Finalmente in vacanza! Con me c’è lei, Panna, compagna un po’ caciarona e pelosa: un mezzo Labrador nero che mi segue da quando era cucciola come un’ombra, i miei occhi ed i suoi sempre in contatto, le sue zampe palmate sempre al mio fianco.

È così da sempre. Anche oggi siamo insieme, un trail che costeggia un torrente e si immerge nel bosco fino ad una cascata.

Arriviamo in macchina all’inizio del sentiero, ci aspettano 7 km faticosi di corsa in salita. Corriamo fianco a fianco, non mi perde mai di vista, ma per lei c’è un mondo da scoprire e tanta acqua e corre, nuota, il suo avanzare è tutto un guado fatto di salti e piroette di felicità.

Nei tratti più ripidi fatico un po’, lei risale come una capretta e mi aspetta paziente. Siamo quasi alla cascata, quando saltando da una roccia atterra e guaisce.

Si è bloccata, è ferma e si lecca la zampa. Mi avvicino e la controllo: distorsione? Decido per una sosta sperando sia una cosa momentanea, ma è tardi e dovremo fare i conti col buio se non ci sbrighiamo. Mi alzo e provo a farmi seguire, ma zoppica, non ce la fa.

È un attimo ed è tra le mie braccia, la tengo in grembo come si tiene un bambino e procedo, contando sulla forza delle mie gambe per affrontare la discesa.

Il tempo sembra non passare mai, quei 7 km sono interminabili mentre lei mi guarda e mi lecca il viso: sorrido nonostante il male alle braccia: sensazione nuova per un runner! Arriva anche il buio, sono stanco e dopo una sosta siamo finalmente alla macchina: la adagio sui sedili come fosse la cosa più preziosa del mondo, e penso che ancora una volta siamo stati una cosa sola, entrambi un po’ runner ed un po’ cani.

Opera di Piero Bighi

VOTA QUESTO RACCONTO