Senza sogni non si vive, questa frase è il mantra al quale mi accosto ogni volta che trovo una nuova ispirazione nella vita cosi come nel trail. La corsa è uno sport duro, qualche volta ti sconvolge dalla felicità, mentre altre ti fa sentire inerme ed impotente, ti può far sentire invincibile ed immortale ma è proprio in quel momento in cui credi di  Beh dov’è a¼essere intoccabile che la terra ti può sparire da sotto i piedi differenza dalla vita di tutti i giorni? Non c’è, non esiste affatto. La nostra vita e la corsa in montagna sono uno lo specchio dell’altro, soltanto chi è tenace, chi non ha paura di cadere ma possiede allo stesso tempo sempre la forza di rialzarsi potrà vivere a testa alta.

La vita ti pone davanti a delle scelte ogni istante , noi non ce ne accorgiamo ma le nostre minime decisioni possono condizionare le nostre giornate, cosi come le nostre uscite, per esempio passare da una strada in auto o meno equivale al percorrere un sentiero o meno e ci si può salvare da un pericolo per caso oppure finirci dentro per il volere del fato.

Nei boschi che percorriamo ogni domenica s’intrecciano storie, vite, destini per cui qualcuno aveva programmato un incontro, li in mezzo alla natura selvaggia, spesso sovrastati dal meteo beffardo che ti mette alla prova ,non si può indossare la maschera che qualcuno porta durante la vita di tutti i giorni.

Quando ti trovi in mezzo alla neve, infreddolito con il vento che ti schiaffeggia , non ti puoi celare dietro ad un finto sorriso, l’egoismo è il primo difetto che si erge per chi ne è attrezzato , poi arriva la mania di protagonismo ed infine il più pericoloso l’esibizionismo puro e semplice sull’orlo del precipizio. Ancora più valore in montagna ha il fatto che gli amici si scelgono! Sceglierli seduti davanti ad un caffè è bello ma sceglierli guardandoli negli occhi, voltandoti su una salita verticale e trovare in quegli occhi che si fondono nei tuoi, la tua stessa voglia di soffrire, la tua stessa grinta i tuoi stessi sogni è idescrivibile. Stargli davanti aspettando che ti raggiungano, vedendoli sbucare da quella curva in fondo al sentiero ti da le stesse emozioni di sollievo nel cuore di quando sei tu a dover seguire ed ogni volta scopri che loro sono li , non ti hanno lasciato proprio perché ci siamo scelti , che sia per un ora, per un giorno o una vita di boschi noi ci siamo fortemente voluti l’un l’altro come lupi in dispersione che entrano nel nuovo branco, il NOSTRO branco.

La parola “io” lascia spazio al “noi”, perché non sono più IO che vado ,faccio, dico, penso, corro ma noi andiamo, facciamo, diciamo, pensiamo, corriamo, non abbiamo invidia ma condivisione, non c’è titubanza ma spinta collettiva, non c’è pericolo comune ma salvaguardia del gruppo.

Il trail è stato scoperto da noi ma è vero anche il contrario, ognuno di noi scopre se stesso attraverso il trail, se sei costretto a capire quante ore puoi correre, quanto puoi sopportare i tuoi silenzi, quanto puoi stare senza mangiare, bere, coprirti, riposarti sei costretto a sentire e capire il tuo corpo il tuo Io.

Se riesci a integrare te stesso nel silenzio e nella solitudine della montagna hai raggiunto la vera vittoria, quando ti rendi conto che puoi stare ore ed ore in un posto che ti potrebbe far sparire in un battito d’ali, circondato da animali nascosti come lupi ,vipere, cervi enormi ecc. pur non sentendoti un ospite ma bensì avendo la sensazione di essere a casa hai vinto.

Questo sport arriva a farti tornare allo stato primitivo nel ventunesimo secolo, se ogni volta che un capriolo passando davanti ai tuoi occhi ti fa balzare il cuore in gola e ti rende felice come un bambino davanti ai regali di natale hai avuto il dono più bello che la natura ti possa fare, noi che tramite tv, computer e radio non siamo più capaci di sorprenderci, trovarci ad emozionarsi davanti alla cosa più naturale che esista non ha prezzo!

Potrei scrivere mille libri sulle emozioni che la montagna ,i boschi, la corsa, l’amicizia ci fa provare ma non servirebbe a nulla perché i brividi si provano, non si spiegano!

Un brivido nasce da un rumore di passi che arrivano sempre più vicini, il crepitio delle foglie sotto i piedi in un tappeto d’autunno, il fiato corto che s’infittisce, tocchi fuggiaschi su rocce scivolose , colori infuocati che cadono dagli alberi per riversarsi a terra, eccola li l’ultima rampa, braccia che afferrano l’aria e la cacciano dietro la schiena, testa che spinge avanti un torace che sta per esplodere per i colpi che riceve dal suo tamburo interno, poi ad un tratto boom! Eccoci! Sei tu sul “tuo” tetto del mondo anche se magari è solo la collinetta dietro casa, ma in quel momento è il tuo Everest, che ti fa sognare, perché senza sogni non si .¼vive

Opera di Diego Tazioli

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