E’ notte , il freddo è pungete. La mia lampada illumina con  una scia un punto fisso della montagna. Intorno a me tutto è scuro.

In lontananza rumori di bastoncini che sbattono sulla roccia, alternati a grandi sospiri di fatica.

Il  sudore di tanto andare si è ghiacciato sul mio corpo  Il vento  entrato tra il bavero della giacca e il mio collo, ha giocato a raffreddare quel poco di calore rimasto. La sensazione non è piacevole, è un classico momento dove la domanda “ chi me l’ha fatto fare , va per la maggiore. Sono stanco, ho le gambe gonfie, i miei muscoli gridano vendetta, vogliono riposare. Il pensiero va al prossimo rifugio . Immagini un posto e un pasto caldo , un bel brodo che metta pace al tuo stomaco .  L’ultimo ristoro , ricavato in una tenda aperta  dove coraggiosi volontari , avvolti nei loro piumini erano pronti  a soddisfare i tuoi desideri, non era il massimo per fermarsi e riposare , non ho avuto il tempo di  rifiatare, di rimettere ordine alle mie idee.

Il pensiero corre  a casa , vorresti essere li, Sono in crisi, la pioggia è passata , il vento l’ ha spazzata via, i miei piedi sono bagnati  e sofferenti, la caviglia mi da fastidio.

La testa comincia il suo girovagare. I pensieri si accavallano.

Ti ritornano in mente situazioni passate, facce amiche, aneddoti  . Il gioco è solo uno , pensare positivo, scacciare dalla tua testa ogni minimo cedimento, trovare un motivo per andare avanti.

Quante volte nel mio viaggiare tra i monti ho rivissuto storie che hanno accompagnato la mia vita, ho rivisto volti a me cari , importanti, ho rivissuto  situazioni imbarazzanti che in qualche modo hanno segnato il mio cammino, mi sono commosso a ricordare o incazzato a recriminare.

La nostra mente va dove c’è qualcosa da prendere, il nostro cervello cerca nell’archivio , immagini e situazioni che servono allo scopo e lo scopo è solo uno, continuare.

So che devo avere pazienza, aspettare , soffrire , andare oltre.

Incomincio a costruire dentro di me, il resto del mio viaggio, anticipo quello che sarà,

Sogno un grande arrivo, sogno l’applauso , sogno una birra seduto in qualche osteria  La crisi arriva e come arriva passa, il segreto e porsi obbiettivi facili da raggiungere, che ti aiutano ad andare  avanti. Sognare piccole imprese che muovono il tuo corpo, alimentare le tue speranze, ripetere piccole cantilene , auto stimarti con grandi elogi. Devi trovare la formula , devi trovare la chiave per non dire basta.

Sei seduto, ripercorri quello che è stato , ma è tutto confuso. Penso a tratti con il sole ,a tratti con la pioggia , a tratti avvolti nella nebbia  Rivedo percorsi che tra loro non centrano nulla , i visi delle persone sono tutti sfuocati, cerco di concentrarmi , rivivo piccole situazioni, ricordo confusamente tutto. Le foschia illuminata dalla mia lampada , crea piccoli giochi luminosi, piccole “faville”  danzano tra loro, ti perdi a guardarle mentre raccogli le tue forze e le tue motivazioni.

Alzo lo sguardo ,cerco il punto più alto.

Devo muovere il mio corpo, darmi una mossa. La montagna va su dritta, il buio nasconde il percorso, qualche frontale in alto  te lo ricorda.

Non posso più aspettare, mi sto rilassando troppo, mi lascio cullare dalla notte, devo reagire , raccogliere le forze e ripartite.

Stringo i miei bastoncini, prendo coraggio e riparto. La salita è dura , ogni passo è faticoso. Le gambe spingono cercando un ritmo regolare, la testa guarda in basso l’erba e fango calpestato .

La montagna oramai si è impossessata di te, è lei il tuo mondo adesso, è lei che detta i ritmi, i tempi di recupero,  cerchi di assecondarla, sai che non può essere altrimenti, la devi rispettare, devi lasciarti guidare.

La forcella è vicina, il tuo salire sta per essere premiato, ultimi metri a gattonare verso l’alto.

Arrivi sopra , provato ma soddisfatto, guardi giù per gratificarti, per dirti bravo , darti una pacca sulla spalla, cerchi in quello sguardo la fatica che è passata , vivi la tua piccola impresa. Il buio ti nasconde panorami, la luna sopra la foschia ti regala piccoli scorci .

Ora si scende.

La discesa è ripida , difficile, tra sassi e fango. Un luce in lontananza ti  segnala il tuo  prossimo obbiettivo. Le mie gambe ora vanno, raggiungo un gruppetto di concorrenti, non sono più solo nel sentiero . Sfrutto il loro andare , seguo il loro ritmo, mi riparo dietro le loro schiene. Corro bene, con sicurezza, guardo il tempo di gara per calcolare quanta strada mi separa dal prossimo ristoro. La notte sta finendo,la montagna si risveglia. Le prime luci svelano lo scenario che l’oscurità prima ti nascondeva.

La vallata si rileva ai tuoi occhi con tutta la sua bellezza. Il verde intenso dei boschi fa da contrasto alle roccia delle vette .  Ti guardi intorno, ti appropri di questo spettacolo naturale, ti soffermi sui particolari, metti via altre immagini da riutilizzare nei momenti difficili

Il mio corpo si è riadattato alla nuova situazione, la crisi è andata, è un ricordo.

Arrivo al rifugio rigenerato , mi fermo poco mangio qualcosa e riparto.

Sono sotto trance agonistica , i chilometri passano velocemente, il sole sta spuntando, una grossa palla arancione sale dietro la montagna.

Regala un po’ di calore , una sensazione piacevole, mi faccio coccolare dai suoi raggi, gli corro incontro.

Ho perso il conto delle ore di gara,  le gambe girano, il  morale è rigenerato.

Si entra in paese, i tratti peggiori sono questi , quelli in piano, quelli che non passano mai.

Poca gente ad accoglierti, è mattina presto.

Coraggiosi “parenti” di qualche concorrente o villeggianti accompagnati dai loro cani, ti regalo un sorriso, un gesto, un incoraggiamento che in questo momento, per te, è oro colato

Le strade sono ancora deserte…..tra un po si popoleranno , tutti alla ricerca di una buona colazione , di un caffè caldo da gustare con il profumo delle brioche che fa fare a pugni i tuoi buoni propositi con la “golosità” della situazione….provi un po’ di invidia , ma oramai sei lanciato verso il traguardo, non puoi lasciarti andare

Ultimo tratto in piano , il sentiero è piacevole. Il bosco profuma di mattino , di pulito, tutto l’opposto dei tuoi maleodoranti vestiti che sono con te da troppe ore

Intravedo l’ultima salita , l’ultima forcella,  è un crescere di emozioni. Aumento il ritmo , almeno cerco di farlo, sono in piena escalation.

Vado su sicuro senza indugi, non mi soffermo , voglio arrivare in alto il prima possibile, sento il profumo della fine, strana sensazione , non sai se essere contento o triste per tutto questo che sta per terminare……

Il panorama  ripaga tutte le mie fatiche , non puoi fare a meno di fermati ad osservarlo. Davanti  le cime innevate, ti sovrastano, sotto la roccia si infila nel bosco. Il verde cambia gradazione di colore in base alla luce e al calore del sole . Ti viene voglia di prenderti un po di vento in faccia, ti viene voglia di correrla quella vallata.

Ti lasci andare giù a prenderti quella sensazione di velocità, quel poco di libertà che solo una discesa sa darti. E’ bello lasciarsi andare , saltare tra un masso e un altro , trovare la giusta combinazione tra scendere e fare attenzione. E’ bello prendersi quel sentiero che va giù tra rocce e buche e domarlo , sentirlo tuo. E’ bello sentire che non hai paura ,che ti piace, che il tuo corpo la’ in mezzo ci sta bene, che il tuo pensiero è più libero e va da una cima all’altra della montagna. E’ bello infilarsi nel bosco e correre nel tappeto di foglie che coprono le radici, è bello sentire il profumo del bosco al suo risveglio , quel senso di pulito che l’aria emana, è bello vedere il paese che si avvicina.

Arrivo giù lanciato verso il traguardo……un suono fastidioso mi fa ritornare al mondo reale…..la sveglia mi avvisa che un’altra vigilia è passata, faticosamente mi alzo, fuori e buio….ma non sono preoccupato….questa gara l’ho già vissuta…tra poco ci sarà un’altra storia da raccontare….

massimiliano tebaldi_002Opera di Massimiliano Tebaldi

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