Una gara di estremo impegno e forti emozioni l’Estremamente Parco, una sfida che ti lascia annientato e profondamente scombussolato, anche a livello interiore.

Sì perché non sono solo i 102km con quasi 7000m di dislivello, non è solo il terreno tecnico e spesso esposto su cui ti devi muovere, km di discese al limite dell’aderenza, rese ancora più difficili dalle fortissime piogge delle ultime settimane.

Quello che veramente ti segna e ti rimane nel profondo sono un cielo stellato incomparabile, con l’Orsa Maggiore e la Cintura di Orione tue compagne di marcia per ore.

Sono la pressione di oltre 9 ore di oscurità totale in cui sei solo tu, i tuoi pensieri e la tua frontale, a rischiarare pochi decimetri di sentiero a picco sui dirupi.

Sono i bramiti dei cervi in amore che scuotono la valle dei Musi.

Sono le folate di vento a 100 all’ora che salgono dalla vallata fin su a malga Confin, con la violenza di una valanga all’incontrario, per ore e ore.

E’ l’infinita bellezza del Montasio dal bivacco Marussich, monarca assoluto e incontrastato, limpido e netto, a dispiegare la sua potenza sopra la val Raccolana.

Sono le indimenticabili volontarie della Sella Carnizza, di vedetta ad aspettarti con la torcia sulla strada, preoccupate ed amorevoli.

E’ il falò acceso nel nulla alla fine dei dieci km di infinita cresta che collega il Grubia al Nische.

Sono infine i tuoi compagni di viaggio, “blood brothers on a summer’s night” (cit. The Boss), a formare un team nato spontaneamente, ma assurto a livelli di perfezione per come è riuscito a bilanciare le rispettive crisi fisiche e psicologiche.

Ma… non fatela se non siete motivati, non è una gara famosa (eravamo in 18 sulla linea di partenza), e le sue asperità ti fanno talvolta maledire il giorno in cui ti sei iscritto.

Ma quella pienezza che poi ti lascia, quelle risorse che ti ha fatto tirare fuori, ti fanno cambiare in maniera irreversibile.

Questa è storia, è la tua storia. Per la precisione, 28 ore e 20 minuti di storia.

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