“Si, allora a presto, ciao Amore” , mando l’ultimo saluto da bordo e sono già con la mente sulla terra ferma. Da mesi ripenso a reinventarmi un ritorno, uno dopo l’altro, guardando il mare e i gabbiani che mi riportano alla mia terra, alla mia famiglia. Mesi che sono appoggiato con i gomiti al grande finestrone del ponte di comando.

E’ il mio lavoro, assurdo lo sò, inconcepibile rimanere tanto tempo su di una nave come prigioniero innocente, fermo, senza poter correre libero.  “Comandante una chiamata dalla stazione radio”, mi dice una voce aldilà della tenda nel buio del ponte, in questa notte calma di inizio primavera, dove la navigazione tranquilla libera la fantasia.

Rispondo ed è lei, mia figlia, e subito le parlo : “Ciao amore come stai?” ; “bene, allora quando è previsto il tuo sbarco?” risponde lei con voce squillante ; “penso la prossima settimana”  rispondo ; “allora papà, è già tutto organizzato per il nostro ultra trail sui Monti Aurunci, ci saranno anche tutti gli amici della corsa, ok?, ciao” .

Correre in compagnia mi piace , ma nelle lunghe corse sono anche solo, come quando guardo il mare all’orizzonte, quando ascolto una musica piacevole mi ritrovo bambino, in quella morsa di brividi pensando al futuro e candido nel presente, emozioni che ognuno vorrebbe condividere, che sono dentro di noi, e agli altri non rimane che guardarle sul tuo viso.

“Si, allora a presto, ciao Amore” , mando l’ultimo saluto da bordo e sono già con la mente nelle mie scarpe, correrò nei boschi, sulle pietre, sentirò campane bovine suonare di una transumanza che mi accompagna e rami che si spezzano sotto i piedi, profumi dimenticati, muscoli e tendini bruciano come arrugginiti dall’acqua di mare.

Ma lì nel bosco sarà solo gioia. Non ci sarà mare, ci sarò io oltre, lontano, nella corsa, senza vedere neanche un gabbiano.

E’ sera e nel buio del ponte di comando aspetto una chiamata…

Opera di :  Giuseppe Nappa

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