglitori, eravamo nomadi e soprattutto vivevamo in completa armonia con l’ambiente che ci circondava esattamente come continuano a fare tutte le specie presenti sulla Terra oggi (tranne noi naturalmente). Verdure, frutta, tuberi, bacche, frutta secca, miele, carne, pesce e uova… questo quello che mangiavano i nostri antenati.

Si spostavano in base alle stagioni ed alle mandrie, erano naturalmente sottoposti a periodi di carestia ed a periodi di abbondanza ma sembra che nessuno sia mai morto di fame!

Chiaramente la vita media era molto più bassa di oggi, più o meno una trentina di anni ma questo era dovuto principalmente alle condizioni di vita: tagli, fratture, amputazioni erano all’ordine del giorno e spesso potevano rivelarsi fatali…

C’è un però… qualche fortunato riusciva ad arrivare a 50-60-70 anche 92 anni ( praticamente un vero eroe) e pare proprio che questi nostri antenati fossero molto più sani di noi: fisici statuari, paragonabili a quelli che hanno oggi i campioni di discipline sportive come il triathlon,  e quasi totale assenza di malattie per la quale moriamo noi oggi: tumori, malattie autoimmuni, ictus, problemi metabolici…

Non esistevano praticamente le malattie croniche che caratterizzano la società attuale e, nonostante a scuola ci abbiano insegnato che la loro esistenza fosse un mezzo calvario,  pare proprio che vivessero sani fino a quando non sopraggiungeva la morte…

Circa 10.000 anni fa il punto di non ritorno: l’uomo scopre l’agricoltura, modifica totalmente le sue abitudini alimentari (cereali e legumi diventano la base della nostra alimentazione) e soprattutto il suo stile di vita… 10.000 anni fa inizia il Neolitico, una nuova Era nella quale l’Homo sapiens  non ha più la necessità di interagire con l’ambiente per sopravvivere, l’Homo sapiens è padrone dell’ambiente in cui vive in quanto è capace di prodursi il cibo in modo autonomo: nessuno spostamento, nessuna caccia, nessuna carenza di risorse, il cibo sarà sempre disponibile ogni giorno dell’anno in una forma mai mangiata prima. Cereali, legumi e successivamente anche latticini caratterizzeranno il declino della salute umana.

In qualità di nutrizionista cerco di promuovere un’alimentazione il più simile possibile a quella dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori. Ritengo che il nostro organismo non sia ancora in grado (e forse non lo sarà mai) di gestire proteine come il glutine e la caseina; ritengo che il nostro organismo non sia ancora in grado di gestire tutti gli antinutrienti che si trovano nei cereali e nei legumi; ritengo che dovremmo smetterla di bere latte dopo lo svezzamento, poichè siamo l’unica specie in natura che propone ai propri cuccioli un latte proveniente da un’altra specie animale.

Infine, la trasformazione dei cibi e l’utilizzo di coloranti, conservanti, stabilizzatori ed edulcoranti ha definitivamente reso l’alimentazione attuale un vero e proprio affronto nei confronti della salute umana.

Queste sono le fondamenta sulle quali si basa la “Paleo”, ma non vi è dubbio che non esista Paleo senza il rispetto di ogni forma di vita (la carne della quali si cibano i “veri paleolitici” proviene esclusivamente da animali allevati allo stato brado, sia per motivi etici che “di salute”), non esiste la Paleo senza la ricerca del consolidamento dei rapporti interpersonali tra individui inevitabilmente perso dopo l’abbandono della vita tribale, non esiste Paleo senza la consapevolezza che dal momento della nascita viviamo un’esistenza totalmente diversa da quella per la quale siamo predisposti geneticamente…

Emanuele GambaccianiEmanuele Gambacciani: biologo nutrizionista