Di salite infinite, imprese mirabolanti e luoghi incredibili vorrei raccontarvi; ma ahimè sono solo uno a cui mi piace correre e ha bisogno della natura.

Dopo essermi separato 10 anni fa, affrontato un primo momento naturalmente poco piacevole, ho poi colto l’occasione per ricominciare da zero la mia vita.

Ho lasciato un lavoro che non mi piaceva e dalla immensa e caotica città di Roma, mi sono trasferito in un piccolo paesino in collina nella provincia di Siena.

Lì ho incominciato lentamente ad avviare una mia attività, quella che desideravo fare da anni e mi sono ritrovato con poca gente conosciuta intorno, tanta natura, molto tempo a disposizione e tante energie da impiegare.

E così, ricordando che da ragazzo facevo podismo “cittadino” sognando spazi immensi, ho indossato un paio di scarpe da poco, una tshirt sgualcita ed paio di pantaloncini, ho aperto la porta di casa e dato inizio all’avventura.

Sfornito di gps e mappe, mi sono perso non so quante volte, imparando che i sentieri non sono le vie di una città, che i boschi, quando si fa sera, sono degli animali, che la sera non ci sono lampioni sul percorso e che servirebbe una lampada frontale (ma io la lampada frontale allora l’avevo visto solo in testa ai minatori).

Ho fatto tanti incontri che per me, un cittadino, assumevano dei connotati mistici straordinari: cervi, daini, volpi, cinghiali, scoiattoli, falchi, ecc..

Con il tempo ho poi scoperto su internet che esisteva il trail running, mi sono informato sugli allenamenti e le attrezzature, ma soprattutto, in mezzo a tutte queste divertenti attività; ho ritrovato me stesso, mi sono sentito vivo.

Nel silenzio della natura, accompagnato solo dal ritmo dei passi e dal suono del respiro, mi sono ri-emozionato nuovamente.

Che ora partecipi a gare trail, la storia non ne avrà ricordo, sono lì in tante classifiche ed altrettante foto insieme a tanti appassionati.

Sono io che  però non dimentico ciò che la natura e la corsa mi hanno offerto; una nuova vita.

Opera di ALESSANDRO NARDOMARINO

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