Katia Figini
Preparatrice atletica, Istruttrice Tecnica di trailrunning

Negli ultimi anni molte persone hanno iniziato ad avvicinarsi alle lunghe distanze. Diversi i motivi: alcuni perché stufi della “solita” maratona e dell’asfalto, altri perché consapevoli di non riuscire ad abbassare ulteriormente il proprio personale sui 42,195 mt, altri ancora  perché “vogliosi di nuove e avvincenti avventure”. Sta di fatto che il mondo delle Ultra si è popolato di gente ma anche di tanti infortuni.

Perché? La tendenza è quella di pensare che nella preparazione di un’Ultra sia necessario correre essenzialmente tanti km in allenamento.  Non è sempre così e non è solo questo!

E’ utile analizzare questo particolarissimo tipo di competizione sotto diversi punti di vista e prendere in considerazione diversi aspetti: l’ età e l’esperienza dell’atleta, la tecnica di corsa e la biomeccanica, la tipologia e la pianificazione ideale degli allenamenti, l’alimentazione e l’idratazione sia in gara che in allenamento e gli aspetti psicologici.

Va ricordato che spesso si tratta di atleti amatori e non professionisti, che non sono corridori “di mestiere”, che si allenano nei ritagli di tempo, che fanno quello che è possibile, compatibilmente ai loro impegni personali e familiari e che non sempre (o quasi mai) si affidano a professionisti del settore (fisioterapisti, nutrizionisti e preparatori atletici) per prevenire e curare le problematiche muscoloscheletriche e non solo, che la corsa, specie se di lunghe distanze, comporta.

Spesso infatti ci si affida a un fisioterapista, ad esempio, quando il problema è in corso o è già accaduto e quindi, quando si è già stati costretti a interrompere gli allenamenti o a fermarsi durante le gare.

Va considerato tuttavia che i dati scientifici riportano come fino ai 3/4 di tutti gli atleti (sia amatoriali che competitivi) incorrono almeno una volta in un infortunio da sovraccarico nel corso della stagione, con conseguenze non solo sanitarie ma anche di tipo economico, se si considerano gli incrementi esponenziali in termini di costi diretti per le cure necessarie. Dati che devono necessariamente indirizzare l’attenzione verso una corretta educazione e formazione degli allenatori, dei professionisti sanitari ma soprattutto degli atleti stessi, sulla natura multifattoriale degli infortuni correlati al running e quindi, di conseguenza, sulle opportune strategie di prevenzione e di trattamento ottimale.

Lo scopo di questa raccolta di articoli è quindi innanzitutto quello di informare e sensibilizzare i corridori, ma anche tutti i professionisti che si occupano di queste problematiche, sull’importanza di considerare la preparazione di un evento agonistico. Questo vale anche nel caso della semplice quotidianità del runner amatoriale che per passione o per sfida decide di praticare lo sport più antico del mondo ed è importante e indispensabile che possa farlo in sicurezza e nel modo migliore.

Per questo motivo diversi professionisti, esperti del settore e atleti di successo e di fama internazionale, tramite i loro pareri specialistici e anche attraverso il racconto di aneddoti e retroscena curiosi , hanno deciso di apportare la loro esperienza, affinché anche il mondo del running possa beneficiare dei progressi scientifici realizzati negli ultimi anni.

Testo del Dott. Luigi Milano Ortopedico Specializzato nel trattamento chirurgico del piede e della caviglia – Runner per passione