…e forse, un domani, scriverò un altro articolo… “LA MIA PRIMA MARATONA”…grazie a tutti…non posso che partire da queste mie “vecchie” parole per cominciare a raccontare la mia “nuova” avventura…

Le sensazioni per questa tappa importantissima della vita di un corridore cominciano da molto lontano… da quando sembra un’impresa impossibile, da quando consideri chi corre una maratona un “alieno”, un “pazzo”…

Poi il tempo passa,  le distanze si allungano, i tempi si accorciano,  la gioia di correre in compagnia cresce giorno per giorno,  il susseguirsi delle gare, i tempi che continuano a migliorare… i problemi di ogni giorno che scompaiono miracolosamente appena cominci a correre…la voglia di fare sempre meglio,  di sfidare se stessi,  di dimostrare che ciò che si vuole fare si può fare… tutto ciò mi porta a decidere di partecipare alla maratona di Roma… la mia e la nostra maratona, la città, forse, più bella del mondo.

La preoccupazione è tanta, mille domande affollano la mente in questi mesi, alti e bassi continui, l’allenamento che stenta a decollare per mancanza di tempo, i mille impegni quotidiani…ma a gennaio si comincia, devo abituare le gambe a distanze maggiori ed a tempi più prolungati.

La mia salvezza è stata la presenza costante dei miei angeli custodi, che mi hanno presa per mano e accompagnata in questa avventura, sostenuta nelle difficoltà, spronata nei momenti di sconforto… senza di loro questa maratona, per me, non sarebbe mai esistita…

… mi sveglio prestissimo… anzi ho dormito pochissimo, l’ansia e l’adrenalina mi hanno impedito di riposare bene, ma, fortunatamente, ho passato un sabato bello e spensierato e la mente è libera e tranquilla.

Gli occhi si alzano subito al cielo, le previsioni del nostro amico meteorologo sfortunatamente si sono avverate.

Piove…ma in fondo, cosa mi importa??

L’ultimo allenamento si è svolto sotto la pioggia, quasi a voler presagire una maratona bagnata…e non sarà certamente un po’ di pioggia a fermarmi.

Roma è bellissima anche sotto la pioggia…ci incanaliamo nel folto gruppo di folli runners e ci avviciniamo alla partenza, siamo gli ultimi, neanche mi accorgo dell’inizio della maratona e cominciamo a correre lungo quelle stupende vie proibite, finalmente libere dal traffico cittadino e dal rumore assordante.

E’ cominciata l’avventura, accanto a me Gianni e Ivo, volti amici e rassicuranti, ed i primi km scivolano via tranquilli, sotto una leggera pioggia che ci accompagnerà per oltre metà gara.

Sono distratta dalle molteplici voci straniere…francesi, tedeschi, spagnoli, giapponesi, americani… ascolto le loro parole e cerco di comprendere (che impresa ardua!!!), mentre la pioggia si fa più prepotente, le mani sono gelide ed immobili, i capelli completamente bagnati, ma sono contenta, mi sembra di essere ancora più libera e torno indietro con gli anni, quando sguazzare nelle pozzanghere era gioia e spensieratezza.

Ivo e Gianni mi lasciano, allungano il loro passo, ma io non sono mai sola… il nostro super presidente ha sguinzagliato una spia che controlla la mia corsa…mi si avvicina e, con circospezione, mi svela che è stato mandato dal nostro supervisore, nonché super presidente, super preparatore, super consigliere… poi… improvvisamente… scompare.

Ecco il sedicesimo km…avvisto i fantastici quattro, Monica fedele amica sempre presente, Andrea  mio acerrimo avversario dalla risata coinvolgente, Daniele il saggio del gruppo e Tonino, grande video-foto reporter ufficiale.

Monica e Andrea mi accompagnano per poco, poi allungano il passo alla ricerca degli altri compagni; con me rimane Tonino che mi accompagnerà fino alla fine, testimone dei momenti più duri.

L’acqua continua inesorabile a scendere, le gambe si fanno più dure ed al venticinquesimo km arriva il “fatidico” muro… che altro non è che…gambe pesanti e dure come sassi, ma non posso mollare, non penso a nulla e, stranamente, la mente è assorbita dal dolore, ma non c’è spazio per lo sconforto….IO DEVO SUPERARE LA CRISI…riesce a distrarmi Tonino, con i suoi insoliti approcci con i runners stranieri, mi distrae il pensiero dei bei momenti passati il sabato precedente, mi distrae il pensiero dell’immagine del traguardo, tutto è proiettato al dopo, inutile pensare al presente, il presente scivola via velocemente, così come i dolori, la fatica, la pioggia, ogni km percorso fa parte del passato e , come tale, non fa più male, è un tassello in più per completare questa stupenda avventura.

Finalmente cominciano a riapparire le vie storiche di Roma… ciò significa l’inizio della fine della maratona, piazza Colonna, via del Corso, Piazza del Popolo, gli ultimi km scorrono lentamente, ma non piove più e la voglia di arrivare corre più velocemente di me…finalmente arriva il quarantesimo km…che bel numero!!!!Cerco con ansia l’ultimo ristoro, come fosse la mia ultima ancóra di salvezza e finalmente lo intravedo…sotto la galleria, posto ideale per camminare un po’, nessuno mi vede, le telecamere non ci sono, niente luce per fotografare la stanchezza e la fatica.

Mancano due km…come potrei smettere di correre?

Ordino alle gambe di muoversi, e loro, sbruffando, mi ubbidiscono, avvisto il traguardo, ciò che tanto era atteso è arrivato…è finita…mi sento spaesata, ho appena compiuto un’impresa per me impossibile, ma la medaglia è al mio collo ed è vera e reale.

Grazie al mio gruppo sportivo, grazie a chi mi ha accompagnata fisicamente ed a chi mi ha seguita da casa… questa vittoria è anche vostra!!!!!!!

maria concorso3 cast.san pietro Opera di  FANELLI MARIA 

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